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RECENSIONE
IL DIAVOLO VESTE PRADA
Andy Sachs (leggi Lauren Weisberger), ventiquattrenne neolaureata del New England, riesce a farsi assumere, come assistente, da Mirando Priesley (leggi Anne Wintour), direttrice di Runaway (leggi Vogue), il tempo di scrivere un best seller, che Aline Brosh McKenna ha riadattato per lo schermo. David Frankel, regista di diversi episodi per la serie-tv Sex and the City (dove la protagonista, Carrie Bradshow, non faceva mistero della sua sfrenata passione per i capi di abbigliamento, a cominciare dalle scarpe), ha scelto, nei ruoli delle protagoniste, la giovane Anne Hathaway e il “mostro sacro” Meryl Streep. La prima ha un curriculum che lascia senza fiato: è stata la prima teen ager ad essere ammessa alla compagnia teatrale Barrow, si è esibita come soprano alla Carnegie Hall, con il suo coro, ha studiato danza moderna presso il Broadway Dance Center ed ha vinto il premio Clarence Derwent Award per il musical Carnival. Ex stella della Disney, ha recitato nella serie tv Get Real, e in due commedie romantiche (Pretty Princess 1 e 2) per la regia di Gary Marshall (che l’ha definita “un incrocio tra Julia Roberts, Audrey Hepburn e Judy Garland”), stupendo tutti, infine, con l’interpretazione della moglie sciatta e volgare di Jake Gyllenhaal in Brokeback Mountain. La seconda non ha davvero bisogno di presentazioni, celebre per le sue prestazioni quasi maniacali (che l’hanno spinta a parlare con l’accento polacco in La scelta di Sophie, danese in La mia Africa e italiano ne I ponti di Madison County) è perfetta nella parte di una donna a cui nulla può essere negato: la copia delle bozze dell’ultimo inedito Harry Potter, il cambio abiti di un’intera collezione e perfino un jet privato quando gli aerei sono costretti a terra per l’arrivo di un imminente uragano. (continua in edicola)
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Inviato da: voltidicass
il 14/09/2006 alle 18:08