Creato da stalin14 il 05/01/2010

stalin14

questo spazio è aperiodico perché io sono discontinuo, non sono un professionista della scrittura e tutto ciò che leggete è rubato alla vita, al lavoro, al mondo tronfio che finirà in ruggine. Intanto questo è l'inizio.

 

 

o no?.... :-)))

Post n°45 pubblicato il 02 Novembre 2010 da stalin14

... meglio essere gay che essere berlusconi!!!...

 

 
 
 

urlo

Post n°44 pubblicato il 23 Ottobre 2010 da stalin14

howl !!!!!!!!!!!!!!!

Ho visto le migliori menti della mia generazione distrutte dalla
follia, affamate isteriche nude,
trascinarsi nei quartieri negri all'alba
in cerca di un sollievo astioso,
alternativi dalle teste d'angelo in fiamme per l'antica celeste
connessione con la dinamo stellata nel meccanismo
della notte,

che in poverta' e stracci e occhi vuoti e fatti sedevano
fumando nell'oscurita' soprannaturale di
appartamenti con acqua fredda galleggianti tra le cime delle citta'
contemplando il jazz,
che esponevano i cervelli al Cielo sotto l'El[1] e
vedevano angeli maomettani barcollare illuminati su tetti
condominiali,
che attraversavano universita' con freddi occhi splendenti
allucinando l'Arkansas e la tragedia della Blake-light[2]
fra gli studiosi della guerra,
che venivano espulsi dalle accademie per estremismo &
pubblicazione di odi oscene sulle finestre del
cranio,
che si annidavano in stanze non sbarbate in mutande, bruciando
i loro soldi in cestini dei rifiuti e ascoltando
il Terrore attraverso il muro,
che venivano perquisiti nelle barbe pubiche tornando via
Laredo con una cintura di marijuana per New York,
che mangiavano fuoco in alberghi riverniciati o bevevano trementina a
Parco Paradiso, morte, o purgatoriavano i propri
busti notte dopo notte
con sogni, con droghe, con incubi a occhi aperti,
alcol e cazzo e palle infinite,
incomparabili vicoli ciechi di nuvola vibrante e
fulmine nella mente scagliata verso i poli di
Canada & Paterson, che illumina tutto l'im-
moto mondo del Tempo in mezzo,
solidita' di Peyote di saloni, albe di cimitero dell'albero verde del
cortile, ubriachezza di vino sui tetti,
borghi commerciali di giretto da fumati semaforo lampeggiante
al neon, vibrazioni di sole e luna
e albero nelle ruggenti foschie invernali di Brooklin,
proclami Ashcan e luce mentale di re gentile,
che si incatenavano a metropolitane per l'interminabile
corsa da Battery al benedetto Bronx sotto benzedrina
finche' il rumore di ruote e bambini li faceva scendere
tremanti con la bocca convulsa e abbattuti il cervello inaridito
tutti drenati di splendore nella sconfortante luce di Zoo,
che si immergevano tutta la notte in luce sottomarina di Blickford's
emergevano e sedevano a smaltire la birra svaporata dopo
mezzogiorno in un desolato Fugazzi's, ascoltando il frastuono
d'inferno dal jukebox a idrogeno,
che parlavano senza interruzione settanta ore da parco a
casa a bar a Bellevue a museo al Ponte
di Brooklin,

