Un blog creato da smuascoli il 14/09/2006

S.M.U. ASCOLI

DAI UNA MANO ALLA NOSTRA CITTA' - Ascoli Piceno 16/22 OTTOBRE 2006

 
 
 
 
 
 

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Domenica 22: LA FRATERNITA'

Post n°23 pubblicato il 22 Ottobre 2006 da smuascoli
 


Ciao. Siamo arrivati all’ultimo giorno della Settimana Mondo Unito. Mi viene voglia di azzardare un piccolo resoconto. Come ti sembra stia andando?


Ti rispondo con una piccola riflessione. Questa mattina mi sono svegliato con un’idea fissa in mente. Ho cercato tra le mie cose e ho ritrovato una citazione bellissima di Martin Luther King che fa proprio al caso nostro. Te la leggo; dice: “Un giorno o l’altro ci dovrà entrare in testa che, sebbene ci possano essere differenze politiche o ideologiche, i vietnamiti sono nostri fratelli, i russi sono nostri fratelli, i cinesi sono nostri fratelli: un giorno ci siederemo tutti al tavolo della fratellanza”.

È questa idea della fratellanza o per meglio dire della FRATERNITA’ che mi ha colpito. Non pensi si adatti particolarmente a ciò che stiamo cercando di vivere in questi giorni.

Mi fai ripensare alla rivoluzione francese ed alla dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino in cui si afferma che tutti gli uomini nascono, liberi ed uguali in dignità e diritti.
Essi sono dotati di ragione e coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.


Esatto, direi che si tratta di parole straordinariamente attuali. Sono convinto che l’ideale della fraternità può essere la risposta ai problemi del nostro tempo.

Ma non credi che in questi giorni, provando ad amare tutti, amare per primi, amare sempre ed in particolare amare i nemici, abbiamo fatto un passo avanti importante sulla via della fraternità?

E’ proprio questo quello che volevo dire all’inizio. In questi giorni ci siamo adoperati per vedere un fratello in ognuno. Personalmente, ciò mi ha aiutato a riscoprire il fascino di amare il mio prossimo: il vicino di casa, il collega di lavoro, i familiari con cui non andavo troppo d’accordo.

Ho scoperto che siamo tutte tessere di un meraviglioso mosaico che ci coinvolge in prima persona. Penso proprio che per dare una mano alla nostra città dobbiamo rendere questo mosaico più bello possibile.

In ogni momento c’è un prossimo che mi passa accanto. Forse non la pensa come me, forse è profondamente diverso da me e questo in altre circostanze potrebbe rendermelo nemico. Devo dire: “E’ mio fratello”. Se mi pongo in quest’ottica tutto assume un significato meraviglioso.

Coraggio allora, possiamo cambiare il volto della nostra città. Se la fraternità comincia a vivere tra noi, allora c’è speranza per il mondo. Chissà cosa avranno pensato gli ascoltatori di questo nostro programma. Siamo degli irriducibili visionari? Guardate che siamo in tanti però. Ieri sera al palafolli quanti giovani. E alla chiesa della scopa ogni sera, hai visto quanti? Dì la verità: anche tu che ci ascolti credi nella fraternità universale, vero? Crediamoci, in questa settimana ne abbiamo costruito un pezzetto.

 
 
 

Sabato 21: LA REGOLA D'ORO

Post n°22 pubblicato il 21 Ottobre 2006 da smuascoli
 

Ciao, siamo arrivati al sesto giorno della Settimana Mondo Unito. Anche ieri ci siamo impegnati ad amare ed in particolare a “farci uno” con tutti. Abbiamo messo da parte noi stessi e le nostre esigenze per far posto a quelle degli altri.

E’ vero. Ho sperimentato che si tratta di un modo di comportarsi davvero rivoluzionario.

Sai, tutto questo mi fa venire in mente una cosa; è il sesto giorno della settimana mondo unito e per tutto questo tempo abbiamo sempre parlato d’amore. Non tutti, però condividono la stessa idea su cosa significhi la parola amore. Ti faccio un esempio; un play boy ed un sacerdote direi che hanno idee molto diverse a riguardo. Tu cosa intendi quando parli d’amore?

E’ semplice. Secondo me, l’amore consiste nella cosiddetta REGOLA D’ORO del vangelo, cioè nel fare agli altri ciò che si vuole venga fatto a noi stessi e al non fare agli altri quello che non si desidera per noi. Penso che questa frase riassuma in pieno quello che penso.

Ma sai che leggendo i testi sacri delle altre religioni ho trovato praticamente le stesse cose? Senti qua. Il corano riporta fedelmente la frase: ”Nessuno di voi è vero credente se non desidera per il fratello ciò che desidera per se stesso”. Anche l’Induismo afferma: "Non fare agli altri ciò che sarebbe causa di dolore se fosse fatto a te". Per non parlare degli ebrei: "Non fare a nessuno ciò che non piace a te".

