Tra le cose che "odio" indicate a suo tempo nel mio profilo figurano, tra l'altro, la domenica sera e il lunedì mattina.
Ad oggi, non è cambiato niente: concordo in pieno con la mia valutazione originaria e ribadisco tutto il mio odio. A pensarci bene, nel momento in cui sto scrivendo (sono appena rientrato dal cinema, all'una e diciannove minuti) è sia domenica sera che lunedì mattina.
Eppure non posso definire questi minuti come odiosi o sgradevoli.
Ho vinto il sonno quasi del tutto e adesso mi trovo in un limbo dolcissimo, in una dimensione atemporale.
So che tra poco spegnerò la luce e mi infilerò sotto le coperte; so anche che la sveglia (non ancora impostata) suonerà in un battibaleno, e in quel momento tutto il mondo mi crollerà addosso (...catastrofista? Può darsi!).
Il pensiero di una persona cara mi rattrista.
La sua voce di solito è motivo di gioia incondizionata, di felicità.
Ho come la sensazione che il proposito di rimuovere ogni pensiero, affidandosi a una specie di relativismo cosmico, non sia stata la giusta soluzione; sento che una tale scelta, pur immunizzandomi (secondo un certo punto di vista) dalla sofferenza, ha offuscato ormai irrimediabilmente la lucidità dei miei ragionamenti.
Inviato da: frfrciccio
il 19/09/2011 alle 23:54
Inviato da: shar.a.zad
il 18/12/2010 alle 18:11
Inviato da: dolceacida2
il 08/05/2010 alle 12:37
Inviato da: stradeperdute2
il 09/02/2010 alle 21:50
Inviato da: poetica_mente
il 17/11/2009 alle 10:34