battaglione disperso di conversazionalisti platonici che saltavano
fuori da scalinate da uscite di sicurezza da davanzali
dall'Empire State dalla luna,
chiacchiericciando strillando vomitando sussurrando fatti
e ricordi e aneddoti e pugni nell'occhio
e traumi di ospedali e carceri e guerre,
interi intelletti degurgitati in flusso di coscienza per sette giorni
e notti con occhi brillanti, carne per la
Sinagoga gettata sul pavimento,
che svanivano nel nulla Zen New Jersey lasciando una
pista di ambigue cartoline illustrate dell'Atlantic
City Hall,
soffrendo calure orientali e artriti Tangerine
e emicranie della Cina durante astinenze da roba
in una camera squallidamente arredata di Newark,
che giravano e giravano a mezzanotte nello
spiazzo della ferrovia domandandosi dove andare, e andavano,
senza spezzare nessun cuore,
che accendevano sigarette a camionate camionate camionate arrancando
nella neve verso fattorie solitarie nella notte
del nonno,
che studiavano Plotino Poe San Giovanni della Croce telepatia
e bebop cabbala perche il cosmo vibro'
istintivamente ai loro piedi in Kansas,
che si aggiravano solitari per le strade dell'Idaho cercando
angeli indiani visionari che fossero angeli indiani
visionari,
che pensavano di essere solo pazzi quando Baltimora
risplendette in estasi soprannaturale,
che saltavano in limousine con il Cinese dell'Oklahoma
ispirati dalla pioggia invernale di semaforo di paesino
a mezzanotte,
che si aggiravano affamati e soli per Houston
cercando jazz o sesso o zuppa, e seguirono lo
spagnolo brillante per conversare sull'America
e l'Eternita', un'impresa disperata, e cosi' si
imbarcarono per l'Africa,
che sparivano nei vulcani del Messico lasciando
dietro di se' nient'altro che l'ombra dei jeans
e la lampada lava e cenere di poesia sparpagliata nel
camino Chicago,
che riapparivano nel West investigando
sull'FBI in barbe e pantaloncini e grandi occhi
pacifisti sexy con la loro pelle abbronzata mentre
distribuivano incomprensibili volantini,
che si procuravano bruciature di sigarette sulle braccia per protesta
contro foschia narcotica di tabacco del Capitalismo,
che distribuivano pamphlet Supercomunisti a Union
Square piangendo e spogliandosi mentre le sirene
di Los Alamos li lamentavano via, e lamentavano
via Wall, e il traghetto di Staten Island pure
si lamentava,
che scoppiavano in lacrime nella palestra bianca nudi e
tremanti di fronte al meccanismo di altri
scheletri,
che mordevano ispettori sul collo e strillavano con gioia
in macchine della polizia per non aver commesso alcun crimine salvo
la propria pederastia in selvaggia ebollizione e intossicazione,
che ululavano in ginocchio nella metropolitana e venivano
trascinati via dal tetto agitando genitali e
manoscritti,
che si lasciavano fottere in culo da motociclisti
santi, e urlavano di gioia,
che pompavano e venivano pompati da quei serafini umani,
i marinai, carezze dell'Atlantico e amore
Caraibico,
che scopavano la mattina la sera in giardini
di rose ed erba di parchi pubblici e
cimiteri spargendo il loro seme liberamente per
chiunque volesse venire,
che singhiozzarono all'infinito provando a ridacchiare ma se la cavarono
con un gemito dietro un separe' di un bagno turco
quando il biondo & nudo angelo venne a infilzarli
con la spada,
che perdevano i ragazzi per le tre vecchie maledizioni del destino
la maledizione con un occhio solo del dollaro eterosessuale
la maledizione con un occhio solo che ammicca dall'utero
e la maledizione con un occhio solo che non fa nient'altro che
star seduta tutto il giorno a tagliare i fili d'oro
intellettuali del telaio dell'artigiano,
che copulavano estatici e insaziabili con una bottiglia di
birra un fidanzatino un pacchetto di sigarette una
candela e cadevano giu' dal letto, e continuavano sul
pavimento e nel soggiorno e finivano collassati
sul muro con una visione di troiaggine perfetta e orgasmo
che eludeva l'ultimo sprazzo di coscienza,
che addolcivano le fiche di un milione di ragazze tremanti
al tramonto, e avevano gli occhi rossi la mattina
ma erano preparati ad addolcire la fica del sole
nascente, chiappe balenanti nei fienili e nude
al lago,
che andavano a puttane per il Colorado in una miriade
di auto civette rubate, N.C., eroe segreto di questi
versi, amatore e Adone di gioia-di-Denver
alla memoria delle sue innumerevoli trombate di ragazze
in parcheggi vuoti e retri di tavole calde, sedili traballanti
di cinema, su cime di montagne in grotte o con
cameriere ossute in sollevamenti di sottane solitarie
ai bordi di strade familiari & specialmente solipsismi segreti
di gabinetti di stazioni di servizio & pure parchi di paese natio,
che sfumavano via in vasti film sordidi, erano sostituiti
nei sogni, si svegliavano a un inatteso manhattan, e
si tiravano fuori da sottoscala intossicati
di tocai senza cuore e orrori di sogni di ferro
da Terza Strada & vagavano verso uffici di
disoccupazione,
che camminavano tutta la notte con le scarpe piene di sangue sulle
banchine di neve aspettando che una porta dell'East
River si aprisse su una stanza piena di vapore
e oppio,
che creavano grandi drammi suicidi sui cornicioni
d'appartamento dell'Hudson sotto il riflettore blu
da coprifuoco della luna & le loro teste saranno
incoronate con l'alloro nell'oblio,
che mangiavano lo stufato d'agnello dell'immaginazione o digerivano
il granchio sul fondo fangoso dei fiumi di
Bowery,
che piangevano per la dolcezza delle strade spingendo carrelli
pieni di cipolle e cattiva musica,
che sedevano in scatole respirando nell'oscurita' sotto il
ponte, e si alzavano per costruire clavicembali nelle
loro stanze,
che tossivano al sesto piano di Harlem coronata di fiamme
sotto il cielo tubercoloso circondati
da casse arancioni di teologia,
che scribacchiavano tutta la notte completamente esaltati per sublimi
incantesimi che nel giallo mattino erano
strofe di spazzatura,
che cucinavano animali fradici polmoni cuore zampe coda borsht
& tortillas sognando il puro regno
vegetale,
che si infilavano sotto camion della carne in cerca di
un uovo,
che lanciavano gli orologi giu' dal tetto per esprimere il proprio voto
per un Eternita' al di fuori del Tempo, & delle sveglie
gli caddero sulla testa ogni giorno per il decennio successivo,
che si tagliarono i polsi per tre volte in successione senza
successo, ci rinunciarono e furono costretti ad aprire negozi
di antichita' dove credettero di stare
invecchiando e piangevano,
che furono bruciati vivi nei loro innocenti completi di flanella
su Madison Avenue fra esplosioni di versi plumbei
& il clangore corazzato dei reggimenti
della moda & gli squittii alla nitroglicerina delle
fatine della pubblicita' & il gas tossico di sinistri
editori intelligenti, o furono investiti dai
tassisti ubriachi della Realta' Assoluta,
che saltarono giu' dal Ponte di Brooklin questo e' successo
veramente e se ne andarono via ignoti e dimenticati
nel labirinto spettrale della zuppa di vicoli di
Chinatown & camion dei pompieri, nemmeno una birra gratis,
che cantavano dalle finestre disperati, cadevano dal
finestrino della metropolitana, saltavano sul lurido Passaic,
scavalcavano negri, gridavano per tutta la strada,
danzavano su bicchieri di vino rotti a piedi scalzi frantumavano
dischi fonografici di jazz tedesco dei nostalgici
anni '30 europei finivano il whisky e
vomitavano rumorosamente nella maledetta tazza del cesso, gemiti
nelle orecchie e l'esplosione di colossali fischi di
vapore,
che sfrecciavano sulle autostrade del passato viaggiando
verso la fuoriserie-Golgota dell'altro veglia in solitudine di
prigione o incarnazione jazz di Birmingham,
che guidavano per i campi settantadue ore per scoprire
se io ho avuto una visione o tu hai avuto una visione o lui ha
avuto una visione per scoprire l'Eternita',
che visitarono Denver, che morirono a Denver, che
tornarono da Denver & aspettarono invano, che
si occuparono di Denver & incubarono & furono soli a
Denver e infine se ne andarono per scoprire il
Tempo, & ora a Denver mancano molto i suoi eroi,
che caddero in ginocchio in cattedrali irrecuperabili pregando
per la salvezza dell'altro e luce e tette,
finche' l'anima si illuminava il pelo per un secondo,
che si spaccavano la testa in prigione aspettando
criminali impossibili con teste d'oro e il
fascino della realta' nei cuori che cantassero
dolci blues di Alcatraz,
che si ritirarono in Messico per coltivare un vizio, o sulle Montagne
Rocciose per intenerire Budda o a Tangeri per i ragazzi
o nel Sud del Pacifico per la locomotiva nera o
a Harvard per Narciso a Woodlawn alla
collana di margherite o alla tomba,
che esigevano test sanitari accusando la radio di
ipnotismo & restavano con la loro demenza & le loro
mani & la corte divisa,
che lanciavano insalata di patate ai relatori del CCNY sul Dadaismo
e succesivamente si presentavano sui
gradini di granito del manicomio con teste rasate
e discorsi carnevaleschi di suicidio, richiedendo
lobotomia immediata,
e che ricevevano invece il vuoto solido dell'insulina
Metrazolo elettricita' idroterapia psico-
terapia terapia occupazionale pingpong &
amnesia,
che per seria protesta capovolsero simbolicamente un unico
tavolo da pingpong, riposando brevemente in catatonia,
ritornando anni dopo veramente calvi a parte una parrucca di
sangue, e lacrime e dita, al destino visibile di pazzo delle guardie
delle citta' manicomio dell'Est,
le fetide sale del Pilgrim State, di Rockland e di Greystone,
bisticciandosi con gli echi dell'anima,
scatenandosi nella solitudine-panca-dolmen-impero
dell'amore a mezzanotte, sogno di vita un incubo,
corpi mutati in pietra pesanti come la
luna,
con mamma finalmente *******, e l'ultimo fantastico libro
lanciato fuori dalla finestra del locale, e l'ultima
porta chiusa alle 4 AM e l'ultimo telefono
sbattuto contro il muro per risposta e l'ultima stanza
arredata svuotata fino all'ultimo
mobile mentale, una rosa gialla di carta arrotolata
su una gruccia di fil di ferro nell'armadio, e persino
quella immaginaria, niente altro che uno speranzoso pezzettino
di allucinazione
ah, Carl, finche' non sei al sicuro neanch'io sono al sicuro, e
ora sei proprio nel completo brodo animale del
tempo
e chi dunque corse per le strade ghiacciate ossessionato
da un improvviso balenio dell'alchimia dell'uso
dell'ellissi il catalogo il metro & il piano
vibrante,
che sogno' e realizzo' brecce umanizzate in Tempo & Spazio
grazie a immagini giustapposte, e intrappolo'
l'arcangelo dell'anima tra due immagini visive
e unifico' i verbi elementari e concilio' il nome
e l'insorgere della coscienza saltando
con la sensazione di Pater Omnipotens Aeterna
Deus
per ricreare la sintassi e la misura della povera prosa
umana e apparire davanti a te muto e intelligente e
tremante di vergogna, respinto eppure
confessandosi l'anima per conformarla ai ritmi
del pensiero nella sua nuda testa infinita,
il barbone matto e battito d'angelo nel Tempo, sconosciuto,
eppure mettendo giu' qui quanto potrebbe rimanere da dire
nel tempo dopo la morte,
e sorse reincarnato nei panni spettrali del jazz nell'ombra
di corno dorato della banda e soffio' le
sofferenze d'amore della nuda mente dell'America in
un eli eli lamma lamma sabachtani grido di sassofono che
fece rabbrividire le citta' fino all'ultima radio
con il cuore assoluto del poema della vita macellato
dai loro stessi corpi buono da mangiare per mille
anni.

