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MESSAGGI DI CORDOGLIO, GRAZIE A TUTTI

Post n°109 pubblicato il 16 Maggio 2007 da eleperci

I messaggi di cordoglio che molti amici mi hanno mandato privatamente sono talmente tanti e belli che ho deciso di pubblicarli. Ancora un grazie dal profondo del cuore.
ELENA


Ciao Elena, mi spiace molto. Anche se non ci vediamo da un po’ sappi che ti sono vicino in questo triste momento. Un abbraccio. Carlo


Un abbraccio da Franco Abruzzo


Io apprendo ora, e va da sé che ti mando un abbraccio fortissimo. Andrea


Cara Elena
ahimé non sapevo! Ricordo quella volta che ci vedemmo a Milano... me ne parlasti, devotamente, con estremo amore. Il mio cordoglio e la mia solidarietà di uomo oggi ti è vicina con la tempra dell'umiltà e della devozione fraterna. Voglio bene ai suoi affetti. Stringiti al bimbo e bacialo anche per me. Un caro abbraccio anche a tuo marito che tanto contribuisce a renderti più accetto lo strazio d'anima. Ti voglio forte.
Con il cuore
Enzo


Ciao Elena,
mi dispiace moltissimo per la tua perdita. Posso capire perfettamente il tuo dolore.
Per qualsiasi cosa, considerami a disposizione.
Un abbraccio fortissimo.
ema


Cara Elena, sono dispiaciuto per la perdita del caro nonno. Quella che accenni è una grande storia!  Un caro saluto, Angelo


Cara  Elena,
vengo a sapere ora della scomparsa di tuo nonno e mi unisco sinceramente commosso al tuo dolore.  Non è una frase fatta ma il tuo breve racconto mi ha ricordato la storia, presso che identica del mio povero nonno paterno.  Lui era del 1914 ed è morto nel 1999, i tedeschi lo catturarono in Jugoslavia e lo deportarono in due campi di prigionia, Bergen Belsen e Mathausen (un paio di mesi), per poi ridursi a pelle e ossa in un campo di lavoro.  Quando tornò a casa a piedi, mia nonna non lo riconobbe, dato che pesava 38 chili. Fece una fatica tremenda a sopravvivere a causa del terribile deperimento organico, ma alla fine, grazie alla sua enorme forza di volontà, ce la fece. Dagli esami che effettuò  dopo il rientro in Italia si accorsero che durante i due anni passati in Germania, per le botte e le sofferenze subite, subì parecchi infarti… fortunatamente nessuno letale, ma che senza dubbio non gli consentirono più una vita normale.  Beh, anche mio nonno, come il tuo, nonostante le molte documentazioni presentate, insieme alle lettere scritte a Roma, non si vide dare, non dico l’invalidità, ma nemmeno il più piccolo riconoscimento. Ora mi piace pensare che da vecchi compagni di prigionia, se la stiano raccontando serenamente.
Un abbraccione. 
Danilo

 


Ciao Ele, mi spiace per il nonno, davvero, ti faccio le mie condoglianze più strette.
Flavio 


Accidenti Elena, mi dispiace molto. Sono certo che sarebbe stato estremamente felice del tuo ritratto. Un abbraccio.
MEG


Caspita Elena,  non ne sapevo davvero nulla e mi scuso sin da ora se non ti ho ancora esposto le mie più sincere condoglianze per il lutto che ti ha colpito così da vicino. Desidero unirmi alla folta schiera di amici che intendono esserti vicino in questo momento particolare. A presto cara Elena, con stima e amicizia. 
alberto moioli

Tante condoglianze in questo momento così triste.
patrizia s.

Ciao,
mi dispiace per tuo nonno.... anche il mio fu deportato in Germania ed è tornato a casa a piedi. Anzi, prima aveva cercato di tornare a casa dalla Russia, ma al confine era stato catturato e deportato, appunto, in Germania. Se non ce l'avesse fatta a sopportare tutto questo, mio padre non sarebbe nato... nemmeno io!  
L'anno scorso ho perso mia nonna ed ora non ho più nessuno dei nonni (gli altri sono morti tutti quand'ero piccola). So cosa stai passando e ti sono vicina. Certo, è proprio un periodaccio! A presto, Laura
 

Cara Elena, sono mortificato per non averti io potuto dare nemmeno il piccolo conforto anche di una sola parola, perchè ero all'oscuro di tutto. Facevo una capatina veloce sui tuoi blog, (anch'io ho avuto dei problemi e appena ieri mi trovavo al funerale di un parente), quindi se anche ne hai accennato in qualche modo io non ho avuto modo di conoscere la situazione. Ti ho anche scritto appena poco fa un'email, pensando di essermi in qualche modo comportato poco educatamente nei tuoi confronti. Mi dispice veramente, ripeto, per non averti potuto dare nemmeno una piccola testimonianza della mia partecipazione. Ti faccio ora le mie condoglianze. Un abbraccio. Nino

 
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IL MIO ULTIMO LIBRO

E' uscito il mio nuovo libro. Si tratta dell'edizione, con traduzione, testo latino a fronte, commento e ampia introduzione, della "Navigatio sancti Brendani", testo anonimo del X secolo composto con molta probabilità da un monaco irlandese e che narra la peripezie di san Brandano e dei suoi monaci alla ricerca della "Terra repromissionis sanctorum", la terra promessa dei santi.
Un classico assoluto della letteratura medievale. Prefazione di Franco Cardini.

