Tyki's Fantasy

La Leggenda del Dragone

 

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CAPITOLO XX

Post n°23 pubblicato il 08 Maggio 2008 da Tyki_Mikk
 

"Probabilmente era uno degli ultimi luoghi d’estrazione del mithril." considerò Ander: "Guardate, c’è ancora l’equipaggiamento dei minatori qui attorno."
Sarah trovò effettivamente molta roba a terra e controllò meglio, incuriosita.
"Ora andiamo. Ricordatevi che non abbiamo tempo da sprecare inutilmente." affermò il cacciatore spazientito.
"Cosa sono questi?" chiese Sarah, inginocchiata vicino agli arnesi dei minatori.
Gli altri si avvicinarono per osservare a cosa si stesse riferendo la ragazza. Lei porse in vista il palmo della mano, sul quale aveva raccolto tre piccoli oggetti affilati, che brillavano alla luce della torcia.
"Sono punte di freccia in mithril!" rispose il cavaliere: "È una bella fortuna!"
"Tienile con te, Sarah, potrebbero rivelarsi molto utili." aggiunse Vash: "Sono in grado di trafiggere con molta efficacia. Appena usciremo da qui, ne faremo delle frecce."
La ragazza di Greenville sorrise compiaciuta.
"A quanto pare, aveva ragione lei a farci venire qui…" giudicò Diana con un po’ di rimprovero.
"Certo, certo…" dovette cedere il cacciatore: "Ma adesso andiamo, non abbiamo tempo per cercare i tesori di questa miniera."
L’ultimo a lasciare il giacimento fu Ander, che osservando un’ultima volta l’equipaggiamento abbandonato, un tempo usato negli scavi, notò qualcos’altro di interessante. C’erano alcuni oggetti di forma cilindrica, sottili e lunghi circa un piede. Aveva già visto qualcosa di simile, ma al momento non ricordava a cosa servissero. L’istinto però gli consigliò di prenderli con sé.

Sarah si svegliò nel buio quasi totale, senza riuscire nemmeno a riconoscere chi stesse dormendo al suo fianco. Sulla parete della galleria si rifletteva una luce fioca, proveniente dal cunicolo che svoltava alla sua sinistra. La ragazza si mise seduta e proprio in quel momento Diana si voltò verso di lei mormorando qualcosa d’incomprensibile. In realtà dormiva profondamente.
Una sensazione opprimente si impadronì di lei, al pensiero di trovarsi ancora all’interno della miniera. Da quanto tempo non vedeva più la luce del giorno? Da quanto non respirava più l’aria fresca? Sarebbe mai uscita da lì? Ormai dovevano essere passate più di due giornate intere dal momento in cui era entrata in quella trappola labirintica, sotto alla montagna, eppure aveva la sensazione di vagare senza meta da settimane. Pensò che doveva uscire da lì al più presto o sarebbe impazzita di claustrofobia. Rimanere a lungo nelle tenebre comportava una crescente malinconia e depressione.
Doveva tenere duro e avere fiducia.
Nel silenzio poté udire delle voci sommesse discutere. Provenivano dalle stessa direzione della luce. Sarah si alzò e vi si diresse lentamente, senza fare rumore. Riconobbe le voci dei due ragazzi e decise di origliare rimanendo nascosta.
"Ti rendi conto che in questo modo ti esporrai troppo?!" sussurrò Ander con tono rimproverante: "Presto o tardi ti troveranno e ti uccideranno! E invece di cercare di evitarli, tu gli stai rendendo tutto più facile!"
"…"
"Se ti rivedranno, ti daranno la caccia come a un animale!" continuò il cavaliere: "Non crederai di poterli affrontare tutti? È una pazzia bella e buona… persino per te!"
"Cosa dovrei fare?! Nascondermi?!" lo interrogò l’altro.
"Esatto, come hai fatto fin’ora!"
"Io me ne sono andato!! Non sono fuggito, né mi sono mai nascosto!" si infuriò il cacciatore: "E comunque tu dovresti avere lo stesso problema, no? Eppure hai deciso di seguirmi!"
"No." disse Ander: "Sono stato più furbo… ho inscenato la mia morte."
Vash fissò il compagno con aria cupa.
"Sei sicuro che ti credano morto?" gli domandò infine, ma l’amico non seppe rispondere: "Senti, Ander… non ho mai avuto intenzione di sfuggirgli. Non ho alcun desiderio di vivere nella paura costante, senza poter dormire sonni tranquilli. Tanto vale che vada io da loro, così la facciamo finita una volta per tutte!"
"Non dirai sul serio…?"
"È chiaro che non mi butterò nella mischia come un idiota. Non mi farò uccidere facilmente…"
I due ragazzi si guardarono a vicenda con aria triste.
"Come siamo arrivati a questo?" sospirò Ander.
"Quella vita non faceva per me…" spiegò il cacciatore: "Pur di accrescere la mia forza e il mio potere, non mi ero reso conto che stavo per perdere la mia anima…"
"Già… ti capisco."
Sarah ascoltava con il cuore in gola, non capiva a chi o cosa si riferissero i due, ma era stato fin troppo chiaro che fossero perseguitati da fantasmi del passato. La discussione finì e di lì a poco si svegliò anche Diana. Una volta raccolte le loro poche cose, si rimisero in marcia.