Quale sfinge di cemento e alluminio gli ha spaccato il cranio e ha mangiato
i loro cervelli e la loro immaginazione?
Moloch! Solitudine! Sporco! Bruttezza! Ashcan e dollari irraggiungibili!
Bambini urlanti sotto trombe delle scale! Ragazzi che gemono negli eserciti!
Vecchi che piangono nei parchi!
Moloch! Moloch! Incubo di Moloch! Moloch il senza amore! Moloch
Mentale! Moloch il grande giudicatore di uomini!
Moloch il carcere incomprensibile! Moloch prigione senz'anima ossa in croce
e Congresso di dolori! Moloch i cui edifici sono sentenze!
Moloch la vasta pietra della guerra! Moloch i governi
stupefatti!
Moloch la cui mente e' puro meccanismo! Moloch il cui sangue e' denaro
che corre! Moloch le cui dita sono dieci eserciti! Moloch il cui petto
e' una dinamo cannibale! Moloch il cui orecchio e' una tomba fumante!
Moloch i cui occhi sono mille finestre schermate! Moloch i cui grattacieli
si ergono nelle lunghe strade come innumerevoli Geova! Moloch le cui
fabbriche sognano e stridono nella nebbia! Moloch i cui fumaioli e
antenne coronano le citta'!
Moloch il cui amore e' infinito olio e pietra! Moloch la cui anima e' elettricita'
e banche! Moloch la cui poverta' e' lo spettro del genio! Moloch
il cui destino e' una nuvola di idrogeno asessuato! Moloch il cui nome e' la
Mente!
Moloch nel quale siedo solitario! Moloch nel quale sogno Angeli! Pazzia nel
Moloch! Bocchinaro nel Moloch! Senzamore e senzauomo nel Moloch!
Moloch che e' penetrato presto nella mia anima! Moloch nel quale sono coscienza
senza corpo! Moloch che mi ha terrorizzato via dalla mia estasi
naturale! Moloch che io abbandono! Svegliati Moloch! Luce che urla dal
cielo!
Moloch! Moloch! Appartamenti robot! sobborghi invisibili! tesori di sheletri!
capitali cieche! manifatture diaboliche! nazioni spettrali! manicomi
invincibili! cazzi di granito! bombe mostruose!
Si sono rotti la schiena per sollevare Moloch al Cielo! Pavimenti, alberi, radio,
tonnellate! sollevando la citta' al Cielo che esiste ed e' dappertutto attorno
a noi!
Visioni! presagi! allucinazioni! miracoli! estasi! portati via dal fiume
americano!
Sogni! adorazioni! illuminazioni! religioni! l'intero bastimento di stronzate
emotive!
Cambiamenti radicali! al fiume! capriole e crocifissioni! via con la corrente!
Esaltazioni! Epifanie! Disperazioni! Suicidi e grida di animali di dieci
anni! Menti! Nuovi amori! Generazione ribelle! giu' sugli scogli del
Tempo!
La benedetta risata autentica nel fiume! L'hanno vista tutti! gli occhi selvatici! le benedette grida!
Hanno dato l'addio! Sono saltati dal tetto! nella solitudine! facendo ciao!
portando fiori! Giu' nel fiume! nella strada!

