Le recenti notizie sugli attacchi del Presidente del Consiglio alla Magistratura mi hanno deluso e amareggiato.
Duole dirlo (sono sincero, provo un sentimento di mestizia) - ma in un qualsiasi paese civile, un qualsiasi politico - anche di second'ordine - rassegnerebbe lesto lesto le dimissioni di fronte ad accuse così chiare e infamanti.
In Italia, invece, il massimo rappresentante del governo, anziché dimettersi e farsi processare, accusa i magistrati che lo "perseguitano" di faziosità e propositi eversivi, cercando in ogni modo di delegittimarne la funzione.
L'accusa che gli contestano è chiarissima e di estrema gravità: Tizio ha corrotto Caio. Caio è stato condannato per corruzione. Tizio è colpevole?
Insomma, un banale sillogismo.
Il tutto si consuma d'innanzi al silenzio colpevole del popolo sovrano.
Inviato da: frfrciccio
il 19/09/2011 alle 23:54
Inviato da: shar.a.zad
il 18/12/2010 alle 18:11
Inviato da: dolceacida2
il 08/05/2010 alle 12:37
Inviato da: stradeperdute2
il 09/02/2010 alle 21:50
Inviato da: poetica_mente
il 17/11/2009 alle 10:34