"Ragazze, ci siamo quasi!" esclamò Ander entusiasta: "Alla fine di questa lunga galleria c’è l’uscita!"
"Evviva!" esplose Sarah, ritrovando di colpo il buon umore.
"Finalmente…" riuscì solamente a dire Diana.
Ma improvvisamente udirono un tremore, come una breve scossa di terremoto. Vash si fermò e gli altri lo imitarono.
"Cos’è stato?" chiese Diana trattenendo il fiato.
Prima che potesse avere una risposta ci fu un’altra scossa. Le ragazze si guardarono incerte e spaventate.
"C’è… qualcosa lungo questa via…" disse il cavaliere.
Aveva perso tutto l’entusiasmo di poco prima. Vash fece avanzare il gruppo con cautela. I tremori continuarono a ripetersi a intervalli regolari, sempre più forti. Poi udirono un potente grido rimbombare lungo la galleria. Sarah e Diana si sentirono gelare il sangue.
"Cos’è stato?!" ripeté la ragazza di Tunsea con maggiore decisione.
"Questa non ci voleva…!" si lamentò Ander: "Sono quasi sicuro che si tratti del gigante di montagna. Una creatura errante, tanto grossa quanto aggressiva. Ha le fattezze vagamente umane, ma è deformata dalla ferocia…"
"Troll." sussurrò il cacciatore.
"Come?" si stupì Diana: "No… stai scherzando, vero?" domandò preoccupata: "I troll sono creature fantastiche…"
"Sì, come i draghi…" replicò il cavaliere: "Cosa facciamo, Vash? Di qua non si passa…"
"Dobbiamo passare!" decise l’altro: "Questa è l’unica uscita dalla miniera e non possiamo permetterci di aspettare i comodi di quel gigante senza cervello!"
"Ma…" cercò di opporsi Diana inutilmente.
"Come immaginavo…" commentò invece Ander: "Non perdi occasione per buttarti a capofitto nel pericolo! A volte mi meraviglio che tu possa essere ancora vivo… sei proprio sicuro di volerlo affrontare?"
"Sì, inizia a evocare la magia." ordinò il cacciatore: "Ragazze, voi rimarrete indietro, ma ho bisogno comunque anche di voi. Diana, ci devi fare luce con la torcia. Sarah, puoi usare il tuo arco per cercare di colpire il troll alla testa?"
Sarah annuì, nonostante l’idea non le piacesse proprio.
"Va bene, mira agli occhi." continuò e si rivolse nuovamente al cavaliere: "Tu limitati a usare la magia, mi occuperò io di combatterlo nel corpo a corpo."
"Come desideri, capo!" obbedì lui con evidente ironia nel tono della voce: "Che tipo di funerale preferisci?"
"Non morirò ammazzato da uno stupido troll!" rispose Vash: "Sono un cacciatore di mostri!"

