Creato da stalin14 il 05/01/2010

stalin14

questo spazio è aperiodico perché io sono discontinuo, non sono un professionista della scrittura e tutto ciò che leggete è rubato alla vita, al lavoro, al mondo tronfio che finirà in ruggine. Intanto questo è l'inizio.

 

 

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a chi serve????

Post n°41 pubblicato il 10 Ottobre 2010 da stalin14

GRAVISSIMA PRESA DI POSIZIONE DELLA FIOM CHE DIVIDE I "BUONI" E I "CATTIVI" COMPAGNI!!!!

questo è il testo del fax della fiom mandato al partito dei carc:

 A seguito del comunicato di adesione alla manifestazione del 16 ottobre inviato il 4.10.10 dal P.CARC, abbiamo ricevuto dalla Segreteria dell’Ufficio Organizzazione della FIOM la seguente comunicazione.

 

Da: organizzazione [mailto:organizzazione@fiom.cgil.it] 
Fiom-Cgil nazionale
Segreteria Ufficio Organizzazione
Corso Trieste, 36
00198   -   Roma

_________________________________
  

Roma, 7 ottobre 2010
Al Partito dei CARC
              La Fiom non può accogliere l’adesione CARC alla manifestazione del 16 ottobre, per gli attacchi che il vostro partito ha da sempre portato alla nostra organizzazione e all’idea stessa di sindacato generale confederale.
                                                                                        FIOM-CGIL

                        -------------------------------------------------------------------

questa invece è la lettera aperta dei carc in risposta a quella che, secondo me, è una presa di posizione che divide in modo indegno la sinistra....

Compagni,

quello che abbiamo sempre attaccato è la linea della
compatibilità e della concertazione con i padroni che i
sindacati confederali hanno imposto ai lavoratori a partire
dalla “svolta” dell’EUR (1978), gli accordi sulla pelle e alle
spalle degli operai e degli altri lavoratori in cui essa si è
tradotta e i portavoce di questa linea.

Quindi sgomberiamo il campo dai pretesti e parliamoci chiaro!
Il problema reale è il timore, come è emerso nelle assemblee
che si stanno svolgendo in tutte le città per preparare la
scadenza della prossima settimana, di possibili “provocazioni” intorno e durante la manifestazione del 16.10 che possano
essere usate per attaccare ulteriormente e isolare la FIOM.

E’ vero, c’è il pericolo di provocazioni: ma quali e da parte di
chi? Era al Ministro degli Interni che nel 2008 Kossiga
consigliava di seguire il suo esempio, di “infiltrare il movimento
con agenti provocatori pronti a tutto” per stroncare il movimento dell’Onda studentesca! E chi ha cercato di fare terra bruciata intorno al movimento di lotta usando l’“allarme terrorismo” è
stato il governo Prodi nel 2007 alla vigilia della manifestazione
di Vicenza contro la base Dal Molin e poi il governo Berlusconi
nel 2009 prima della manifestazione contro il G8 dell’Aquila.

E’ vero che è in corso una campagna di criminalizzazione
della FIOM: perché “fa saltare i 20 miliardi di investimenti promessi da Marchionne e lascia senza lavoro migliaia di
operai FIAT”, perché “è ancorata a una cultura antagonista,
di contrapposizione tra padroni e operai” e, adesso, perché fomenta “i lanci di uova alle sedi della CISL”. Sacconi e
compagnia accostano le contestazioni alla CISL al presunto “attentato” a Belpietro per gridare all’allarme terrorismo
e all’ “attacco alla democrazia” e chiedere “la repressione
di questi comportamenti”. Di Vico (Corriere della Sera, 4.10.10) accusa la FIOM di “aggregare l’estremismo spontaneista” per
far saltare “il piccolo patto di Genova, cioè il dialogo che si è riaperto tra le tre confederazioni più rappresentative e tra
loro e la Confindustria”, di “surriscaldare la temperatura in fabbrica proprio mentre le imprese tentano disperatamente
di agganciare la ripresa e hanno bisogno di relazioni industriali orientate alla collaborazione”. Bonanni blatera di “attacchi squadristi” e “inaccettabili atti di violenza”. La Marcegaglia
esorta la Fiom a “isolare i violenti”.

