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« Una nuova strage annunciataE' la solita storia »

ECCO CI RISIAMO UN'ALTRA CRUDELTA' UMANA NEL PERIODO DI PASQUA

Post n°101 pubblicato il 27 Marzo 2013 da solitudineNA

 Ecco su cosa bisogna meditare spero che Papa Francesco spenda due parole su questo.

Alla vigilia della Pasqua, l'associazione animalista Animal Equality ha diffuso foto e video a dir poco choccanti di quanto accade agli agnelli in diversi allevamenti e macelli italiani.

Per oltre un anno, infatti, attivisti sotto copertura hanno documentato il vero volto della pastorizia e dell'industria ovina. Immagini crude di quanto accade a questi cuccioli di appena un mese di vita, uccisi per diventare cibo 'tradizionale' sulle tavole degli italiani.

Le cifre degli agnelli uccisi ogni anno sono spaventose, un autentico massacro: circa 4 milioni di piccoli uccisi ogni anno nel nostro Paese per il consumo umano, tra quelli esportati dall'Est Europa (Romania prima di tutto) e quelli allevati in Italia. Questa cifra è superiore, se prendiamo in considerazione anche pecore, agnellotti e capre: circa 800.000 gli animali uccisi in totale solo nel periodo pasquale

Alcune immagini, ad esempio, mostrano un agnello lasciato morto per giorni all'aperto, in un recinto a contatto con altri animali. Gli attivisti hanno ripreso poi agnelli e pecore rinchiusi per ore in spazi molto ristretti, costretti a calpestarsi per il nervosismo e lo stress. Oppure capi lasciati senza cure veterinarie, in stato di ipotermia e in condizioni igienico-sanitarie pessime, in alcuni casi prossimi alla morte.
 
In un allevamento, prima del carico sul camion diretto al macello, è stata documentata inoltre la 'pesatura', una pratica ritenuta illegale in cui gli agnelli, terrorizzati vengono legati, issati per i carpi (i polsi) e pesati in gruppi. Si tratta di una modalità di contenimento molto dolorosa, che può portare lesioni come strappi muscolari e dei legamenti. Tale posizione è molto innaturale per questi animali e li induce a scalciare, nel tentativo di trovare una postura meno stressante, con conseguente rischio di lesioni più gravi come la lussazione della spalla o la frattura dei carpi.

 

Sempre negli allevamenti sono state girate immagini di pecore ammalate, separate dal gregge e in procinto di essere macellate illegalmente, altre affette da mastite e lasciate senza cure veterinarie.

Nei macelli la situazione appare addirittura peggiore. In uno di questi, specializzato nella macellazione specifica dell'agnello, gli animali vengono radunati in recinti limitati da grate metalliche, molto stretti. Stressati e spaventati si ammassano l'uno su l'altro urlando e rimangono spesso impigliati nelle grate, ferendosi, nell'attesa di essere uccisi.

Nei macelli investigati, l'elettronarcosi (l'applicazione di corrente elettrica per stordire l'animale e renderlo incosciente) non viene utilizzata correttamente: gli animali non vengono storditi del tutto e al momento dello sgozzamento sono ancora coscienti di cosa gli stia accadendo, scalciano e si dimenano fino alla morte che sopraggiunge per dissanguamento.

Animal Equality ha lanciato una campagna informativa attraverso il sito www.SalvaUnAgnello.com dove si invita l'opinione pubblica a prendere posizione contro queste violenze, impegnandosi a scegliere di non consumare un prodotto come la carne d'agnello, risultato di così tanta sofferenza, chiedendo inoltre ai supermercati di evitare la vendita di questi prodotti.

 

 
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Commenti al Post:
roseilmare
roseilmare il 04/04/13 alle 21:50 via WEB
Orrore. Non mi viene da dire altro. Io non mangio carne di agnello anche per il motivo che hai descritto nel post. Ciao Pasquale e ancora grazie del bel commento nel mio blog. Rosaria
(Rispondi)
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