Carl Solomon! Sono con te a Rockland
dove sei piu' pazzo di me
Sono con te a Rockland
dove dovrai sentirti ben strano
Sono con te a Rockland
dove imiti l'ombra di mia madre
Sono con te a Rockland
dove hai assassinato le tue dodici segretarie
Sono con te a Rockland
dove ridi per questo umorismo invisibile
Sono con te a Rockland
dove siamo grandi scrittori sulla stessa orribile macchina da scrivere
Sono con te a Rockland
dove la tua condizione e' diventata seria e lo riporta la radio
Sono con te a Rockland
dove le facolta' del cranio non tollerano piu' i vermi dei
sensi
Sono con te a Rockland
dove bevi il te' dal seno delle zitelle di Utica
Sono con te a Rockland
dove fai battute sul fisico delle tue infermiere le arpie del Bronx
Sono con te a Rockland
dove gridi in camicia di forza che stai perdendo la partita
dell'autentico pingpong degli abissi
Sono con te a Rockland
dove pesti sul pianoforte catatonico l'anima e' innocente e
immortale non dovrebbe morire mai empiamente in un manicomio armato
Sono con te a Rockland
dove cinquanta altri shock non restituiranno mai piu' la tua anima al corpo
dal suo pellegrinaggio verso una croce nel nulla
Sono con te a Rockland
dove accusi i dottori di demenza e trami la rivoluzione
ebrea socialista contro il Golgota nazionale fascista
Sono con te a Rockland
dove separerai i cieli di Long Island e farai risorgere il tuo
vivente Gesu' umano dalla tomba sovrumana
Sono con te a Rockland
dove ci sono venticinquemila compagni rabbiosi che cantano tutti assieme
le strofe finali dell'Internazionale
Sono con te a Rockland
dove abbracciamo e baciamo gli Stati Uniti sotto le lenzuola gli
Stati Uniti che tossisce tutta la notte e non ci lascia dormire
Sono con te a Rockland
dove ci svegliamo elettrificati dal coma per gli aeroplani delle
nostre anime che rombano sul tetto sono venuti a sganciare bombe angeliche
l'ospedale si illumina mura immaginarie franano O smunte legioni
correte fuori O scossa di grazia a stelle e strisce la guerra
eterna e' giunta O vittoria lascia perdere le mutande siamo liberi
Sono con te a Rockland
nei miei sogni cammini gocciolando da un viaggio di mare sull'autostrada
attraverso l'America in lacrime verso la porta della mia villetta nella notte
dell'Occidente.

 
 
 

terzigno????

Post n°43 pubblicato il 23 Ottobre 2010 da stalin14

    
....non Sostenere le masse popolari di Terzigno e della Campania!
                            
      ...ESSERE LE MASSE POPOLARI DEL MONDO....

 Il territorio e la salute sono beni comuni, come il lavoro,
l’istruzione, l’acqua! Ribellarsi a chi devasta e affama è giusto!
Via la banda Berlusconi!

 Un governo di emergenza popolare deve prendere
il suo posto!
  

·  Che tutti i sinceri democratici, i progressisti, la società civile prendano
posizione e si mobilitino per fermare le violenze poliziesche contro le masse
popolari campane e per sostenere le migliaia di persone che scendono in
strada in difesa della propria terra e della propria vita.  

·  Che le più grandi e influenti organizzazioni popolari, a partire dalla FIOM
e dai sindacati di base, dagli organismi che difendono la Costituzione
e l’ambiente, indicano proteste e mobilitazioni per rompere
l’assedio di Terzigno.  

·  Che Landini, Cremaschi, Flores D’Arcais, Margherità Hack, Don Gallo
e tutti i promotori della grande manifestazione del 16 ottobre diano seguito
alle aspettative, ai sentimenti e alla volontà che centinaia di migliaia di operai, lavoratori, donne, giovani, immigrati, intellettuali hanno espresso in quella manifestazione mettendosi alla testa del movimento di massa per cacciare Berlusconi e costruire un governo di emergenza popolare.