Compagni, vi chiediamo: occorre difendersi dalle accuse di
questa gentaglia?

Oppure è l’ora di dire chiaro e tondo a questa gentaglia
che gli unici e veri terroristi sono loro e tutti quelli che
sfruttano, licenziano, mandano migliaia e milioni di uomini a
morire e a uccidere in guerre da cui loro contano di ricavare ricchezza e potere. Che considerano la fatica e la vita dei lavoratori solo per quello che costano a loro, per quello che
loro ne possono ricavare. Che considerano naturale godersi la vita, vivere nel lusso e nello sfarzo sul sudore e sul sangue dei lavoratori.

Gli unici e veri terroristi sono quelli che condannano ogni giorno
i lavoratori a morire di lavoro e hanno pure il coraggio di
chiamarli “tragici incidenti”! Sono quelli che tolgono un futuro
ai nostri giovani, che negano agli immigrati persino la
possibilità di farsi curare, che avvelenano la nostra terra e
fanno morire per frane centinaia di persone perché la tutela
del territorio non gli fa guadagnare gli stessi soldi delle opere faraoniche che devastano l’ambiente, che stanno trasformando l’istruzione e le cure mediche in una merce che solo chi ha soldi
si può permettere gli altri si arrangino e se ci muoiono hanno pronto qualche cardinale di turno a versare lacrime di
coccodrillo.
I “violenti da isolare” sono loro, altro che balle!

Lanciare uova contro i servi dei padroni, contro chi firma
accordi che danno ai padroni la libertà di licenziare,
sfruttare, dividere  e ricattare i lavoratori è giusto e
sacrosanto!
Vincenzo di   Somma, operaio Italsider, l’hanno ucciso loro
e i loro mandanti, gli operai che lanciano uova contro le sedi
della CISL lottano affinché non succeda più che un operaio
si tolga la vita perché ha perso il lavoro! A lanciare le uova contro le sedi della CISL ci vanno anche gli operai iscritti alla CISL!

E quanti sono i sindacalisti che, come Letizia Pacifico
(del direttivo provinciale della FIBA-CISL) si dimettono dalla CISL?
Lei stessa spiega perché:

“In pochissimi anni la Cisl ha spezzato l'unità sindacale
indebolendo la classe lavoratrice. Ha reso possibile accordi sfavorevoli ai lavoratori: divieto di sciopero, compressione
dei salari, aumento di intensità e durata del lavoro. Accordi che non toccano né gli speculatori, né gli imprenditori che sulla crisi hanno lucrato. L'involuzione sindacale è cominciata con il Patto Italia fino all'accordo separato del 2008 non votato dai
lavoratori, continua con il "collegato lavoro" del governo
Berlusconi che, attenzione, andrà all'approvazione definitiva
con il silenzio della Cisl. Una legge che sposta radicalmente i rapporti di lavoro a favore delle imprese, limitando fortemente sia le tutele del singolo che la possibilità di intervento della magistratura. Il ‘si’ incondizionato di Bonanni all'arbitrato sul lavoro (marzo 2010) è stato vergognoso. La Cisl ha dimostrato
di essere collaterale a governo e Confindustria nel demolire
alcuni punti chiave a tutela dei lavoratori. Oggi i fatti di Pomigliano e Melfi sono più che eloquenti: Cisl e Uil hanno aperto la strada alla deroga del contratto nazionale dichiarando che è l'unica soluzione possibile per uscire dalla crisi, nessuna discussione è stata aperta con la base sindacale e soprattutto con i lavoratori.

La deroga al contratto nazionale, è vero, non cancella il contratto, (questo è l'ultimo spot della Cisl per sviare e ammansire gli iscritti) ma la Cisl non dice che determina uno svilimento dei diritti - anche quelli sanciti dalla Costituzione. In quest'Italia ‘corrotta’ e con pochi controlli, molte aziende potrebbero dichiarare una crisi inesistente (succede già) e utilizzare la deroga al contratto nazionale solo per moltiplicare i profitti.