Era una creatura spaventosa, ma ancora di più ripugnante. Le ragazze la fissarono con un misto di terrore e disgusto. Il troll poteva definirsi un mostro vagamente antropomorfo, però era alto almeno quanto tre persone. Era coperto di peli quasi ovunque, ma la cosa che colpiva di più era la totale mancanza di armonia nelle proporzioni del suo corpo. La testa, piuttosto piccola, rivelava una capacità cranica molto limitata. Aveva una bocca larga, con grossi denti storti e gialli. Anche il naso era esagerato, pieno di bitorzoli. Le orecchie e gli occhi invece erano molto piccoli, questi ultimi avevano uno sguardo malefico e insano. Aveva un corpo tozzo e deforme, con una grossa gobba sulla schiena. Il tronco sembrava troppo grosso per poggiarsi sulle corte gambe, mentre le braccia erano molto più lunghe. Gli avambracci e le mani erano davvero abnormi in confronto al resto.
Il troll era agitato per qualche oscuro motivo, Ander aveva spiegato che erano mostri particolarmente stupidi e aggressivi. Quello doveva essere un comportamento piuttosto comune per loro. Colpiva a manate la parete, facendo tremare tutto attorno a sé. Aveva una forza incredibile e non la stava nemmeno usando seriamente.
"Fulmen: Electrosagitta!!"
Ander attaccò lanciando una saetta alle spalle del troll. Colpito in pieno, questo esplose in un grido di dolore e ira, ma si voltò subito, come se l’attacco magico gli avesse fatto in realtà poco più del solletico.
"Maledizione!" imprecò il cavaliere.
Il troll si guardò attorno con impazienza, i suoi sensi erano molto deboli, specialmente la vista. Di fronte a sé trovo solo Vash con lo spadone in pugno. Appena si accorse di lui, la creatura urlò di nuovo, esprimendo tutta la sua ferocia, che intendeva sfogare di lì a poco.
Vash partì all’attacco, ma il gigante cercò di schiacciarlo con il palmo della mano. Il cacciatore fu costretto a saltare in parte. Sarah scoccò una freccia, ma questa rimbalzò sul cranio del troll senza che questo se ne accorgesse nemmeno. Sentendosi inutile, la ragazza pensò che sarebbe stato comodo avere già a disposizione le frecce con la punta in mithril.
Il troll ruggì. Nella mano destra impugnava un osso enorme, probabilmente il femore di qualche altra gigantesca creatura che aveva ucciso. Cercò di colpire Vash usandolo come una specie di clava. Il cacciatore riuscì a evitare l’attacco abbassandosi, quindi contrattaccò colpendo il mostro al braccio.
Il gigante urlò rabbioso, vedendo il sangue scurissimo uscirgli dal taglio provocatogli. Scatenato, fendette l’aria con l’osso verso Vash, che questa volta non fu in grado di evitare l’attacco. Parò il colpo con lo spadone, ma la forza tremenda dell’avversario lo spinse contro la parete rocciosa. Lo schianto fu terribile e il giovane rimase a terra immobile.
"NOOO!!" gridarono Sarah e Diana.
"Stupido, cosa credeva di poter fare!!" si disperò Ander.
Il cavaliere puntò l’indice destro verso il mostro e scagliò un altro dardo elettrico, mettendoci più decisione. Questa volta il troll accusò il colpo e rimase stordito per un po’. Sarah si precipitò verso Vash, pregando che fosse ancora vivo.
"Sta indietro!!" tuonò lui improvvisamente, rialzandosi: "Questa è la mia preda!! Adesso iniziamo a divertirci!!"
Rivoli di sangue gli uscivano ai lati della bocca, ma il cacciatore stava nuovamente ritto in piedi, come se non gli fosse accaduto nulla. Il suo sguardo era cambiato e pure la sua espressione. Stava sorridendo, gli occhi ora parevano quelli di un folle.
"Vash, sei ferito! Non puoi continuare…" esclamò la ragazza.