 La loro lotta è la nostra lotta.
Sostenere gli abitanti di Terzigno!

Con manifestazioni, presidi, prese di posizione, dichiarazioni pubbliche:
un movimento di piazza e di opinione in solidarietà con chi si ribella alle
speculazioni di politicanti e malavitosi, che rafforzi la lotta per cacciare
via la banda Berlusconi, che dia alle organizzazioni operaie e popolari scese
in piazza il 16 ottobre contro il “patto sociale” di Marchionne, la deriva
reazionaria e la devastazione ambientale uno obiettivo unitario e costruttivo: instaurare un loro governo di emergenza popolare per porre rimedio
subito agli effetti più gravi della crisi economica e ambientale!

 “Quando un ordine sociale è ingiusto,
il disordine è il primo passo per instaurare un
ordine sociale giusto”!

 “E’ guerra civile ”, così gli abitanti di Terzigno definiscono quello che
sta succedendo in questi giorni e che i mass media, salvo poche
eccezioni, liquidano come “scontri e tafferugli”: cariche continue da
parte di polizia, carabinieri e guardia di finanza, rastrellamenti,
manganellate su donne e ragazzini, pestaggi e feriti (anche gravi),
sequestro di telecamere ad alcuni operatori televisivi.
Il governo ha dato disposizione di aprire una seconda discarica
sul territorio e ha accompagnato la decisione con l’invio di reparti
antisommossa, il messaggio chiaro:
siete condannati a vivere e morire nei rifiuti, se non va bene
manganellate!  

Hanno ragione, a Terzigno si sta combattendo una guerra!

Da una parte ci sono il governo e le autorità locali.
Dalla Prestigiacomo, a Caldoro, al capo della polizia Manganelli
(il boia della Diaz e di Bolzaneto al G8 di Genova!), il loro ritornello
è che “la legge prevede l’apertura della nuova discarica di Cava Vitiello
e la legge va rispettata”.
NON E’ VERO! La legge a cui fanno riferimento (il decreto 90/2008)
non è più attiva ed era una legge in deroga ad altre normative nazionali
ed europee (
vedi PeaceReporter)! Berlusconi e i suoi soci, complici e
compari sono i primi a non rispettare leggi e a calpestare la Costituzioni,
però vorrebbero imporre alle masse con la violenza pianificata e brutale
di rispettare una legge ingiusta, criminale e neanche più in vigore!
Ma soprattutto se una legge  vuol dire devastazione di un territorio,
morte e malattie, allora è la legge che non va
bene e non rispettarla è un atto di giustizia e civiltà!

Ci sono i mandanti di questo governo criminale, ci sono l’Impregilo e la
camorra, ci sono gli alti prelati e i “gentiluomini di Sua Santità”,
ci sono la P3 e tutta la razza di criminali a cui Berlusconi ha dato la
stura e che sotto la sua ala ha fatto la parte del leone nel depredare
i lavoratori e devastare l’ambiente:
a loro non interessa niente risolvere il problema dei rifiuti, a loro importa
solo quello che rende soldi, per loro la “munnezza è oro” e l’importante
è che continui a essere oro.  

Dall’altra parte c’è un’intera popolazione che sta difendendo con ogni
mezzo, con coraggio, determinazione, eroismo il territorio in cui vive,
la salute pubblica e il proprio futuro!
Una popolazione che sta affermando il proprio diritto a decidere in
prima persona di ciò che riguarda la loro terra e la loro vita:
cosa stanno facendo Bossi e la Lega, i paladini delle “autonomie locali”,
oltre a sedere al governo centrale e perseguitare gli immigrati?
Cosa sta facendo Maroni oltre a mandare la polizia a malmenare gli
abitanti di Terzigno?

Una popolazione che sta facendo della “difesa della vita” una guida
per l’azione e una condotta di vita: dove sono il cardinale Sepe,
Papa Ratzinger  e tutti gli alti porporati?
Se non sono in piazza con gli abitanti di Terzigno è perché la loro
“difesa della vita” è solo uno strumento per negare alle donne
l’assistenza in caso in interruzione di gravidanza e alle coppie che
non possono avere figli la possibilità di averli o per alimentare
forzatamente i malati terminali
!

La lotta di Terzigno è la lotta del movimento No TAV,
No Dal Molin, No Ponte, degli operai di Pomigliano,
di Melfi, della Fincantieri e della Indesit, dei pastori
sardi, dei precari della scuola, degli studenti,
degli immigrati.
 
L’ “ordine” che il governo Berlusconi vuole imporre con la polizia a
Terzigno è lo stesso che Marchionne e il padronato vogliono imporre
con il ricatto e le ritorsioni a Pomigliano e in tutte le aziende,
è lo stesso che gli imperialisti e i sionisti vogliono imporre con le torture
e la bombe “intelligenti” in Afghanistan, in Iraq, in Palestina.

E’ l’“ordine” contro cui migliaia di organizzazioni operaie e popolari
sono scese in piazza il 16 ottobre, rispondendo all’appello della FIOM.
  

Ribellarsi a un “ordine” di devastazione, miseria,
guerra e morte è sano, è giusto e legittimo!
È la condizione per costruire un futuro per noi,
i nostri figli e il nostro paese!

 “Quando un ordine sociale è ingiusto,
il disordine è il primo passo per instaurare
un ordine sociale più giusto”!

E’ legittimo tutto quello che serve ai lavoratori e
alle masse per vivere e lavorare dignitosamente,
anche se è illegale!

Solidarietà con la lotta di Terzigno! Libertà per i dimostranti
arrestati!

