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BERLUSCONI PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: OVVERO COME CONCEDERE LA GRAZIA A SE STESSO

Post n°81 pubblicato il 28 Marzo 2013 da autonomist
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Il Vannamarchi della politica italiana, l'udinì dei tribunali, l'etereo signore dell'etere, insomma il cav. Silviomiconsentaberlusconi ambirebbe al Colle. Degno successore di Morfeo Napolitano, sarebbe al contempo una scelta di ringiovanimento della nostra massima carica dello Stato. Finalmente cesserebbe la rottura di coglioni dell'odio nei suoi confronti da parte dei giudici comunisti. La Boccassini chiederebbe il prepensionamento, e Ghedini potrebbe andare finalmente ai giardinetti pubblici ad importunare le balie o a far compagnia ai pensionati che seguono i lavori in corso. In ogni caso l'italia sarebbe liberata da questa infinita dicotomia pro e contro il Berlusca. I processi che lo riguardano arriverebbero finalmente a sentenza...tanto, nel peggiore dei casi, se fioccasse un qualsivoglia verdetto di condanna, il nostro cav potrebbe sempre chidere la grazia al Presidente della Repubblica, ovvero a se stesso....

 
 
 

DELL'UTRI CONDANNATO IN APPELLO A 7 ANNI DI RECLUSIONE: IL PG HA CHIESTO L'ARRESTO

Post n°80 pubblicato il 25 Marzo 2013 da autonomist
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La Corte d'Appello di Palermo ha condannato Marcello Dell'Utri a 7 anni di reclusione. Alla stampa Dell'Utri dichiara:"Ci sarà la Cassazione, ci stava l'assoluzione, ci stava anche la condanna". Probabilmente per Dell'Utri la giustizia è come un abito di quelli un tempo definiti "doubleface", da indossare a seconda delle stagioni politiche. Alla domanda se avesse fiducia nella giustizia, esprime il suo pensiero:"Continuo ad avere tranquillità, più che fiducia". Come a dire: "a buon intenditore, poche parole...". Attendiamo di vedere se qualcuno in cerca di voti per formare il nuovo governo avvallerà tale non taciuta "tranquillità" dell'ex senatore PDL. Nel frattempo, notizia dell'ultima ora, il PG di Palermo Luigi Patronaggio ne ha chiesto l'arresto, sussistendo il pericolo di fuga.

 
 
 

BERSANI INAUGURA LA STAGIONE DELLE FOGLIE DI FICO

Post n°79 pubblicato il 25 Marzo 2013 da autonomist
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Questa XVII Legislatura passerà alla Storia, fra le altre cose importanti (o meno) che il Parlamento saprà (o meno) tradurre in leggi, soprattutto per l'introduzione della stagione politica delle cosiddette "Foglie di Fico", alias personaggi emeriti della (cosiddetta) società civile, reclutati direttamente dai capi bastone del PDmenoelle e di Sel - Pierluigi Bersani e Niki Vendola - sbattuti in lista nei collegi elettorali "sicuri" e, una volta eletti, tenuti in salamoia per ogni evenienza. Del resto l'ha detto proprio Bersani:"con Grasso e la Boldrini mi sono giocato due futuri ministri del mio governo". Senza alcun pudore, anzi, nella (piena) convinzione che gli italiani si sarebbero bevuto pure questo, come prontamente fatto da ben una dozzina di neo senatori del MoVimento 5 Stelle: il "cambiamento" non sta, come urla Grillo, nella rinuncia ai rimborsi elettorali, nel dimezzamento delle indennità degli onorevoli, nei provvedimenti radicali per uscire dalla crisi, no, il "vero cambiamento" è nelle Foglie di Fico, perché quanto a programmi, per non saper né leggere né scrivere, tanto ce li impone l'Europa. E se la ricetta non vi va bene, la colpa potete sempre darla al ventennio di governo del Cavaliere, oppure a Rigor Montis, oppure a quel diavolo di Grillo che non vuole assumersi la responsabilità di appoggiare il PDmenoelle..."sciamo mica qua a smacchiare i giaguari, va' che belle Foglie di Fico che c'abbiamo, o no?"

