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L'amore per la famiglia.

Post n°14 pubblicato il 25 Agosto 2011 da narcoleptic.a
 

La famiglia, così come è costituita e in tutte le sue varianti stilistiche, è il cancro della società contemporanea. Inquinati siamo alle radici di un tronco menomato, senza via d'uscita affannati nella boccia intrappolati nell'utero matrigno dell'indifferenza. L'assenza della parte non è sempre equipollente alla mancanza, ma a tratti vi risiede l'essenza cognitiva del tutto. O del niente, mentre le forme si palesano nelle menti come insostituibili geometrie dei difetti. E il nuovo giorno verrà con l'urlo strozzato e impera la paura striscia sottopelle nell'animale che sapendo di crepare si contenta del mio buco in cui sostare.

 

photo by Roger Ballen

 

 

 
 
 

Lei

Ci vorrebbe uno sterminio di massa - pensò lei tra una cosa e un'altra, incrociando

le dita - il genere umano ha fallito da tempo, e ancora si ostina a riscattarsi

ma da cosa e da chi.

Bisognerebbe dichiarare quanto prima il fallimento e morire in un angolo con

dignità, proprio come fanno i cani e gli elefanti che vanno a crepare lontano

dal branco asfissiante.

Sì, ci vorrebbe uno sterminio - rispose l'altra- se non altro per noia.

Già, la noia. Amica, amante, moglie e madre di tutti. Nemico per pochi.

La Noia che lei conosce è in ogni perla di sudore incorniciato il viso crolla creando

echi di improvviso frastuono mentre Lei parla da sola o con elettrodomestici,

cammina strusciando i doppi tacchi, strepita nel suo goffo corpo buffo.

La Noia che io frequento è l'annichilimento dei sensi dovuto a

false corrispondenze tra significante e significato.

Dalla polvere alla sporcizia, il passo è breve. Avresti dovuto saperlo.

Prima o poi, i tuoi amici neri immaginari ti verranno a carezzare i capelli di notte.

Taci, tu che ti ostini a vivere una vita mancata, a sospendere giudizi

e a dare opportunità perché il quadro di Gesù che veglia e se ne

strafotte di noi, resterà lì anche se noi non ci saremo più.

E il giallo dei tuoi denti mi ricorda un po' il sole che disegnavo da piccola

e a me faceva schifo, e lo dovevo fare perché a te piace l'estate.

Lei dice non ti ascoltare, non li ascoltare, è solo lo stomaco che urla.

Non vi ascolto ma vi sento - insisto a dirle-

la cosa peggiore è sentire con tutti gli organi in corpo.

Vorrei morire ora

perché lo stomaco il fegato le costole il cuore il cerebro è tutto fuori me,

e quello che c'è fuori è dentro. Ma non vedi le mie pure nudità che si trascinano?

Rientro sempre più in me, lasciando le spine esteriori a Lei, e il vomito a voi.

E sento che non è ancora finita.

 


 

 

lasciami qui

lasciami stare

lasciami così

non dire una parola che non sia d'amore

 

(Annarella)

 
 
 

exe

Post n°12 pubblicato il 29 Giugno 2011 da narcoleptic.a

http://www.youtube.com/watch?v=6CSiU0j_lFA

 

 

I go through all this before you wake up

So I can feel happier to be safe again with you.



Attraverso tutto ciò prima che tu ti svegli

così sarò più felice di sentirmi ancora al sicuro con te al mio fianco.

 

 

 

 
 
 

la quiete al di là del lago.

I corpi stretti stretti
in un vortice esplosivo
di colori e sudore lascivo.
Non mi guardi più.
Eppure mi chiedi cosa siano i desideri.
Non senti più il rantolo del mio respiro.
Eppure mi chiedi dove mai abbia sepolto i miei.
I miei desideri sono lucciole sparse nel buio, al di là del Lago di Gelo.
I desideri sono tutto ciò che non è possibile sentire, scrivere, dire.
Una realtà capovolta,
un'eclissi improvvisa
o un arcobaleno fiorito...
o la purezza ritrovata in un buco umido
...e quei sorrisi bianchi.
Il caldo mi acceca, il tuo corpo mi brucia e la trama dei desideri ci soffoca.
...E laggiù la vita scorre tranquilla sulle teste di tutti.
Nulla di nuovo sotto il sole, come dentro lo stomaco.

