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« Quel che ...MUSICA »

DEL DOLORE

Post n°92 pubblicato il 08 Aprile 2009 da alexanderit

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Stolto è colui che sbaglia sapendo di sbagliare. L’errore più grosso è quello commesso volontariamente. Purtroppo non ne posso fare a meno. So di fare male. So di farmi male eppure continuo a farlo. Non mi correggo. Vorrei essere erroneamente diverso quando invece basterebbe essere se stessi con le persone giuste. Eppure continuo a sbagliare. E continuo a soffrire. A stare male senza riuscire a limitare i danni. Nel telefilm “classe di ferro” uno di loro si innamoravo praticamente di ogni ragazza che vedeva. Ovviamente non poteva essere amore. Lo stesso vale per me. Non riesco a distinguere la persone con cui potrei stare bene da quella su cui è inutile farci speranze e sogni. Ma continuo a sbagliare. E la cosa mi rende continuamente triste e sofferente finchè ...finchè non riuscirò a porre termine a questa continua sofferenza. E’ inutile continuare in questo modo. La tristezza sta diventando insopportabile. Non ce la faccio più a tenere tutto questo dentro. In fondo sono piccolo e limitato e non posso contenere tutto il mondo, perchè è tutto il mondo che mi tortura. È una cosa continua e senza fine. Ormai la mia vita è ridotta all’essenziale: mangiare, bere, dormire e lavorare. Non c’è spazio per nient’altro. Sono solo e solo rimarrò alla fine. Perchè non vedo altra soluzione. Il male è dentro di me e mi pervade. Non riesco a combatterlo e nemmeno ne ho voglia. Si è insinuato da talmente tanto tempo che ormai è parte di me. Non tanto il male in quanto contrapposizione del ben ma male in quanto dolore e sofferenza. Soffro da ormai tanti anni e credo sia anche giusto non continuare così. Perchè questo è un masochismo inutile e senza senso. Non sta portando a niente di buono e non lo porterà mai. L’errore continua a girarmi in testa e non mi vuole abbandonare. Io non riesco ad oppormi. È forte e maledetto ...la mia più grande sfortuna è di non essere abbastanza forte per terminare questa sofferenza. Ecco un’altra maledetta cosa che mi rende ancora più inutile. Perchè lo sono! Non capisco proprio a cosa e a chi io possa servire. Sono sicuro di non servire a niente. Insomma, nel mondo esiste ed è sempre esistita la futilità e il di più. Io sono questo. Sono quel qualcosa che c’è per riempire ma di cui si può tranquillamente fare a meno. E sinceramente non mi dispiacerebbe privare il mondo di me perchè non sopporto le futilità e l’inutile. Tutto per me deve esser utile. Quindi io non dovrei essere più perchè vado io stesso contro i miei piaceri e desideri. Lo vorrei fortemente ...lo vorrei ma non riesco. Perchè essendo inutile non riesco nemmeno ad autoeliminarmi. L’inutile non serve a niente e quindi nemmeno ad eliminare se stesso. Ecco io sono così. E sono tante altre cose. Io sono il sesso deviato e l’immaginario traviato. Io sono e non sono. Io più che altro non sono. Sono l’insicurezza e la fermezza. Sono l’errore e l’obiettività. Sono il realista e  sognatore. Sono il bene e il male. Sono il bianco e il nero. Quindi non sono perchè gli opposti si annullano e io mi sono annullato tanto tempo fa ....probabilemte sono nato nullo. Credo di essere nato indesiderato. Il quarto di 4. L’ultimo e quindi dopo il niente. Io non rappresento nulla. Io non rappresento nemmeno me stesso. Depressione? Probabile. Ma forse è solo coscienza di essere niente. Quando una persona di rende conto di non essere niente, di non essere niente di utile e di importante, altro non fa che dispiacersi e rattristarsi della sua condizione, del suo essere non essere. La situazione è triste e drammatica ma dall’alto del suo dramma non pare a venirne a capo, non sembra volersi sbrogliare, non pare voler cmabiare. Mai. La coscienza dell’inutilità non comporta alcun cambiamento. Io so solo che quella ragazza è qui, giacente sul mio letto. Ed è lei che mi ha ribadito la mia inutilità. Lei dall’alto dei suoi infiniti drammi. Lei così bella ma persa. Io sono inutile e non riesco a trovarla. Lei che vorebbe avere tanto e niente ma che riesce comunque a godere ancora della vita da piccole cose. Lei che si diverte. Lei che dorme lì ignara del vuoto che le si era steso vicino. Io sono uno dei fantasmi che lei vede e vedeva. Non ho molto di differente da loro. Non credo di avere praticamente niente. Lei non mi vede e infatti nemmeno mi sente. Parla parla parla tanto di se e di tutto ciò che prova e ha provato e quando parlo io lei continua a parlare di se. Non è colpa sua. Sono io che non esite e quindi è anche giusot e normale lei sia così. I suoi errori sono errori utili. I miei non hanno senso. I suoi errori sono dettati da qualche tipo di sentimento o di obiettivo. I miei in fondo sono fittizi e volatili. Non mi intaccano, non mi colpiscono, non mi modificano la vita e il futuro. I miei sono errori che rimangono nel passato dimenticati. Perchè io sono dimenticato. Non ricordo me stesso figurarsi se qualcun’altro si ricorda di me.