Si vede proprio che si tratta di una norma universale. Ricordo una frase di Gandhi che esprime lo stesso concetto: “La regola d’oro è di essere amici del mondo e considerare “una” tutta la famiglia umana. Chi distingue tra i fedeli della propria religione e quelli di un’altra diseduca i membri della propria e apre la via al rifiuto e all’irreligione.

E’ proprio così. Allora oggi potremmo impegnarci a vivere la regola d’oro con tutti quelli che incontriamo a casa, a scuola, nel lavoro, per strada…

Sono d’accordo, è così che oggi daremo una mano alla nostra città. Vivendo in ogni occasione la regola d’oro. E la cosa importante è che vogliamo farlo così bene da invogliare tutti quelli che incontriamo ad amare nello stesso modo. Ci aspetta una grande giornata, allora.
Buonissima giornata a tutti!

 

 
 
 

LO SPETTACOLO FINALE

Post n°21 pubblicato il 20 Ottobre 2006 da smuascoli
 

La Settimana Mondo Unito chiude le iniziative con una serata di Festa al Palafolli alle 21:00 dove tutti sono invitati. Il palco sarà vivacizzato dai suoni e dai colori più cari ai giovani.
E così giovani artisti ascolani ci presenteranno un nuovo modo per vivere il talento artistico attraverso la voglia di condividere. Ed ecco avremo la musica pop, accanto al metal e al rock; la danza classica alternarsi alla moderna. Momento clou sarà la testimonianza di un gruppo di giovani artisti italiani e senegalesi uniti per trasmetter messaggi di integrazione e tolleranza sottolineando cosi che anche da Ascoli si può creare un mondo Unito. I giovani infine lasceranno un impegno scritto in cui manifesteranno la voglia di fare qualcosa per Dare vita alla città. L’impegno verà poi consegnato al sindaco e al presidente della Provincia, durante la Messa Finale, domenica alle 19.00 alla chiesa dell’Adorazione in Piazza Roma.

Vi aspettiamo numerosi!!!

(Emma)

 
 
 

Venerdì 20: FARSI UNO

Post n°20 pubblicato il 20 Ottobre 2006 da smuascoli
 


Ciao, siamo arrivati al quinto giorno della Settimana Mondo Unito. Direi che le cose vanno proprio bene.
Direi proprio di sì. In questi giorni abbiamo scoperto che può esserci un nuovo modo per DARE UNA MANO ALLA NOSTRA CITTA’ amando tutti, amando per primi, amando sempre e in particolare i nostri nemici.
Tutto questo parlare d’amore mi ha fatto venir voglia di farti un dono. Ho deciso di regalarti un nuovo modo di amare; una vera e propria tecnica, semplice nella sua formulazione ma efficacissima: “farsi uno”.


“Farsi uno”? Sembra interessante, in cosa consiste?
“Farsi Uno”, significa letteralmente “trasferirsi, per amore, nell’altro”; “entrare nell’altro” e lasciare, di conseguenza, che l’altro “entri in noi”.

A prima vista sembra una cosa affascinante e neanche troppo difficile da fare.
In realtà non è così semplice; è necessario che tu sia disposto ad amare fino in fondo e per far ciò a farti da parte; a rinunciare alle tue idee, alle tue esigenze ed ai tuoi punti di vista per far spazio a quelli dell’altro. E’ una pratica che richiede un assoluto silenzio interiore a servizio di un totale atteggiamento di ascolto.

Mi hai fatto pensare una cosa che ho letto una volta. Un giorno, il grande Toscanini stava dirigendo un concerto per pianoforte. Il solista era un suo allievo. La prima prova fu un disastro, l'orchestra e il pianoforte andavano ciascuno per conto proprio. Il Maestro, allora, si chinò verso il solista e gli chiese con aria severa: "E' proprio così che lei pensa di suonare questo concerto?". Il giovane pianista, intimidito, rispose con un filo voce un esitante “…Sì, Maestro”. "Benissimo!”, disse Toscanini “Allora riprendiamo" diresse una nuova prova che andò benissimo….

Non potremmo dire che Toscanini si è fatto uno col giovane allievo?
Esatto. Ha messo da parte il suo punto di vista per accogliere quello dell’altro. Ne è scaturito come risultato un notevole arricchimento per entrambi e per ciò che stavano facendo.