 

 



Ritornare dentro è la strada più sicura per uscirne.

 

 

 

picture by Francesca Woodman

 
 
 

La Vita Interiore - Alberto Moravia (recensione confidenziale)

Post n°10 pubblicato il 15 Febbraio 2011 da narcoleptic.a
 

 

Leggere La Vita Interiore è viaggiare in noi. Spesso è il coraggio che manca perché la vigliaccheria è uno dei maggiori mali del nostro secolo, è il prodotto dell'ignoranza. Si ha terrore di scoprire cose mai sentite prima, di vedere ciò che ci circonda con gli occhi dello stomaco, del cervello, del cuore.

Chi ascolta la Voce non ha paura di essere solo.

Chi ascolta la Voce ascolta sé stesso.

 

 

La vita interiore, ed. Bompiani, Milano, 1978.

 Quattrocentottopagine suddivise in tre sezioni, la portata imponente può scoraggiare anche i lettori più ardui e, forse, ha scoraggiato lo stesso Moravia visto che ha impiegato sette anni per partorire tale opera. A fine lettura ci si rende conto che sette anni è un giusto tempo, addirittura riduttivo per la tematica sviscerata e trattata con cura, si sa che gli scrittori sono i migliori psicanalisti del genere umano e in più hanno l'alibi della letteratura: si immergono nel profumo dell'inchiostro, si nascondono tra i capitoli, tra la rotonda morfologia delle lettere.

 

  • Il romanzo ci viene presentato dall'autore stesso come una lunga intervista all'unica protagonista/antagonista chiamata Desideria. L'autore è indicato con il pronome "Io" - all'inizio mai invadente, distaccato e quasi in tono giornalistico- si limita a fare domande e ad approfondire i fatti raccontati dalla bella e giovane ragazza. Più il racconto prende corpo, più l'autore-intervistatore si anima e diventa partecipativo, dando anche giudizi soggettivi e cercando di scavare sempre di più nel personaggio.

 

  • Il nome non è stato scelto a caso: Desideria è colei che suscita altrui desideri reconditi (talvolta incestuosi come nella madre adottiva Viola). La vita della ragazza cambia proprio come quella di Giovanna d'Arco quando compare "la Voce", non altro che alter ego antagonista di lei stessa, infatti, il percorso narrativo e intimistico raccontato si regge sulla lotta tra Desideria e quello che le ordina la sua voce interiore, a cui è impossibile sfuggire, perché crea una forma di dipendenza. Prima dell'apparizione della Voce, la ragazza in età dello sviluppo era grassa e goffa, considerata da Viola un essere inutile, da ignorare, un'oloturia.
  • Altro topos letterario è il rapporto di odio/amore tra madre e figlia adottiva, rapporto che diventa incestuoso col passare del tempo e con il fiorire della bellezza di Desideria. Altri personaggi vi ruotano intorno e tutti saranno vittime della Voce di Desideria, lei stessa compresa.
  • Desideria, nonostante la sua bassa genealogia (la madre naturale era una prostituta) di fatto fa parte della corrotta borghesia romana di fine anni '60 ( da notare, non a caso, il tempo della narrazione è il sessantotto) mentre la Voce interiore è quella voce antiborghese, rivoluzionaria insurrezionalista, anticapitalistica e giustizialista. Sì, perché la Voce in un certo senso è contro ogni tipo di soprusi ed ogni mezzo sarà lecito per raggiungere i suoi scopi.
  • La lotta interiore verrà vinta dalla Voce che diventerà sempre più personaggio esteriore, annullando Desideria e tutta quella amara fetta di società a cui appartiene.

 

La singola vicenda  (Moravia avrebbe avuto non pochi problemi in quel periodo se avesse davvero voluto raccontare i fatti senza artifici letterari) è estesa all'intera umanità in subbuglio degli anni '70 (il tempo reale coincide con quello della narrazione).

La Voce Interiore è quindi una sorta di forza estremista insurrezionalista, è chiaro il riferimento alle Brigate Rosse che l'autore tramite il punto di vista di Desideria appoggia totalmente.

 

L'opera va letta con cura e attenzione, preferibilmente lontano dai pasti.

 
 
 
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