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ASOCIALITA' E CONTESTAZIONE

Post n°46 pubblicato il 20 Luglio 2010 da Tanysha

 

        Un saluto al mio popolo invisibile, ai polemici, ai nichilisti, ai detrattori a scatola chiusa, agli estimatori – magari pochi – ai perplessi e agli scettici. Insomma, al popolo dei blog,  quello più tipico.

        Come al solito cerco di andare controcorrente, ci provo.

        Quando per strada si sente un discorso, siamo quasi sicuri che il sistema ci ha già lavorato sopra prima di farlo nascere, altrimenti ognuno si terrebbe per sé le proprie idee, siamo sempre stati manipolati prima di esprimere un pensiero che, lo sappiamo già, incontrerà consensi sicuri.

        E quali sono questi pensieri tipici? Ma divertimenti, viaggi, vita mondana, localini, ristoranti, negozi convenienti. Oppure, al contrario: visite mediche, esami, attese di responsi, sofferenze. Pur di suscitare empatia nell’altro. Si comunica tutto ciò che è già implicito, che sappiamo verrà accolto, approvato, con cui siamo sicuri di non essere estromessi dal consorzio umano, di più, da una cerchia, o comunità specifica.

        Tutto ciò che ci rende diversi lo teniamo per noi, per paura di suscitare disagio o riprovazione.

        E, guarda caso, gli argomenti con cui siamo sicuri di incontrare l’altrui approvazione coincidono  sempre con quelli che assecondano il sistema consumistico, che aiutano a girare la manovella del tornaconto economico del sistema. Vogliamo provare a intralciare l’interesse dei soliti pochi?

        Perché non diventiamo musoni, strani, separatisti, criticoni, pigri? Magari anche un po’ tirchi. Ipocondriaci no, perché al sistema i malati servono eccome.

        Proviamo a rompere le scatole al sistema con l’asocialità di massa. Poco poco. Secondo me  qualche risultato si vedrebbe.

 
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Commenti al Post:
sandroccia
sandroccia il 23/07/10 alle 11:02 via WEB
ciao bella ... quello che proponi tu è come un paradosso, diventiamo in massa asociali .... ma c'è della logica nelle tue parole, la nostra "socialità" e un modello indotto dai mass media e interagiamo con gli altri in modo mai del tutto spontaneo. Senza rndercene conto cerchiamo sempre di essere nel modo in cui gli altri si aspettano che fossimo .... è un continuo adeguamento. Un bacio, Sandra
(Rispondi)
Trappolinax
Trappolinax il 23/07/10 alle 15:45 via WEB
asocialità di massa? Non pensi che sarebbe un disastro nel disastro? Una buona giornata e grazie del commento ^__^ Wanda
(Rispondi)
Tanysha
Tanysha il 26/07/10 alle 10:50 via WEB
Wanda, è chiaro che il mio è un paradosso, come si può concepire un'asocialità "di massa"? è una contraddizione in termini. A parte tutto però, se l'umanità riflettesse un po' su quanto il sistema sfrutta l'esigenza collettiva di uniformarsi alla massa, diventeremmo tutti un po' più menefreghisti e penseremmo di più a ciò che ci è veramente utile, cioè la serenità, la salute e stare bene con noi stessi. E non a quelle inutili etichette sociali consumistiche che servono solo a far parte di un giro.
(Rispondi)
 
Trappolinax
Trappolinax il 26/07/10 alle 15:13 via WEB
giustissimo. Per fortuna (o sfortuna) passo un momento in cui il mio pensiero principale è la salute. Non ho certo tempo di dar retta a consumismo o altro. A dire il vero non ho mai prestato troppa attenzione a questo. Ciao e buona giornata
(Rispondi)
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