  La lotta di Terzigno non è solo una battaglia contro la discarica,
è una battaglia per un ambiente sano dove vivere e crescere
i nostri figli,  è una battaglia di libertà e civiltà,
per il futuro di tutti noi!

 
 
 

la vie...

Post n°42 pubblicato il 13 Ottobre 2010 da stalin14

....etre sans cesse etonne,se lever le matin et se dire
'tiens cest curieux 'etre ici' ...


(uno dei più bei film visto da....millenni????)
_________________
___________
___

...« Ah ! canaille ! » Et alors ce furent des baisers, des baisers haletants, sauvages, acharnés, des baisers qui retentissaient comme des coups. Pendant plus de vingt minutes, je suis
demeurée là, immobile, ...écoutant...
Ah ! cher monsieur Henry !...
      ...Il y eut un silence.

 
 
 

a chi serve????

Post n°41 pubblicato il 10 Ottobre 2010 da stalin14

GRAVISSIMA PRESA DI POSIZIONE DELLA FIOM CHE DIVIDE I "BUONI" E I "CATTIVI" COMPAGNI!!!!

questo è il testo del fax della fiom mandato al partito dei carc:

 A seguito del comunicato di adesione alla manifestazione del 16 ottobre inviato il 4.10.10 dal P.CARC, abbiamo ricevuto dalla Segreteria dell’Ufficio Organizzazione della FIOM la seguente comunicazione.

 

Da: organizzazione [mailto:organizzazione@fiom.cgil.it] 
Fiom-Cgil nazionale
Segreteria Ufficio Organizzazione
Corso Trieste, 36
00198   -   Roma

_________________________________
  

Roma, 7 ottobre 2010
Al Partito dei CARC
              La Fiom non può accogliere l’adesione CARC alla manifestazione del 16 ottobre, per gli attacchi che il vostro partito ha da sempre portato alla nostra organizzazione e all’idea stessa di sindacato generale confederale.
                                                                                        FIOM-CGIL

                        -------------------------------------------------------------------

questa invece è la lettera aperta dei carc in risposta a quella che, secondo me, è una presa di posizione che divide in modo indegno la sinistra....

Compagni,

quello che abbiamo sempre attaccato è la linea della
compatibilità e della concertazione con i padroni che i
sindacati confederali hanno imposto ai lavoratori a partire
dalla “svolta” dell’EUR (1978), gli accordi sulla pelle e alle
spalle degli operai e degli altri lavoratori in cui essa si è
tradotta e i portavoce di questa linea.

Quindi sgomberiamo il campo dai pretesti e parliamoci chiaro!
Il problema reale è il timore, come è emerso nelle assemblee
che si stanno svolgendo in tutte le città per preparare la
scadenza della prossima settimana, di possibili “provocazioni” intorno e durante la manifestazione del 16.10 che possano
essere usate per attaccare ulteriormente e isolare la FIOM.

E’ vero, c’è il pericolo di provocazioni: ma quali e da parte di
chi? Era al Ministro degli Interni che nel 2008 Kossiga
consigliava di seguire il suo esempio, di “infiltrare il movimento
con agenti provocatori pronti a tutto” per stroncare il movimento dell’Onda studentesca! E chi ha cercato di fare terra bruciata intorno al movimento di lotta usando l’“allarme terrorismo” è
stato il governo Prodi nel 2007 alla vigilia della manifestazione
di Vicenza contro la base Dal Molin e poi il governo Berlusconi
nel 2009 prima della manifestazione contro il G8 dell’Aquila.

E’ vero che è in corso una campagna di criminalizzazione
della FIOM: perché “fa saltare i 20 miliardi di investimenti promessi da Marchionne e lascia senza lavoro migliaia di
operai FIAT”, perché “è ancorata a una cultura antagonista,
di contrapposizione tra padroni e operai” e, adesso, perché fomenta “i lanci di uova alle sedi della CISL”. Sacconi e
compagnia accostano le contestazioni alla CISL al presunto “attentato” a Belpietro per gridare all’allarme terrorismo
e all’ “attacco alla democrazia” e chiedere “la repressione
di questi comportamenti”. Di Vico (Corriere della Sera, 4.10.10) accusa la FIOM di “aggregare l’estremismo spontaneista” per
far saltare “il piccolo patto di Genova, cioè il dialogo che si è riaperto tra le tre confederazioni più rappresentative e tra
loro e la Confindustria”, di “surriscaldare la temperatura in fabbrica proprio mentre le imprese tentano disperatamente
di agganciare la ripresa e hanno bisogno di relazioni industriali orientate alla collaborazione”. Bonanni blatera di “attacchi squadristi” e “inaccettabili atti di violenza”. La Marcegaglia
esorta la Fiom a “isolare i violenti”.

Compagni, vi chiediamo: occorre difendersi dalle accuse di
questa gentaglia?

Oppure è l’ora di dire chiaro e tondo a questa gentaglia
che gli unici e veri terroristi sono loro e tutti quelli che
sfruttano, licenziano, mandano migliaia e milioni di uomini a
morire e a uccidere in guerre da cui loro contano di ricavare ricchezza e potere. Che considerano la fatica e la vita dei lavoratori solo per quello che costano a loro, per quello che
loro ne possono ricavare. Che considerano naturale godersi la vita, vivere nel lusso e nello sfarzo sul sudore e sul sangue dei lavoratori.

