
• 63e Mostra di Venezia ha accolto il regista americano premiandolo col leone d'oro alla carriera
Thierry Jobin
VeneziaGiovedì 7 settembre 2006
Mercoledì, non è il solito giorno sul Lido di Venezia. Anche il personale della security all'entrata del Palazzo del Cinema non capisce : "Siete tutti matti sta mattina?" Apriamo le porte alle 8!"" Sono le 7 ore 30 e decine di accreditati fanno la fila per la prima proiezione del nuovo David Lynch. Questo mercoledì sera soprattutto, uno dei registi più atipici del cinema mondiale riceverà il leone d'oro per la sua carriera.
Una carriera senza compromessi, che ha sfornato grandiose opere come “Elephant man”, “Cuore Selvaggio”(palma d’oro a Cannes nel 1990) e anche la serie TV rivoluzionaria “Twin Peaks”. Senza contare le sue attività nella pittura, nella scultura, nel design , nella musica. Una sola parola d'ordine accompagna David Lynch dai suoi inizi, quaranta anni fa: sperimentare. Un altro esempio questo INLAND EMPIRE. Un titolo maiuscolo per una pellicola che spinge il cinema in una totale riflessione in se stesso che dura tre ore, senza annoiare un secondo.
Quattro mesi prima della sua presentazione in Svizzera e le lunghissime discussioni che ne faranno un'opera culto come tutte le sue pellicole precedenti, che dire? Dopo due anni di lavoro, al festival di Cannes, un gruppo di eletti aveva avuto l'occasione di osservare dieci minuti. Nessuno era stato capace di descrivere ciò che aveva visto. Un mistero nascosto fino alla fine, anche nella fila d'attesa d'ieri mattina, si poteva sentire, le prove di suono condotte in sala: una musica industriale, una voce da oltretomba. Voce che risulterà in realtà quella dello stesso Lynch, interprete di due canzoni nella pellicola: l'ultima volta che aveva fatto parlare di lui, era a torso nudo in un servizio televisivo, circondato da delle spogliarelliste in una grotta in cui, pretendeva, di aver trovato, tra la pietra e la pelle, il suono perfetto per registrare un album di blues...
"La storia di un mistero... Un mistero di mondi intrecciati ad altri mondi... Attorno ad una donna... Una donna innamorata e in pericolo " ecco il riassunto fornito da David Lynch per il catalogo del Mostra. È vero , la storia di INLAND EMPRIRE è quasi impossibile da raccontare. Riassumendo dopo averlo visto, è la storia di un’attrice che ha perso il suo bambino e che, non ancora uscita dal dolore, perde la propria identità nel personaggio che deve interpretare nel suo prossimo film. Dopo una breve consultazione fatta all'uscita della sala, una buona parte degli spettatori, che ne parlava tuttavia di un capolavoro, non sapeva esattamente ciò che avevano visto.
Una donna, attrice hollywoodiana, lo smarrimento della propria identità, Los Angeles ed il mondo del cinema: le similitudini di INLAND EMPIRE con la pellicola precedente di David Lynch, “Mulholland Drive”, non mancano. Tuttavia, se il regista nell 2001 considerava “Mullholland drive” la sua pellicola più libera, in confronto a questo INLAND sembra solo una piccola anticipazione: INLAND EMPIRE porta il cinema più lontano ancora, reinventa il linguaggio delle immagini, e da una vera lezione di stile a chi ha lavorato fino adesso con lo strumento della videocamera digitale. Si,perchè David Lynch abbandona per la prima volta la pellicola. E riutilizza l’effetto sgranato delle riprese della videocamera digitale, con i suoi colori striduli e sbavati come in un quadro dipinto.Le prime scene di INLAND EMPIRE? Un fascio luminoso taglia la notte da destra a sinistra. Un ago si pone su un disco vinile. Una voce di donna, illustrata dall'immagine, si ricorda di un corridoio d'hotel, quindi di una camera. Un uomo ed una donna sono nella camera. Le loro teste sono sfocate. L’uomo dice "togliti i vestiti.", la ragazza "Dove sono ? Ho paura!"" Una ragazza nuda (la stessa?) osserva “l’effetto neve” di una televisione accesa. Improvvisamente,in televisione, appare un'immagine: due personaggi mascherati da conigli in un salone. Uno stira dei vestiti. L’altro è seduto su un divano. Un terzo anche lui vestito da coniglio entra in scena, ed un pubblico invisibile applaude. Ecco. In poco più di 3 minuti, Il linguaggio di David Lynch è la video-art, la pittura, la scultura, la musica, la voce, il teatro filmato, le ombre e le luci. Il cinema totale. Un' altro mistero.
Alcune ore più tardi, un giornalista lo interroga: “perché questi conigli?” David Lynch: "Non posso spiegarvelo." "Vorrei veramente aiutarvi, ma il fatto è che, per me, la pellicola è la spiegazione." L'attore Justin Theroux tenta allora di alleviare il giornalista: "non vi piace scivolare in deliziose vertigini quando ascoltate, col vostro lettore CD, un disco di jazz che vi siete appena comperati?" In quattro o cinque mesi, ci saranno altrettante interpretazioni di chi andrà a vedere INLAND EMPIRE, questo capolavoro che somiglia al suo autore: supera tutti i giudizi.
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il 02/06/2010 alle 13:16
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il 18/02/2010 alle 02:16
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il 17/02/2010 alle 07:18
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il 25/03/2009 alle 08:03
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