Il lavoro nobilita l'uomo.
Avrei qualche riserva in merito.
Più che "nobilita" direi che "debilita", e in ogni caso abbrutisce, se portato all'eccesso.
Mi rendo conto che per molte persone, specie in questo momento, l'unico problema in tema di lavoro è il non averlo. Restare disoccupati quando si vive in affitto o c'è la rata del mutuo da pagare può sembrare, senza ombra di dubbio, un ostacolo insormontabile. D'altra parte, subire un licenziamento è un trauma psicologico non indifferente, a prescindere dalla condizione sociale ed economica di chi perde il proprio lavoro. Tuttavia, il mio sfogo (peraltro assai pacato nei toni e nelle modalità) rappresenta l'eco della voce di chi è costretto a spulciare scartoffie fino all'una di notte, riscuotendo uno stipendio insoddisfacente.
D'altro canto, riflettere sulla propria condizione sociale senza un termine di paragone rischia di farci smarrire la giusta prospettiva. E' comunque importante (necessario) interrogarsi su chi siamo, chi vorremmo essere o diventare, e su ciò che stiamo facendo per seguire la direzione delineata.
Spesso mi scopro colpevolmente immobile, e mi rendo conto che la colpa si aggrava in misura esponenziale col trascorrere del tempo.
Inviato da: frfrciccio
il 19/09/2011 alle 23:54
Inviato da: shar.a.zad
il 18/12/2010 alle 18:11
Inviato da: dolceacida2
il 08/05/2010 alle 12:37
Inviato da: stradeperdute2
il 09/02/2010 alle 21:50
Inviato da: poetica_mente
il 17/11/2009 alle 10:34