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Un blog creato da falena_blu7 il 02/09/2013

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Lui

Post n°1 pubblicato il 02 Settembre 2013 da falena_blu7
 
Tag: uomini

La prima volta che l'ho incontrato aveva l'aria imbarazzata, sembrava intimidito

dalla mia presenza ed era come mi aspettavo che fosse.

 

Mettere a disagio un uomo al quale sapevo di piacere mi ha dato un gran potere.

 

Il mio corpo profumato, i miei piedi morbidissimi, e le unghie laccate di rosso

erano oggetto dei suoi sguardi famelici.

Il respiro lento, manifestato dal seno prosperoso in mostra sotto al vestito slacciato

per lasciare intravederlo volutamente, rendeva ancor di più la sua voglia evidente.

 

Lui, vestito  con maglietta tipo polo scolorita dal frequenti lavaggi e pantaloni 

all'acqua alta che gli lasciavano liberi i polpacci sodi coperti di peluria morbida

e folta mi parvero un affronto. Le scarpe da ginnastica perfettamente pulite 

nascondevano i calzini corti a metà.
L'altra mostrata timidamente dal bordo slabbrato copriva a malepena la sua

caviglia.

 

Il viso dalla forma ovale, privo di barba e la bocca dalle forme sottili era coperta

da un vistoso baffo leggermente brizzolato. La testa rasata. 

Gli occhi grandi color nocciola attenti a

scrutarmi si muovevano veloci senza nasconderlo. 

Fu l'odore di pulito che mi colpì. E quando si avvicinò  annusai 

velocemente l'odore della sua pelle, che mi pervase i sensi.

Mi strinse la mano e la tenne stretta, mentre mi diceva quanto fossi bella.

Fu a quel punto che scorsi il suo sorriso fatto di denti ben allineati e sorprendentemente belli. 

Mi piacque.

Avevo messo in conto il contrario, e sarebbe stato facile aver potuto scegliere di andarmene utilizzando una qualunque scusa nel caso non mi fosse piaciuto.

Rimasi invece. E a lungo. 

Dopo l'aperitvo sorseggiato al tavolo di un bar decisi di alzarmi e lui mi seguì

all'uscita. Fui io a pagare il conto. Lo feci con estremo piacere. Sapevo quanto lo

attraessi e volevo che si sentisse in soggezione sino a quando avrei voluto, lasciandolgi assaporare il desiderioo di volermi, con il senso pieno di sottomissione capace di  generare l'adorazione.
Un uomo sottomesso alla mia mercè sapendo che lo eccito, e che

non sogna altro che possedermi in ogni modo, mi eccitava, e  la mia fantasia mi suggeriva  di giocare con la mia  preda. Lo volevo, e così lo tenni al guinzaglio, metaforicamente parlando.

Accavallai  le gambe con lentezza, lasciandogli intravedere tra le gambe.

Il gioco di sguardi accompagnato dai gesti accresceva, e stuzzicava le sue voglie

che a dismisura crescevano, come del resto la patta dei suoi pantaloni mostrava.

Gli avrei permesso di toccarmi, di avvolgermi con le sue braccia forti e baciare 

ogni angolo di me. Iniziò dai miei piedi. Li baciò. Li leccò. Succhiò le dita.

E lo fece tenendoli in bocca, guardandomi, generando gemiti dalla mie labbra e piacere che attraversava tutta me stessa.

Le  sue mani  stringevano le mie caviglie, trattenendomi nei movimenti.

Aprì le mie gambe e si avvicinò, fermandosi a pochi centimetri dalla

mia fica carica dei miei umori. Mi guardò. Chiuse gli occhi. E affondò la lingua 

tra le mie cosce. I movimenti decisi si susseguivano senza tregua. Spostò le mie

mutandine aiutandosi con i denti e fu allora che sentii pervadermi a pieno dalla

sua bocca  e dalla sua lingua sapiente, che si insinuava coraggiosa tra

le labbra della mia fica vogliosa. La succhiava. La penetrava con la lingua, 

scopandomi senza lasciarmi tregua, tenedomi ferme le cosce con le sue mani forti.

Gli urlai che lo volevo. Ci impiegò un attimo e affondò il suo cazzo duro con

veemenza. Nel contempo la sua bocca mi baciò coprendo i gemiti che spontanei 

nascevano dalle mie labbra. La sua asta propendeva a prendermi e a lasciarmi, 

e a tratti rallentava il suo avanzare, che si rafforzava sotto l'impulso della mia fica che 

lo avvolgeva e stringeva nel momento nel quale esplorava  la  mia femminilità.

Non servì incitarlo. Godetti sotto le spinte del suo cazzo sino a urlare e perdermi

nell'abisso, che solo il piacere generato da un uomo riesce a proclamare.

Fu allora che sentii di nuovo la sua lingua addosso alla mia fica, e ci rimase 

ancora facendomi godere di nuovo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
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