 
 
 

ERNESTO CHE GUEVARA: IL POETA DELLA RIVOLUZIONE

Post n°78 pubblicato il 24 Marzo 2013 da autonomist
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Sono trascorsi già quarantacinque anni, lo scorso mese di ottobre, da che Ernesto Guevara morì, in quel modo che tutti sappiamo. Nel frattempo il mondo è andato avanti e il terzo mondo (quello del "Che") è sempre più povero, come povero sta ora diventando anche questo mondo. E lui, che sembrava dimenticato, torna ad ammonire. Nel corso di quasi mezzo secolo, la figura di Guevara si è liberata dal mito, grazie al distacco storico e anche attraverso il lavoro di tanti che, forse senza neanche saperlo, hanno "preso" da lui. Oggi, pertanto, risulta più facile separare le sue intuizioni dal suo destino: le sue intuizioni generali, dal metodo seguito per tradurle in termini di lotta civile. Il "Che" dei poster è quasi del tutto scomparso col suo mito. Il "Che" reale continua invece a vivere al calore dell'utopia che rappresentava. In questo, il vero valore del "Che" consiste nell'andare controcorrente nelle acque più tempestose. La summa del suo pensiero è il principio che il vero rivoluzionario è l'uomo capace di fare dentro di sé la rivoluzione; e solo dopo aver fatto questo, egli pensava che si potesse cominciare a lavorare per cambiare le cose. Sul terreno della lotta armata è oggi chiaro a tutti che nessuno può farcela. Ma si può farcela sul terreno della solidarietà pura, dell'impegno, della coerenza, che la ragione di stato non capirà mai e non potrà mai controllare. Ciò che indignava il "Che" nel 1965 è oggi più forte di prima: si tratta solamente di cambiare il modo di reagire a quell'indignazione, non di evitare di indignarsi. Della rivoluzione, Guevara è stato forse - più che altro - un poeta. Non uno che non sapesse farla, ma piuttosto uno che finì col dimostrare che la rivoluzione non esiste come fatto anche se bisogna saperla immaginare, nella forma concreta di un futuro magari lontano, ma raggiungibile. Cominciando da noi stessi.

 
 
 

SVIZZERA: FUORI DALL'EUROPA, DENTRO AL MEDIOEVO.

Post n°77 pubblicato il 23 Marzo 2013 da autonomist
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Lo sapevate che quella svizzera è la società più militarizzata del continente europeo, se non del mondo insieme a quella israeliana? In Svizzera fanno un periodo di servizio militare ogni anno, fino all'età di 50 anni: e guarda caso chi nella vita civile è industriale da militare è un ufficiale, chi fa l'operaio diventa soldato semplice. Non c'è nemmeno l'istituto dell'obiezione di coscienza, già rifiutato da più referendum. Ci sono pure le industrie belliche e tasse specifiche per le forze armate, a proposito delle quali è consentita l'obiezione fiscale. Certo, in Svizzera esistono anche dei pacifisti antimilitaristi, che nel lontano 1989 organizzarono addirittura un referendum per l'abrogazione dell'esercito. Raggiunsero  un insperato 35,6 % di "SI" nonostante l'alta affluenza alle urne, circa il 70%, dovuta anche all'alta partecipazione dei militari impauriti. Che la Svizzera sia uno Stato antipacifista è del resto desumibile anche dallo stesso sistema bancario, che tutela ogni segreto, permettendo il deposito di ingenti capitali di molti Stati canaglia mondiali. Inoltre: credete che l'industria del cioccolato possa essere considerata un'industria pacifica? Lo sanno ormai anche i bambini come il capitalismo occidentale delle multinazionali sfrutta e affama il Terzo Mondo: si acquistano le materie prime a prezzi da fame, per poi rivendere il prodotto finito a prezzi di mercato. Alcuni Paesi producono quasi esclusivamente cacao, ovvero sono sudditi di fatto della Nestlè e simili. Infine, come ci si può infatuare di un Paese dove non è previsto il diritto di sciopero, dove solo nel 1990 in un Cantone è stato concesso il diritto di voto alle donne, dove lo strumento del referendum è stato usato contro le minoranze e gli stranieri, dove chi occupa le case inutilizzate viene picchiato (come da noi, almeno questo)...la Svizzera è sì fuori da quest'Europa arruffona e piena di problemi, ma non è ancora uscita dal medioevo.

 
 
 
 
 

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Data di creazione: 25/02/2006