Il punto è che il segretario Bonanni ha tradito il suo mandato sindacale, perché subordina il lavoro al profitto, sostituisce la cultura della carità a quella del diritto. In questi giorni ha anche dichiarato: ‘chi non ha lavoro non ha diritti’, una ciancia per diffondere tra i lavoratori la cultura della rassegnazione e della sudditanza, esattamente il contrario di quello che hanno fatto i suoi predecessori. Invece di percorre la strada di un sindacato europeo forte, attivo e unito che contrasti i danni di un liberismo sfrenato e senza controllo, crea un sindacato debole, diviso e subalterno alle logiche liberiste.

L'idea assurda che si vuol far passare è che per uscire dalla
crisi bisogna cancellare diritti e contratti, non è così.

Lo stile Bonanni è insidioso: alterna toni concilianti e paternalisti
a toni aggressivi e demagogici, demonizza i sindacati che lo criticano e che non firmano accordi. In realtà fomenta pericolosamente il conflitto sociale e sindacale, dichiarando c
he lo generano ‘altri’. Si tratta di uno gioco sporco che va fermato.

Contestarlo è un dovere ma senza lanciargli fumogeni.

La mia solidarietà va alla Fiom - oggi l'unico sindacato che dà dignità a questa parola - e che è sempre sotto attacco. Bonanni dopo essere stato contestato duramente da parte di precari e ragazzi ha fatto un indegna dichiarazione: ‘C'è un'escalation di persone che vogliono parlare con la violenza. La Fiom e anche altri, inaspriscono il clima’. Sono dichiarazioni strumentali e irresponsabili di un segretario confederale sempre più indecente le cui insinuazioni dividono e disorientano i lavoratori, mentre resta accomodante con Marchionne e Confindustria. Sono questi gli atteggiamenti, per l'appunto, che ‘inaspriscono il clima’” (15.09.10).

La FIOM sta aggregando non solo quelli che non ci stanno a
pagare la crisi dei padroni, ma anche tutti  quelli che vogliono mandare via la banda di criminali che siede al governo, sbarrare
la strada alla deriva reazionaria in corso, farla finita con un sistema che in nome del profitto, del pareggio dei conti pubblici, del gioco d’azzardo della finanza, della competizione sul
mercato globale sta mandando in rovina noi e il nostro paese,
sta mettendo a rischio la sopravvivenza stessa del pianeta e di tutta l’umanità e ci sta trascinando sulla via della guerra.

Questo sicuramente agli occhi dei padroni, dei ricchi, dei finanziari, del Vaticano, dei loro complici travestiti da “amici
dei lavoratori”, dei loro pennivendoli è un crimine.
Ma agli occhi dei lavoratori e delle masse è un vanto: è quello
che occorre per tirarci fuori dal disastro di questa crisi!  

La forza della FIOM non sta nelle garanzie di ragionevolezza
che offre alla Confindustria, al Vaticano e al governo, ma le
viene dal fatto che raccoglie e organizza la parte più avanzata degli operai, è presente capillarmente nelle grandi aziende che costituiscono i centri di iniziativa degli operai e quindi centri promotori dell’orientamento e dell’iniziativa delle masse popolari, ha con essi legami e relazioni consolidati da una lunga esperienza. La FIOM è la principale forza che nel nostro paese ha la possibilità, il radicamento, l’autorevolezza di far saltare i loro piani. E’ il principale ostacolo da spazzare via per instaurare il regime che si muova secondo la linea indicata da Marchionne al Meeting di Comunione e Liberazione: “basta con la lotta di classe, padroni e operai uniti contro il resto del mondo”.
Per questo la banda Berlusconi, Marchionne, la Confindustria,
CISL e UIL stanno cercando di mettere la FIOM all’angolo,
con la complicità della destra interna alla CGIL. L’unica strada
che la FIOM può percorrere per uscire dall’angolo è prendere
la testa di un movimento di massa per la costituzione di un governo di emergenza popolare che faccia fronte alla crisi, andare
oltre il terreno sindacale e scendere sul terreno della lotta politica, l’unico dove la crisi attuale ha soluzione, l’unico dove
si vince lo scontro attuale. E’ in questo modo che rimuove anche l’obiezione più seria che le viene fatta: ‘le lotte senza risultati
non stanno in piedi’.

