Un blog creato da tuttiscrittori il 07/10/2007

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A volte, quando si è un grande scrittore, le parole vengono così in fretta che non si fa in tempo a scriverle... A volte. (Snoopy)

 
 
 
 
 
 

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mostra evento di Costantino Giovine presso Il trittico - Roma Piazza dei satiri - inaugurazione sabato 26 febbraio alle 18.30

locandina

 

 

 
 
 
 
 
 
 

YOU'LL FOLLOW ME DOWN - LABORATORIO CONCORSO

Il presidente della giuria, Luigi Bernardi, ci comunica che

   The winner is Paolo Zaffaina

La motivazione:

Statale 61 è un bel racconto giocato su molteplici livelli, tutti resi con stile adeguato.
I continui cambi di prospettiva, fino allo scioglimento finale, ne fanno un testo godibile ed estremamente accattivante.
Un bel saggio di scrittura al servizio di un'ottima idea.

adesso rileggiamolo iniseme >>>clicca qui

Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli (E. Salgari) 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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“Le correzioni” di Jonathan Franzen

Post n°224 pubblicato il 21 Febbraio 2011 da tuttiscrittori
 
Foto di tuttiscrittori

Chi voglia conservare l’illusione che l’istituzione della famiglia funzioni ancora deve evitare questo romanzo che sottovoce, attraverso l’ironico sussurro delle sue seicento pagine, affonda impietosamente lo sguardo nelle devianze nascoste della famiglia Lambert. Gli anziani coniugi Alfred ed Enid vivono da soli in una grande casa, un tempo adatta ad una famiglia di cinque  persone, ormai ridotta a decadente ricettacolo di oggetti inutili che impacciano lo sforzo quotidiano  di mascherare  frustrazioni e malattie. I figli, allontanatisi per ragioni di lavoro, sembrano restare ancora psicologicamente legati alla famiglia d’origine, vittime della filosofia delle correzioni, sostenuta con instancabile energia dalla madre Enid. L’obiettivo è salvare le apparenze ad ogni costo, aderire a un modello piccolo borghese i cui canoni informavano la società americana del secondo dopoguerra. Ciascuno si sforza di apportare alla propria vita le correzioni necessarie alla salvaguardia della normalità, con risultati non sempre adeguati al modello ideale. Così Chip, il secondogenito Lambert, recita con i genitori la parte del professore irreprensibile e del giornalista affermato, invece viene espulso per comportamento immorale dall’università e si trova senza soldi, impegolato in una discutibile attività in Lituania; la sorella Denise si sposa  secondo i dettami delle convenzioni borghesi, ma è costretta ad assogettarsi per anni a una sessualità conformista che non le si addice. Gary, il primogenito, sembra corrispondere meglio degli altri alle aspettative genitoriali: dirigente di banca, sposato e padre di famiglia. Per mantenere il suo ruolo impeccabile, Gary deve però  lottare contro una depressione latente che riesce a tamponare solo sottostando ai capricci di una moglie infantile e ricattatrice.

I coniugi Lambert vivono a S. June, una città del Midwest  e tutto il romanzo si snoda attorno all’assillante richiesta di Enid di radunarvi i tre figli per un ultimo Natale.  La richiesta è un ritornello continuo, che nessuno, seppure tra mille ostacoli e insofferenze, si sente di rifiutare. Per qualche ora infine la famiglia si ritrova al completo a S.June, ma tutte le correzioni apportate nel tempo falliscono, compreso il tentativo di minimizzare la gravità della malattia di Alfred, il capofamiglia. Sarà proprio l’aggravarsi del Parkinson di Alfred a far crollare l’intero castello correttivo. La malattia conclamata sarà il motore del cambiamento e ognuno, compresa la stessa signora Lambert, troverà una propria strada libera dalla maschera che l’aveva condizionata.

Solo il tempo con i suoi mutamenti, sembra dire l’autore, può apportare le vere correzioni necessarie alla sopravvivenza dei singoli esseri umani.

 Elena Sanguini

 
 
 
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