Anonimo del X secolo
La Navigazione di san Brandano
A cura di Elena Percivaldi
Prefazione di Franco Cardini
Ed. Il Cerchio, Rimini
pp. 224, euro 18


PER GLI ALTRI LIBRI, SCORRI LA PAGINA E GUARDA LA COLONNA A DESTRA

 

NE PARLANO:

GR2 (RAI RADIO 2): INTERVISTA (9 gennaio 2008, ore 19.30) Dal minuto 20' 14''
http://www.radio.rai.it/radio2/gr2.cfm#

ASSOCIAZIONE CULTURALE ITALIA MEDIEVALE
http://medioevo.leonardo.it/blog/la_navigazione_di_san_brandano.html

IL SECOLO D'ITALIA 12 dicembre 2008 p. 8 - SEGNALAZIONE
http://www.alleanzanazionale.it/public/SecoloDItalia/2008/12-dicembre/081214.pdf

IL SECOLO D'ITALIA  01 gennaio 2009 p.8 - RECENSIONE
http://www.alleanzanazionale.it/public/SecoloDItalia/2009/01-gennaio/090110.pdf

ARIANNA EDITRICE
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=23436

 LA STAMPA
http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=248&ID_articolo=21&ID_sezione=&sezione

 GRUPPI ARCHEOLOGICI DEL VENETO, p. 12-13:
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IRLANDAONLINE:
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IL MIO INTERVENTO A RADIO RAI nella trasmissione NUDO E CRUDO, in onda su RADIO 1 a proposito di Halloween e dei Celti:

1 novembre, Europa tra sacro e profano

1 novembre, Europa tra sacro e profano. Ne hanno parlato al microfono di Giulia Fossà: Elena Percivaldi, giornalista e studiosa di storia antica e medievale; Flavio Zanonato, sindaco di Padova; Marino Niola, Professore di Antropologia Culturale all'Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli; Sonia Oranges, giornalista de 'Il Riformista'; Alberto Bobbio, capo della redazione romana di 'Famiglia Cristiana'; Ennio Remondino, corrispondente Rai in Turchia. La corrispondenza di Alessandro Feroldi sulle politiche dell'immigrazione a Pordenone.

ASCOLTA: http://www.radio.rai.it/radio1/nudoecrudo/view.cfm?Q_EV_ID=230636

 

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I MIEI LIBRI / 1

ELENA PERCIVALDI, "I Celti. Una civiltà europea", 2003, Giunti (Firenze), pagine 192, euro 16.50

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I MIEI LIBRI / 2

ELENA PERCIVALDI, I Celti. Un popolo e una civiltà d'Europa, 2005, Giunti, pagine 190, euro 14.50

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Elena Percivaldi, GLI OGAM. Antico Alfabeto dei Celti, Keltia Editrice, formato 150x230 -pagine 176, euro 15
brossura, con xx tavole fuori testo in b/n
ISBN 88-7392-019-5


Il libro è il PRIMO saggio COMPLETO in italiano sull'argomento.

L'alfabeto ogamico è un originalissimo modo di scrivere che fu inventato presumibilmente intorno al IV secolo d.C. Il nome "ogam" è stato collegato a quello di un personaggio chiamato Ogme o Ogmios: per i Celti il dio della sapienza. Nella tradizione irlandese del Lebor Gàbala (Libro delle invasioni), Ogma è un guerriero appartenente alle tribù della dea Danu (Tuatha Dé Danann). Un testo noto come Auraicept na n-éces (Il Manuale del Letterato), che contiene un trattato sull'alfabeto ogam, dice: "al tempo di Bres, figlio di Elatha e re d'Irlanda (...) Ogma, un uomo molto dotato per il linguaggio e la poesia, inventò l'Ogham.”

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http://www.keltia.it/catalogo/albiziered/ogam.htm

 

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Volti, cerimonie rituali, frammenti di vita in seno ai templi delineano attraverso la fotografia i segni del ritratto di un mondo in cui le difficoltà morali, il fervore spirituale e la profondità d’animo vanno di pari passo con la gentilezza, l’allegria e l’immensa generosità.  Le suggestive immagini in bianco e nero, fortemente spirituali, della prima parte del volume si contrappongono alle intense fotografie a colori dedicate alla realtà di tutti i giorni (centri commerciali, prostitute) pubblicate nella seconda parte. Il libro è introdotto da un accorato messaggio di pace del Dalai Lama che pone l’accento sulla grande forza d’animo con cui il popolo tibetano affronta continuamente ardue prove nel tentativo di continuare a perpetuare l’affermazione delle proprie idee e della propria spiritualità.

 

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