Cicatrice lascia il marito,lo lascia o quanto meno ci prova,d'altronde ci ha beccati qualche giorno fa mentre le nostre lingue si intrecciavano,proprio in piazza,sotto gli alberi al fresco,al riparo.Beati noi che recuperiamo dignità nelle cose piccole,solo due lingue che si intrecciano,ma lui ci ha visti,quel bestione col cervello di un toporagno,e il cazzo piccolo,quello che si fà raccontare le storielle sporche dalla moglie e si fà le seghe,ma mai immaginerebbe che la moglie lo tradisca sul serio,quell'ammasso di lardo e certezze ci ha visti con le lingua nella bocca l'uno dell'altra.E vuole pure picchiarmi,suonarmele bene,dice che non c'è storia tra noi due,dice-capellone hai voglia di un pugno sul muso-lo dice e si vede che ha paura,che è sconfitto,che ha già perso,che Cicatrice se l'è già preso per benino tra le cosce da un altro,che le storie raccontate erano verità.
Cicatrice mi chiama qualche giorno dopo-possiamo vederci dice-sì ci vediamo,guido per quelle strade di campagna alla ricerca di un angolo appartato e dico sì,dico no,dico forse,possibile che in aperta campagna non ci sia un angolino per scopare,ma lei intanto cerca conforto,cerca dei sì,dei no diversi dai miei,cerca qualche parola buona da portarsi dentro nelle notti solitarie,nelle giornate lunghe,eterne.Io no,io cerco un buco per scopare,cazzo voglio scoparla e con lei scoparmi quell'imbecille del marito,quella botte di lardo,mi stanco,basta,fermo la macchina in uno spiazzo,altre macchine passano senza sosta,non importa la trascino fuori,lì con la portiera aperta a coprirci di striscio,Cicatrice si cala i pantaloni,io mi sbottono la patta e me la scopo per terra,con rabbia,con gioia e lei gode e tutti e due godiamo,più di ogni sì,più di ogni no.
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il 22/08/2005 alle 01:04
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il 19/08/2005 alle 18:38
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il 17/08/2005 alle 10:26