Come se non esistesse nemmeno, lui le passò oltre di corsa, lanciandosi sul troll, che intanto si era ripreso dallo shock elettrico. Questo lo prese subito di mira a sua volta, cercando di colpirlo con un pugno dalla forza devastante. Vash schivò e l’attacco si infranse sul terreno, facendo tremare la galleria al punto da far cadere a terra Sarah. Il cacciatore fece un grande balzo verso il mostro e calò la spada, lacerandogli il torace dall’alto verso il basso. Il gigante finì indietro e andò a sbattere con la schiena sulle rocce. Il giovane guerriero iniziò a ridere con isteria.
"Alzati!! È solo un taglietto, non ho ancora finito con te!!" esplose in preda al furore dello scontro.
"Vash, approfittiamone per scappare verso l’uscita!" propose Ander.
Ma l’altro lo ignorò e attese che il troll si rimettesse in piedi. Adesso il mostro era del tutto fuori di sé. Gravemente ferito, iniziò a colpire alla cieca, con tutta la forza che aveva in corpo. Vash evitò facilmente gli attacchi, che finivano per schiantarsi sulle pareti della galleria. La montagna iniziò a tremare senza sosta, ma sempre più forte.
"Presto, usciamo da qui!!" insistette il cavaliere, cercando di convincere il compagno.
Dal soffitto iniziarono a crollare rocce dalle grosse dimensioni, ma il cacciatore continuava a fissare divertito il gigante fuori controllo, evitandone i colpi diretti a caso.
"Ragazze, venite qui!" le chiamò Ander, nascostosi sotto una rientranza del muro roccioso.
Lo raggiunsero appena in tempo, prima che il soffitto della miniera crollasse completamente. Il rombo che accompagnò il collasso della galleria fu altrettanto terrificante. La polvere si sollevò fittissima, ricoprendo tutto e facendo tossire i tre ragazzi.
Sarah alzò gli occhi nella direzione in cui avevano lasciato Vash, trovandovi solo un muro di fumo. Attesero interminabili momenti con la mano davanti al naso, mentre la nube di terra si diradava con lentezza. Finalmente riconobbero la sagoma del troll, sepolto sotto decine di massi enormi. Era morto schiacciato dal crollo del passaggio.
"VAAASH!!" gridò Sarah preoccupata.
Diana avanzò prudentemente, tenendo la torcia davanti a sé. Il polverone si stava ancora posando a terra, quando finalmente lo trovarono. Il cacciatore stava fermo in piedi, rivolto di spalle.
"Vash, stai bene?" domandò Diana mentre gli corse incontro.
"Mi dispiace…" sussurrò lui, senza distogliere lo sguardo diretto davanti a sé.
Quando anche Ander si accorse a cosa si stesse riferendo l’amico, imprecò.
"Il passaggio è bloccato!!" si lamentò: "Era l’unico modo per uscire da qui!!"
"No… non può essere…" si disperò Sarah: "Ditemi che non è vero!"
I quattro viaggiatori si guardarono a vicenda cercando un qualche conforto nel prossimo. Vash rimase immobile, sentendosi in colpa per non aver ascoltato il consiglio di correre via. Sarah si lasciò cadere in ginocchio, senza riuscire a trattenere le lacrime di frustrazione e panico. Non aveva la forza di continuare a vagare nella miniera. Diana posò la torcia e iniziò a spostare i massi che ostruivano il passaggio. Riuscì a smuovere solo quelli più piccoli e inutili.
"Lascia perdere, è fatica sprecata." le consigliò Ander sconsolato, portandosi le mani sui fianchi.
Sentì il contatto con qualche oggetto infilato nella cintura e si ricordò dei pezzi di forma cilindrica che aveva trovato nella miniera. Li estrasse incuriosito e li esaminò con attenzione.
"È finita, moriremo in questo posto dimenticato da tutti!" affermò Diana.
"Io… non ce la faccio più!" singhiozzò Sarah.
"Ragazzi, lasciatemi provare una cosa…" propose il cavaliere, attirando l’attenzione dei compagni: "Riparatevi dietro a quelle rocce e aspettate."

 
 
 
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Data di creazione: 15/04/2008
 

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