Per tutto questo siamo impegnati con tutte le nostre forze
a promuovere la più ampia partecipazione alla manifestazione
del 16.10 e abbiamo invitato i partiti e le organizzazioni estere
con cui siamo in contatto a sostenerla.

Per questo ribadiamo la nostra adesione: con la FIOM,
con i metalmeccanici  e con tutti i lavoratori per cacciare la
banda Berlusconi instaurare un governo di emergenza popolare!
A ogni adulto un lavoro utile e sicuro, a ogni azienda quanto
serve per funzionare, a ogni persona una vita dignitosa!

                                           La Direzione Nazionale del P. CARC

                                                    

 
 
 
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Tutti sanno che i dadi sono lanciati
Tutti rotolano con le loro dita incrociate
Tutti sanno che la guerra è finita
Tutti sanno che i bravi ragazzi perdono
Tutti sanno che la lotta è truccata
I poveri rimangono poveri, i ricchi diventano ricchi
È così che funziona
Tutti sanno

Tutti sanno che la ...barca sta affondando
Tutti sanno che il capitano ha mentito
Tutti quanti hanno avuto dispiaceri,
come la morte del proprio padre o del cane

Tutti parlano alle loro tasche
tutti vogliono una berretta di cioccolato
e una rosa dal lungo gambo
Tutti sanno
Tutti sanno che tu mi ami baby
Tutti sanno che tu lo fai davvero
Tutti sanno che sei destinata
a dare o togliere una notte o due
Tutti sanno che sarai discreta
ma ci sono troppe persone che devi incontrare
senza i tuoi vestiti
e tutti sanno

Tutti sanno, Tutti sanno
è così che funziona
Tutti sanno

E Tutti sanno che è ora o mai
Tutt...i sanno che sarò io o sarai tu
e Tutti sanno che vivrai per sempre
quando avrai una ruga o due
Tutti sanno che l’accordo è corrotto
il vecchio nero Joe sta raccogliendo cotone
per i tuoi nastri e fiocchi
e tutti sanno
E tutti sanno che la piaga sta arrivando
tutti sanno che si sta movendo velocemente
tutti sanno che il nudo uomo e la donna
sono solo un artefatto splendente del passato
tutti sanno che la scena è morta
ma ci sta per essere un contatore sopra il tuo letto
che svelerà
quello che tutti sanno

E tutti sanno che sei nei guai
tutti s...anno quello che sei veramente
dalla croce insanguinata in cima al calvario
alla spiaggia di malibu
tutti sanno che sta arrivano a parte
dai l’ultima occhiata a questo cuore sacro
prima che scoppi
e tutti sanno

Tutti sanno, Tutti sanno
è così che funziona

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      Carta d'identità

prendi nota:
sono arabo
carta d'identità n° 50.000
bambini otto
un altro nascerà l'estate prossima.
ti secca?
prendi nota:
sono arabo
taglio pietre alla cava
spacco pietre per i miei figli
per il pane i vestiti i libri
solo per loro
non verrò mai a mendicare alla tua porta.
ti secca?
prendi nota:
sono arabo
mi chiamo arabo non ho altro nome
sto fermo dove ogni altra cosa trema di rabbia

ho messo radici qui
prima ancora degli ulivi e dei cedri
discendo da quelli che spingevano l'aratro
mio padre era un povero contadino
senza terra e senza titoli
la mia casa una capanna di sterco
ti fa invidia?

prendi nota:
sono arabo
capelli neri
occhi scuri
segni particolari:
fame atavica
il mio cibo
olio e origano
quando c'è
ma ho imparato a cucinarmi
anche i serpenti del deserto.
il mio indirizzo:
un villaggio non segnato sulla mappa
con strade senza nome
senza luce
ma gli uomini della cava amano il comunismo.
prendi nota:
sono arabo e comunista
ti da fastidio?

hai rubato le mie vigne
e la terra che avevo da dissodare
non hai lasciato nulla per i miei figli
soltanto sassi
e ho sentito che il tuo governo esproprierà
anche i sassi

ebbene allora prendi nota che prima di tutto
non odio nessuno e neppure rubo
ma quando mi affamano
mangio la carne del mio oppressore
attento alla mia fame
attento alla mia rabbia


            Mahmud Darwish