Creato da: dottor_orloff il 21/10/2004
Un piccolo diario personale su gli strani effetti che provoca il cinema sulla vita e viceversa...

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Oliver Stone

Post n°115 pubblicato il 15 Novembre 2006 da dottor_orloff
Foto di dottor_orloff

Anni luce dagli sfarzi retorici e blockbuster degli ultimi anni (specialmente " World Trade Center" ma anche il deludente "Alexander") Talk Radio è il migliore film del regista americano.
Talk Radio è veramente un ritratto inquietante dell'america più nascosta.... Quella razzista, quella disagiata, quella disintregata dalla solitudine e della ricerca violenta di esprimere opinioni , qui attraverso la radio.
Nel 1988, non c'erano ne internet o blog che compensavano tutto questo.
Operazione davvero convincente, anche perchè il film deriva da una piece teatrale interpretata dallo stesso Eric Bogosian, i dialoghi e le interpretazioni sono di prima categoria.
Certo, se parliamo di un film di Oliver Stone prepariamoci ai difetti del suo cinema.
Ogni tanto, qualche presunzione, la forzata voglia di emozionare esiste (specialmente ,le evitabili parti in cui il film viene ambientato fuori dallo studio radiofonico).
Ma il racconto, ispirato ad una storia veramente accaduta, ricade da ogni caduta melensa anche perchè il protagonista ,il dj Barry Champlain è anche lui una persona contradditoria come chi lo ascolta.
Questo personaggio aggressivo, eccessivo, con sempre qualcosa da dire avrà personalmente una ricaduta esistenziale nel film, prima di un tragico epilogo.
Forse Stone nella sua pomposità di portare avanti film su grandi fatti e opinioni civili assomiglia a Barry Champlain.... Io preferisco la piccolezza lillipuziana di un piccolo racconto come questo.
Certo è un signore un pochino più distinto....
Ma questo bellissimo film, ambientato il 90% in un fumoso studio radiofonico, mette in discussione una certa retorica che hanno tanti operatori nei media (anche un regista come Stone) dove molte volte battersi per una causa va a pari passo con la voglia di "scoop".....e che non si accorgono che in un mondo di opinioni ci si può anche morire.

 
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