Gli unici e veri terroristi sono quelli che condannano ogni giorno
i lavoratori a morire di lavoro e hanno pure il coraggio di
chiamarli “tragici incidenti”! Sono quelli che tolgono un futuro
ai nostri giovani, che negano agli immigrati persino la
possibilità di farsi curare, che avvelenano la nostra terra e
fanno morire per frane centinaia di persone perché la tutela
del territorio non gli fa guadagnare gli stessi soldi delle opere faraoniche che devastano l’ambiente, che stanno trasformando l’istruzione e le cure mediche in una merce che solo chi ha soldi
si può permettere gli altri si arrangino e se ci muoiono hanno pronto qualche cardinale di turno a versare lacrime di
coccodrillo.
I “violenti da isolare” sono loro, altro che balle!

Lanciare uova contro i servi dei padroni, contro chi firma
accordi che danno ai padroni la libertà di licenziare,
sfruttare, dividere  e ricattare i lavoratori è giusto e
sacrosanto!
Vincenzo di   Somma, operaio Italsider, l’hanno ucciso loro
e i loro mandanti, gli operai che lanciano uova contro le sedi
della CISL lottano affinché non succeda più che un operaio
si tolga la vita perché ha perso il lavoro! A lanciare le uova contro le sedi della CISL ci vanno anche gli operai iscritti alla CISL!

E quanti sono i sindacalisti che, come Letizia Pacifico
(del direttivo provinciale della FIBA-CISL) si dimettono dalla CISL?
Lei stessa spiega perché:

“In pochissimi anni la Cisl ha spezzato l'unità sindacale
indebolendo la classe lavoratrice. Ha reso possibile accordi sfavorevoli ai lavoratori: divieto di sciopero, compressione
dei salari, aumento di intensità e durata del lavoro. Accordi che non toccano né gli speculatori, né gli imprenditori che sulla crisi hanno lucrato. L'involuzione sindacale è cominciata con il Patto Italia fino all'accordo separato del 2008 non votato dai
lavoratori, continua con il "collegato lavoro" del governo
Berlusconi che, attenzione, andrà all'approvazione definitiva
con il silenzio della Cisl. Una legge che sposta radicalmente i rapporti di lavoro a favore delle imprese, limitando fortemente sia le tutele del singolo che la possibilità di intervento della magistratura. Il ‘si’ incondizionato di Bonanni all'arbitrato sul lavoro (marzo 2010) è stato vergognoso. La Cisl ha dimostrato
di essere collaterale a governo e Confindustria nel demolire
alcuni punti chiave a tutela dei lavoratori. Oggi i fatti di Pomigliano e Melfi sono più che eloquenti: Cisl e Uil hanno aperto la strada alla deroga del contratto nazionale dichiarando che è l'unica soluzione possibile per uscire dalla crisi, nessuna discussione è stata aperta con la base sindacale e soprattutto con i lavoratori.

La deroga al contratto nazionale, è vero, non cancella il contratto, (questo è l'ultimo spot della Cisl per sviare e ammansire gli iscritti) ma la Cisl non dice che determina uno svilimento dei diritti - anche quelli sanciti dalla Costituzione. In quest'Italia ‘corrotta’ e con pochi controlli, molte aziende potrebbero dichiarare una crisi inesistente (succede già) e utilizzare la deroga al contratto nazionale solo per moltiplicare i profitti.

Il punto è che il segretario Bonanni ha tradito il suo mandato sindacale, perché subordina il lavoro al profitto, sostituisce la cultura della carità a quella del diritto. In questi giorni ha anche dichiarato: ‘chi non ha lavoro non ha diritti’, una ciancia per diffondere tra i lavoratori la cultura della rassegnazione e della sudditanza, esattamente il contrario di quello che hanno fatto i suoi predecessori. Invece di percorre la strada di un sindacato europeo forte, attivo e unito che contrasti i danni di un liberismo sfrenato e senza controllo, crea un sindacato debole, diviso e subalterno alle logiche liberiste.

L'idea assurda che si vuol far passare è che per uscire dalla
crisi bisogna cancellare diritti e contratti, non è così.

Lo stile Bonanni è insidioso: alterna toni concilianti e paternalisti
a toni aggressivi e demagogici, demonizza i sindacati che lo criticano e che non firmano accordi. In realtà fomenta pericolosamente il conflitto sociale e sindacale, dichiarando c
he lo generano ‘altri’. Si tratta di uno gioco sporco che va fermato.

Contestarlo è un dovere ma senza lanciargli fumogeni.

La mia solidarietà va alla Fiom - oggi l'unico sindacato che dà dignità a questa parola - e che è sempre sotto attacco. Bonanni dopo essere stato contestato duramente da parte di precari e ragazzi ha fatto un indegna dichiarazione: ‘C'è un'escalation di persone che vogliono parlare con la violenza. La Fiom e anche altri, inaspriscono il clima’. Sono dichiarazioni strumentali e irresponsabili di un segretario confederale sempre più indecente le cui insinuazioni dividono e disorientano i lavoratori, mentre resta accomodante con Marchionne e Confindustria. Sono questi gli atteggiamenti, per l'appunto, che ‘inaspriscono il clima’” (15.09.10).

La FIOM sta aggregando non solo quelli che non ci stanno a
pagare la crisi dei padroni, ma anche tutti  quelli che vogliono mandare via la banda di criminali che siede al governo, sbarrare
la strada alla deriva reazionaria in corso, farla finita con un sistema che in nome del profitto, del pareggio dei conti pubblici, del gioco d’azzardo della finanza, della competizione sul
mercato globale sta mandando in rovina noi e il nostro paese,
sta mettendo a rischio la sopravvivenza stessa del pianeta e di tutta l’umanità e ci sta trascinando sulla via della guerra.

Questo sicuramente agli occhi dei padroni, dei ricchi, dei finanziari, del Vaticano, dei loro complici travestiti da “amici
dei lavoratori”, dei loro pennivendoli è un crimine.
Ma agli occhi dei lavoratori e delle masse è un vanto: è quello
che occorre per tirarci fuori dal disastro di questa crisi!  

