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La Via Polare

Post n°12 pubblicato il 10 Ottobre 2007 da studisciamanici
 

Alcune note sullo sciamanesimo nelle tradizioni esoteriche occidentali

Di Nello Ceccon

Mi sembra interessante poter aggiungere una nuova dimensione alla nostra esistenza. Molte tradizioni esoteriche parlano della dimensione terrestre o solare, che va da oriente ad occidente, secondo la direzione del sole, e la direzione verticale o polare, che va dal basso all’alto.

Le esperienze della vita quotidiana ci conducono nella dimensione terrestre, dove il percorso del sole stabilisce tutti i ritmi della nostra vita, i suoi cicli ci accompagnano dal momento in cui nasciamo fino al momento in cui lasciamo questa vita. L’età, le stagioni, le settimane ed i giorni sono la nostra dimensione, le direzioni terrestri sono lo spazio dove ci muoviamo.

I popoli antichi sapevano che c’era un’altra via da esplorare: era la via dove passa l’asse del mondo, dove l’albero della vita cresce. L’albero è il simbolo della dimensione polare, perché con le sue radici affonda dentro al terreno e con i suoi rami si eleva verso il cielo. L’albero è fisso, immobile, perciò tutto si muove intorno a lui, proprio come l’asse di rotazione di qualunque corpo, e come i poli della terra. È il luogo dove tutto è perfettamente immobile, dove ci si può ritirare fuori dallo spazio e dal tempo che conosciamo.

Descritto in questo modo ci viene voglia di sperimentare questa dimensione assiale, ma dove si trova? Come è possibile raggiungerla?

In origine l’uomo poteva vivere perfettamente in entrambe queste dimensioni. Poteva muoversi nello spazio-tempo terreno ma poteva anche viaggiare in altre dimensioni, e spesso andava in basso, verso mondi sotterraneo oppure in altro, verso mondi celestiali. Così sono nate le conoscenze sciamaniche, sviluppate nella dimensione assiale, e questi uomini e donne dell’antichità sapevano che in queste dimensioni si potevano avere esperienze difficili da raggiungere nella dimensione terrestre. Gli incontri con poteri sconosciuti, gli incontri con spiriti sotto forma di animali nei mondi sotterranei e con sembianze umane nei mondi celestiali, hanno contribuito a rendere ancora più interessante queste esperienze. Le società tradizionali hanno collegato il loro potere con il potere della dimensione assiale, così sono nati i primi miti, le prime credenze di mondi che esistono al di là di quello terrestre.

L’uomo o qualunque essere vivente, come l’albero, è il punto d’incontro della dimensione terrestre e della dimensione verticale, assiale, perciò ogni uomo è il centro del mondo concepito nelle varie dimensioni. Questo in definitiva è anche il significato primario del simbolo della croce, dove la linea orizzontale, quella terrestre si incontra con la linea verticale, quella assiale, ed al centro si trova l’essere vivente. Il potere della croce sta proprio in questo, ed è importante divenire consapevoli che possiamo anche adesso, nonostante queste conoscenze siano superate da migliaia di anni di storia e religioni occidentali, essere il centro del mondo, essere liberi di decidere quale dimensione esplorare.

Siamo nati in questa terra ed è un nostro diritto di nascita potere esplorare le altre dimensioni, che ci permettono di salire verso il cielo o di scendere sotto la terra.

Lo sciamanesimo è la via più diretta per esercitare questo diritto di nascita, perché sta alla base di ogni pratica spirituale, e perché permette nell’immobilità di essere il centro di tutti mondi. Lo sciamano conosce molti modi per entrare nel mondo di sotto e per salire nei mondi che stanno in altro, per ogni fuori dalle dimensioni spazio temporali di questo mondo. Ma soprattutto dà la possibilità ad ogni persona di sperimentare questo, perché è consapevole che in ogni persona passa l’asse del mondo e che c’è un centro da dove partire.

Perché viaggiare in questi mondi?

Come dicevano gli sciamani dell’antico Messico, dobbiamo renderci conto che abbiamo la libertà di percezione, è cioè che ci possiamo liberare dalle percezioni del mondo terrestre, le percezioni con cui siamo stati allevati, quelle che ci danno la dimensione limitante della vita.

Le vere guarigioni provengono solo dalla dimensione verticale, e lo sapevano bene i nostri antenati, che hanno affidato la loro sopravvivenza alle Divinità, ad esseri invisibili ma con poteri illimitati.

I mondi della dimensione verticale non hanno i confini del mondo terrestre, per questo conoscono solo abbondanza e prosperità, invece che mancanza e bisogni, conoscono la guarigione invece che la malattia, conoscono l’armonia anziché la sofferenza. Sono mondi che vanno oltre la dualità cui siamo abituati in questa terra. Perciò come non esiste il giorno e la notte, non esiste il bene ed il male, non esiste la ricchezza e la povertà, non esiste l’abbandono e la solitudine, non esiste l’odio contrapposto all’amore, il buio contrapposto alla luce, non esiste il caldo ed il freddo. Le dualità appartengono solo al mondo terrestre, nei mondi in altro ed in basso esiste solo l’unione, l’amore incondizionato, e la luce infinita.

Viaggiare in questi mondi, sentirsi il centro di tutto l’universo, ci fa venire in contatto con qui poteri sovrannaturali che hanno alimentato l’umanità fin dai tempi più remoti e soprattutto dà quella libertà che fa superare l’angoscia esistenziale che è presente in ogni uomo moderno.

Il mito della stella polare nasce proprio dalla consapevolezza degli uomini antichi che quello era un punto dove passava l’asse del mondo, probabilmente era considerato un portale per andare nei mondi spirituali, da dove trarre conoscenza saggezza e guarigione.

 

 
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