una sola regola. l'uso necessario dell'intelligenza. perchè madre natura non ha lesinato materia grigia con alcuno. niente censure e nessun censore. qui ognuno è davvero libero di esprimersi. chi si sente offeso, può accomodarsi fuori.
sorvolo, perchè sono allegro, sul fatto che la mia marinaia, in attesa di 'colombo', mi abbia appena fatto ingurgitare una tonnellata di falsità immonde del fido giornalaio di mediaset. sorvolo anche sul pubblico comizio tenuto dal cavaliere in piazza a milano, una nuova ondata di populismo becero, e viene solo da sperare che il jfk di casa nostra non ceda ai richiami delle sirene. 'vuoi vedere - mi son detto nei giorni scorsi - che siccome non è riuscito a convincere donna veronica, ora si butta direttamente su don silvio?' no, la smetto, ho detto sorvolo, e mantengo. sono allegro perchè da venerdì scorso ho ricominciato ad andare a scuola. corso di aggiornamento teorico e pratico, quaranta settimane, ogni venerdì pomeriggio. vuol dire che dovrò lavorare il sabato mattina per recuperare, ma il pensiero di limitare, smussare (non eliminare, per carità) la mia ignoranza giuridica, mi mette allegria e mi stimola. e mi da uno sprone ad affrontare con più voglia (l'impegno è già tanto) il mio lavoro. alla mia età non più proprio virginale non è male. sono allegro perchè stamattina dovevo andare a un convegno, ma l'ho saltato. era una tavola rotonda interessante, c'erano personaggi illustri (non faccio nomi), e il tema era 'diritti di vita e di morte: eubiosia, eutanasia e testamento biologico', organizzato da... serenissima gran loggia di rito simbolico italiano. l'ho saltato, nonostante mi interessasse davvero molto, perchè il cuscino, stamattina, non ne voleva sapere di lasciarmi andare. anche questo mi mette allegria: potere, ogni tanto, dirmi 'chi se ne frega' e lasciare che le cose prendano il loro corso. il suo corso, stamattina, era che avevo sonno e stavo bene a letto e in casa era caldo e fuori si gelava e mi andava così. e chi se ne frega. sono allegro perchè, quando son riuscito a schiodarmi dalle lenzuola, sono andato a pranzo sull'appennino umbro. tartufo, buon vinello, un pò di grigliata e un dito di grappa. fuori, i primi fiocchi di neve. si può desiderare di più, in una quieta domenica d'autunno? piccola digressione, ma anche questa mette allegria. ieri pomeriggio, solita corsetta (ok, la meno corta stavolta, corta come i pochi - circa 10 - km che ho fatto). lettore mp3, musica varia (soprattutto sting, police, u2 e pink floyd). classici, ma anche piccoli divertissement da 'rimastone' nostalgico degli anni '80 ve ne lascio un pezzettino, in premio un sorriso a chi la riconosce. nel giro di tutti i pensieri, un ricordo che mi ha fatto intimamente sorridere, di quei sorrisi che mi riconciliano con il mondo e con gli angeli. domenica 15 luglio ero a londra. quel giorno tirava giù acqua a intermittenza, ma quando la tirava erano secchiate. in italia erano i giorni del caldo insopportabile, a londra, nei momenti di ombra o nuvole, ci voleva il maglioncino. nel pomeriggio abbiamo deciso di inoltrarci verso la zona nord, e pian piano siamo arrivati ad hampstead heat. dire che è un parco meraviglioso è qualcosa che non rende l'idea. più piccolo di hide park, forse, sicuramente meno famoso. ma la vista che ti offre di londra, da parliament hill, è qualcosa che toglie il fiato. da lì, a piedi, in dieci minuti eravamo al cimitero monumentale di highgate, quello, per intenderci, dove è sepolto karl marx... di fronte ad edmund spencer! era tardi, forse due minuti prima della chiusura, più probabile due minuti dopo. all'ingresso, al cancello, un vecchietto molto distinto, dignitoso e gradevole nell'aspetto, nell'abbigliamento, dai modi molto gentili. ci ha visto avvicinarci al cancello, e più ci appressavamo più lo sguardo sereno si apriva in un sorriso bello, mesto, pieno di empatia nei nostri confronti. prima ancora che stessi per chiedergli se potevamo ancora entrare ci ha guardato con enorme semplicità e ci ha detto, scandendo parola per parola, quasi a scusarsi di quanto stava per dirci, con fare estremamente gentile e fermo allo stesso tempo: 'I am so sorry, we are closed'. mentre parlava quel sorriso si allargava e si riempiva di comprensione. ... mentre correvo, ieri, ho ripensato a quelle parole così ben scandite, a quella comprensione, a quella gentilezza. c'è da essere in pace col mondo e con gli angeli, appunto. per il prossimo secolo almeno.
Inviato da: nagual_juan
il 01/01/2011 alle 02:07
Inviato da: goetterbote
il 01/12/2009 alle 18:47
Inviato da: venuss99
il 28/11/2009 alle 13:33
Inviato da: chimicamd
il 28/11/2009 alle 07:38
Inviato da: venuss99
il 12/11/2009 alle 14:47