La forza della FIOM non sta nelle garanzie di ragionevolezza
che offre alla Confindustria, al Vaticano e al governo, ma le
viene dal fatto che raccoglie e organizza la parte più avanzata degli operai, è presente capillarmente nelle grandi aziende che costituiscono i centri di iniziativa degli operai e quindi centri promotori dell’orientamento e dell’iniziativa delle masse popolari, ha con essi legami e relazioni consolidati da una lunga esperienza. La FIOM è la principale forza che nel nostro paese ha la possibilità, il radicamento, l’autorevolezza di far saltare i loro piani. E’ il principale ostacolo da spazzare via per instaurare il regime che si muova secondo la linea indicata da Marchionne al Meeting di Comunione e Liberazione: “basta con la lotta di classe, padroni e operai uniti contro il resto del mondo”.
Per questo la banda Berlusconi, Marchionne, la Confindustria,
CISL e UIL stanno cercando di mettere la FIOM all’angolo,
con la complicità della destra interna alla CGIL. L’unica strada
che la FIOM può percorrere per uscire dall’angolo è prendere
la testa di un movimento di massa per la costituzione di un governo di emergenza popolare che faccia fronte alla crisi, andare
oltre il terreno sindacale e scendere sul terreno della lotta politica, l’unico dove la crisi attuale ha soluzione, l’unico dove
si vince lo scontro attuale. E’ in questo modo che rimuove anche l’obiezione più seria che le viene fatta: ‘le lotte senza risultati
non stanno in piedi’.

Per tutto questo siamo impegnati con tutte le nostre forze
a promuovere la più ampia partecipazione alla manifestazione
del 16.10 e abbiamo invitato i partiti e le organizzazioni estere
con cui siamo in contatto a sostenerla.

Per questo ribadiamo la nostra adesione: con la FIOM,
con i metalmeccanici  e con tutti i lavoratori per cacciare la
banda Berlusconi instaurare un governo di emergenza popolare!
A ogni adulto un lavoro utile e sicuro, a ogni azienda quanto
serve per funzionare, a ogni persona una vita dignitosa!

                                           La Direzione Nazionale del P. CARC

                                                    

 
 
 
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Tutti sanno che i dadi sono lanciati
Tutti rotolano con le loro dita incrociate
Tutti sanno che la guerra è finita
Tutti sanno che i bravi ragazzi perdono
Tutti sanno che la lotta è truccata
I poveri rimangono poveri, i ricchi diventano ricchi
È così che funziona
Tutti sanno

Tutti sanno che la ...barca sta affondando
Tutti sanno che il capitano ha mentito
Tutti quanti hanno avuto dispiaceri,
come la morte del proprio padre o del cane

Tutti parlano alle loro tasche
tutti vogliono una berretta di cioccolato
e una rosa dal lungo gambo
Tutti sanno
Tutti sanno che tu mi ami baby
Tutti sanno che tu lo fai davvero
Tutti sanno che sei destinata
a dare o togliere una notte o due
Tutti sanno che sarai discreta
ma ci sono troppe persone che devi incontrare
senza i tuoi vestiti
e tutti sanno

Tutti sanno, Tutti sanno
è così che funziona
Tutti sanno

E Tutti sanno che è ora o mai
Tutt...i sanno che sarò io o sarai tu
e Tutti sanno che vivrai per sempre
quando avrai una ruga o due
Tutti sanno che l’accordo è corrotto
il vecchio nero Joe sta raccogliendo cotone
per i tuoi nastri e fiocchi
e tutti sanno
E tutti sanno che la piaga sta arrivando
tutti sanno che si sta movendo velocemente
tutti sanno che il nudo uomo e la donna
sono solo un artefatto splendente del passato
tutti sanno che la scena è morta
ma ci sta per essere un contatore sopra il tuo letto
che svelerà
quello che tutti sanno

E tutti sanno che sei nei guai
tutti s...anno quello che sei veramente
dalla croce insanguinata in cima al calvario
alla spiaggia di malibu
tutti sanno che sta arrivano a parte
dai l’ultima occhiata a questo cuore sacro
prima che scoppi
e tutti sanno

Tutti sanno, Tutti sanno
è così che funziona

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sono arabo
carta d'identità n° 50.000
bambini otto
un altro nascerà l'estate prossima.
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taglio pietre alla cava
spacco pietre per i miei figli
per il pane i vestiti i libri
solo per loro
non verrò mai a mendicare alla tua porta.
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sono arabo
mi chiamo arabo non ho altro nome
sto fermo dove ogni altra cosa trema di rabbia

ho messo radici qui
prima ancora degli ulivi e dei cedri
discendo da quelli che spingevano l'aratro
mio padre era un povero contadino
senza terra e senza titoli
la mia casa una capanna di sterco
ti fa invidia?

prendi nota:
sono arabo
capelli neri
occhi scuri
segni particolari:
fame atavica
il mio cibo
olio e origano
quando c'è
ma ho imparato a cucinarmi
anche i serpenti del deserto.
il mio indirizzo:
un villaggio non segnato sulla mappa
con strade senza nome
senza luce
ma gli uomini della cava amano il comunismo.
prendi nota:
sono arabo e comunista
ti da fastidio?

hai rubato le mie vigne
e la terra che avevo da dissodare
non hai lasciato nulla per i miei figli
soltanto sassi
e ho sentito che il tuo governo esproprierà
anche i sassi

ebbene allora prendi nota che prima di tutto
non odio nessuno e neppure rubo
ma quando mi affamano
mangio la carne del mio oppressore
attento alla mia fame
attento alla mia rabbia


            Mahmud Darwish