Negli anni 1970 fu sviluppato il nuovo concetto di ‘panico morale’ per spiegare come alcuni problemi sociali siano ipercostruiti e generino timori esagerati. I panici morali sono stati definiti come problemi sociali socialmente costruiti caratterizzati, sia nella rappresentazione mediatica sia nelle istituzioni politiche, da una reazione sproporzionata rispetto all’effettiva minaccia, spesso basata su statistiche folkloriche che, benché non confermate da studi accademici, sono ripetute da un mezzo di comunicazione all’altro e possono ispirare misure politiche. Secondo Philip Jenkins (uno dei principali studiosi dei panici morali), ‘la reazione di panico non avviene a causa di una valutazione razionale della scala di una particolare minaccia’. E’ piuttosto ‘un risultato di timori non ben definiti che, alla fine, trovano un centro drammatico e semplificato in un singolo incidente o stereotipo, che quindi funge da simbolo visibile per la discussione e il dibattito’.”
E’ con queste parole che inizia la ricerca del CESNUR (Center for Studies on new Religions). Il “centro drammatico e semplificato” di cui parla la ricerca trova oggi uno dei numerosi sfoghi nella vena catastrofista che ci sta sommergendo via media, tv, stampa e cimema. La fine del mondo, attacchi e invasioni aliene, complotti.
Di sicuro qualcosa di insolito c’è davvero, non si può negarlo. Gli oggetti volanti non bene identificati non sono ancora stati chiariti – o forse lo sono, ma non c’è dato di sapere con maggiore precisione.Il professor Dino Dini (morto nel 2004), collaboratore alla Nasa, dopo essere andato in pensione e quindi con la possibilità di parlare liberamente, ha iniziato a raccontare in diverse conferenze in giro per l’Italia le esperienze delle presenze aliene riscontrate nello spazio.O che dire della dottoressa Giulia D’Ambrosio, medico neuropsichiatra, che si occupa di quei pazienti vittima di abduction, ovvero rapimenti alieni.(vedi una mia intervista alla dottoressa )Di movimenti “sospetti” nei cieli ce ne continuano a essere. Ancora il 13 settembre scorso, il tg regionale rai della Lombardia, annunciava come il giorno prima fossero state avvistate delle sfere luminose sul cielo di Milano. La flottiglia, come viene chiamato il fenomeno, era stata osservata anche da un cameraman della Rai che l’ha ripresa. E infatti viene mostrato il filmato. Mentre la presentatrice specifica che gli “esperti” considerano la “cosa” del tutto naturale, anche se ancora non spiegabile!Detta così si può suscitare un sorrisino di derisione verso coloro che credono a tali “fantasie”. Sarà quindi meglio ricordare l’evento clamoroso del 27 ottobre 1954 accaduto a Firenze, che fu il preludio di successivi eventi di questo tipo che si manifestarono in tutta Italia.
Durante una partita di calcio nel primo pomeriggio: Fiorentina – Pistoiese, a un certo punto, come gli stessi giocatori raccontano, si accorsero che il pubblico rumoreggiava con grande sorpresa, nonostante non ci fossero state azioni nel campo che meritassero tale reazione. I giocatori smisero quindi di giocaere e quello che videre, fu davvero sorprendente. Il cielo sopra lo stadio costellato di oggetti volanti non identificati.
I media dell’epoca riportarono quegli avvenimenti, che continuarono tra l’altro, in particolare sulla Toscana, ma anche in molte altre zone d’Italia.
Qualcosa di inspiegabile c’è davvero.
E che dire poi dei Cerchi nel grano. Si iniziò a parlarne verso gli anni ‘70. In Inghilterra, nei campi di grano, o meglio di cereali, si formavano cerchi perfetti…
La cosa continuò e nel tempo divenne sempre più articolata e raffinata. Oggi abbiamo dei disegni che sono dei capolavori geometrici perfetti.
Di cui ancora non abbiamo una spiegazione.
Tuttavia, se da un lato ci sono davvero “cose” inspiegabili, dall’altro c’è il grosso pericolo di cadere in drammatizzazioni. Dannose, sia ai seri ricercatori, sia a coloro che subiscono l’onda delle notizie e non sono abbastanza preparati da ragionare con pensiero critico. Il pericolo di diffondere panico morale diventa così reale.
Il rapporto del Cesnur così continua: “I panici morali partono da una base nella realtà, ma crescono attraverso esagerazioni e statistiche folkloriche, quando commenti che sono appropriati solo se riferiti ad uno o più incidenti particolari sono generalizzati. (…) E’ nel far lievitare – non nel creare – il panico morale che gli ‘imprenditori morali’, con i loro interessi, entrano in scena.”
Accanto agli Ufo e ai Cerchi nel grano, oggi tocca alla fatidica data del 2012 suscitare apprensione.
Nei secoli c’è sempre stata una qualche profezia in agguato. Di sicuro le più note sono quelle di Nostradamus… Come i diversi i ricercatori hanno convenuto sono profezie davvero oscure in cui ci si può leggere ogni tipo di conclusione. Massimo Polidoro, nel suo “L’illusione del paranormale”, Muzzio editore, riassume egregiamente quanto in molti assieme a lui hanno appurato: “Le ‘quartine’ profetiche di Nostradamus sono talmente ambigue, fumose e incomprensibili che chiunque vi può leggere quello che preferisce.” Di seguito Polidoro riporta le diverse interpretazioni di vari studiosi di Nostradamus, evidenziando che, “come nelle celebri ‘macchie di Rorschach’, ognuno vede ciò che la sua personalità vi proietta. Anche nelle profezie di Nostradamus i vari interpreti vi proiettano significati presenti solo nelle loro stesse menti. Ciò che conta veramente è che Nostradamus non ha mai previsto nessun evento futuro. Anzi, le uniche due volte in cui ha indicato una data precisa per le sue profezie, si è clamorosamente sbagliato: in una prevedeva il culminare di una lunga e selvaggia persecuzione religiosa per il 1792 (che non c’è mai stata); nell’altra la totale distruzione della razza umana per il 1732.”
Senza andare molto indietro nel tempo si può ricordare l’avvento del 2000. Mille e non più mille, si sentiva dire allora, riprendendo i versi delle scritture. E di libri sulla “imminente apocalisse”, anche in quel caso ne uscirono a iosa! Poi non successe nulla e nemmeno il Millennium bug ha colpito! La fatidica data successiva è ora il 2012.
Lo studioso inglese Damian Thompson nel suo libro “La fine del tempo”, Neri Pozza Editore, così scrive: “Il millenarismo (ovvero la paura catastrofica della fine del mondo, n.d.a.) spesso nasce da sentimenti di deprivazione in materia di status, salute, sicurezza, autostima. Tende a svilupparsi in periodi di crisi (…) e può sorgere in qualsiasi tempo e luogo.”
In altre parole, momenti vissuti come pesanti e insicuri sono il terreno ideale per la proliferazione del “panico morale”. Aveva ragione lo scrittore inglese Gilbert Keith Chesterton quando affermava che se la gente non sa più a cosa credere finisce col credere a tutto.



Inviato da: mirchetto97
il 23/01/2011 alle 14:17