 Io immagino. Continuo ad immaginare cose impossibile e mi ostino a pensarle e a farmi del male.  Perchè quelle sono proiezioni dei miei desideri che sono miei e non possono essere realizzati. Contniuo così ad andare avanti e a scrivere di sogni e vicende. Nella mia vita ho fatto tante cazzate e le continuo a ripetere. Perchè non riesco ad impare dai miei errori. Perchè sono inutile e l’inutile non può imparare altrimenti non sarebbe più tale. E nel momento in cui ci riesc evuol dire che inrealtà non era inutile. Io lo sono. Le prove sono all’ordine del giorno. All’ordine del momento. Non riuscirò mai a cambiare perchè fino ad ora nonostante tutte le vicende e le menzogne che mi sono raccontato, non sono riuscito in niente. Il minimo non basta. Serve il grande cambiamento per comprenderlo ed apprezzarlo. E intanto continuo ad essere il bravo e buono e tranquillo ragazzo che si sente continuamente dire di essere superfluo. Questa è la mia inutile vita, ed è per questo che non ha senso continuarla. O meglio, è per questo che non avrebbe senso continuarla. Ma purtroppo continua e va avanti. Imperterrita continua a mietere le sue vittime nel mio cuore e nella mia mente. Mi chiedo quando finirà tutto questo. A sto punto mi chiedo quando finalmente riuscirà a uccidere tutto di me. Per ora ancora ci manca un pò, e non vedo l’ora finisca tutta questa sofferenza. Soffrire per niente, per dei sogni, per dei progetti, per dei desideri è la cosa più stupida che una persona possa fare. E io lo faccio perchè l’inutilità ti porta a fare stupidaggini che di per se sono cose inutili. La mia esperienza non m’ha insegnato niente. E continua a torturarmi inutilmente. Non riesco a  vedere un futuro. Mi dico di vivere alla giornata ma sempplicemente ed in fondo solo perchè non riesco a vedere un futuro, semplicemente perchè non c’è un futuro. L’inutile non ha futuro proprio perchè in quanto tale può svanire da un momento all’altro senza colpo ferire. E lei è lì, stesa sul mio letto beatamente dormiente. E io sono qui che scrivo di me e un pò di lei. La lei in questione è una delle tante lei che mi sono capitate. Tante e anche troppe ma d’altronde non poteva essere altrimenti. L’insicurezza genera questo. L’insicurezza ti fa credere che dietro ognin angolo ci sia quello che desideri. Invece non è così perchè so benissimo che l’angolo giusto è uno e uno solo. Non sono tutti uguali, checchè io ne pensi. E lei dorme nella sua beata fortuna. La fortuna, misteriosa e lontana. Il sonno mi prende ...

E mi sveglio. Ed è ancora lì. Distesa. Ed io sono ancora qui, preso dallo sconforto, dall’amarezza e dalla sensazione netta di essere un pò più solo. Una persona in meno nella mia mente. Continuo ad immaginare discorsi che sicuramente non ci saranno mai. Penso a tutto ciò che forse (o non forse, ma cosa importa ormai?) ho frainteso. Io sono sempre voluto essere estremamente chiaro, proprio perchè non mi piacciono i fraintendimenti. Spesso mi accusano di essere troppo “diretto” o “aperto” o “chiaro” o “sincero” e il motivo è questo. Io mi illudo facilmente e quindi non voglio provocare lo stesso in qualcun’altro proprio perchè so quante brutto illudersi o credere che.. e comunque ogni volta ci casco. Forse anch’io dovrei dire e non dire proprio per diventare più duro alle illusioni e alle delusioni. In fondo io so benissimo che il mondo non è come lo vediamo. Il mondo stesso è un fraintendimento globale e totale. Quindi dovrei essere preparato. Ma io già sapevo che non ero preparato al mondo. Lo sapevo da qualche anno. Io sono fuori dal mondo. Ma lei è sempre lì, nella sua ignara beatitudine che non ha pensieri e preoccupazioni e illusioni. Ormai credo si alzerà visto che ha suonato il suo cellulare. Almeno penso. Ma tanto la mia tristezza, la mia solitudine, le mie illusioni, le mie amarezze, il mio odio continuerà comunque ...e comunque se non fosse sta lei, sarebbe stata qualcun’altra. Il mondo è ancora lì fuori e io dovrò ancora avere a che fare con lui purtroppo. Speravo di non svegliarmi e invece è successo. Le prime parole e tutto continua ...e si tutto continua. E io come e cosa posso fare per cambiare la mia situazione? Io saprei. Ma niente, non riesco o forse non posso. Ormai queste parole rimangono per me. Forse un giorno le rileggero e riderò ...forse un giorno non riuscirò a rileggerle. Non lo so per ora ...come dicevo, forse non ho un futuro ed è per questo che non ci penso.

 
 
 
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Data di creazione: 26/10/2007
 

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