Allora questo esempio mi fa pensare a quante volte posso farmi uno durante la giornata; pensa a tutte le persone che hanno bisogno di sentirsi accolte, valorizzate e ascoltate fino in fondo. Pensa agli anziani, alle persone sole e a tutti coloro che desiderano avere qualcuno che li aiuti ad emergere dal proprio guscio di isolamento… Pensa all’enorme arricchimento che potremmo ricavare dall’agire in questo modo…

Proviamo a farlo insieme; i risultati non potranno che essere formidabili.

 

 
 
 

Giovedì 19: AMARE IL NEMICO

Post n°19 pubblicato il 18 Ottobre 2006 da smuascoli
 

Il nostro amore, il tuo modo di voler bene sta diventando ogni giorno che passa sempre più forte. Stiamo dando un determinante contributo al mondo unito. Oggi vogliamo sfidare nostri limiti naturali. Vogliamo pensare alla grande. Oggi, vogliamo provare ad ama i nostri nemici”!
Chi sono i nemici? Le guerre, il terrorismo? Sì certo, ma non sono solo questi. Siamo praticamente circondati da nemici.

Tutti quelli che non la pensano come te, che non credono quello in cui tu credi, che non si comportano come tu ti comporti, che non vestono o non mangiano come tu vesti o mangi.
E’ lì dietro la porta dell’appartamento accanto, in quella signora così antipatica….. In quel parente che anni fa ha creato un torto a nostro padre… Siede dietro al banco di scuola e non lo guardiamo in faccia da quando ci ha accusato al professore. Sono quelli che in politica non la pensano come noi… Tutti questi e un’infinità di altri, vanno amati.

Dice un padre della “nonviolenza”: “Il primo bene da fare al nemico è di liberarlo dal suo male: l’odio. Ma l’amore comincia da se stessi: bisogna innanzitutto liberarsi da ogni cattiveria nei suoi confronti. Il che richiede un gran coraggio di amore, un rivolgimento e uno strappo interiore, perché noi amiamo i nostri odii tanto quanto i nostri amori, e qualche volta di più, e siamo attaccati ai nostri rancori quanto ai nostri piaceri”.
Peter Rossegger dice “Paralizza i tuoi nemici con l’amore!”.
Abraham Lincon “Eliminare i miei nemici? Semplice: gli voglio bene fino a quando sono diventati miei amici. E’ il modo migliore per distruggere i miei nemici”.
E Martin L. King con il Vangelo in mano: “Amate i vostri nemici… Forse nessuna parola è difficile come questa. Ma lungi dall’essere la pia raccomandazione di un sognatore utopico, ci accorgiamo sempre più che è una assoluta necessità per la nostra sopravvivenza, la chiave per la soluzione dei problemi del nostro mondo”.

L’amore al nemico è tipicamente cristiano, un invito simile non c’è in nessun altra religione. I cristiani lo possono perché si sentono amati da Dio ma, poiché l’amore batte in ogni cuore, lo possono fare anche persone di altre fedi o che non hanno una fede religiosa, magari a titolo di filantropia, solidarietà, non-violenza.
Anche tu che leggi in questo momento puoi vivere così: tu sei il protagonista.
Far del bene a chi ti vuole male esige una sterzata decisa, un mutamento radicale di prospettiva di vita. Esige una svolta. Comincia col perdonare.
Con quanti non parli o quanti non parlano con te? Perché deridi quel tuo rivale in amore? Quel tifoso della squadra avversaria deve proprio morire?

Una madre di famiglia africana aveva dovuto subire la perdita d'un occhio della propria bambina Rosangela, vittima di un ragazzino aggressivo che l'aveva ferita con una canna e continuava a farsi burla di lei. Nessuno dei genitori del ragazzo aveva chiesto scusa. Il silenzio, la mancanza di rapporto con quella famiglia la amareggiavano. "Consolati, mamma, – diceva Rosangela che aveva perdonato – sono fortunata, posso vedere con l'altro occhio!".
“Una mattina – racconta la madre di Rosangela – la mamma di quel ragazzino mi manda a chiamare perché si sente male. La mia prima reazione è: 'Guarda, ora viene a chiedere aiuto a me, con tanti altri vicini di casa che ha, proprio a me dopo quello che suo figlio ci ha fatto!'. Ma subito ricordo che l'amore non ha barriere. Corro a casa sua. Lei mi apre la porta e mi sviene tra le braccia. L'accompagno in ospedale e le sto vicino fino a quando i medici non se ne prendono cura. Dopo una settimana, uscita dall'ospedale, viene a casa mia per ringraziarmi. L'accolgo con tutto il cuore. Sono riuscita a perdonarla. Ora il rapporto è tornato, anzi è iniziato tutto nuovo".

Anche la nostra, la tua giornata può riempirsi di servizi concreti, umili e intelligenti, espressione dell’impegno a vincere il male con il bene. Vedremo crescere attorno a noi la fraternità e la pace.

 
 
 
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