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UIKI: PRESIDENTE DEL CONSIGLIO APPOGGIA LA POLITICA MILITARISTA TURCA CONTRO I KURDI

Post n°68 pubblicato il 28 Ottobre 2007 da gaibo

Comunicato Stampa

Roma, 26/10/2007
Comunichiamo di aver appreso con grande rammarico la dichiarazione del Presidente del Consiglio Romano Prodi riguardo le azioni militari intraprese dalla Turchia contro il popolo kurdo. Ricordiamo a tal proposito che la Turchia sta portando avanti da tempo attacchi contro i kurdi e il PKK, nonostante i numerosi cessate il fuoco unilaterali proclamati negli anni dai guerriglieri kurdi, compresso l’ultimo che risale 24 ottobre 2007.

Come comunità kurda che vive in Italia, riteniamo che la Turchia non si stia avvicinando all’Unione Europea proprio a causa dei combattimenti e delle politiche di massacro anti-kurde. Cogliamo quindi l’occasione per ricordare che il Presidente del Consiglio Turco, Erdogan, si serve di politiche militariste contro tutto il popolo kurdo, il quale certamente non dispone dei potenti mezzi militari che la Turchia utilizza nei continui attacchi a spese di un popolo i cui diritti elementari sono notoriamente negati. Vorremmo inoltre far notare al Presidente del Consiglio, che la questione kurda va affrontata con il dialogo e non con metodi militaristi adottati in questi giorni dal Presidente Erdogan. Riteniamo piuttosto che il recente evolversi della situazione sia dovuto alla stabilità e all’autonomia di cui comincia a godere la regione federale del Kurdistan iracheno, situazione non particolarmente gradita dal governo e dall’esercito turchi.

Abbiamo recepito le parole del Presidente del Consiglio Romano Prodi come un sostegno e un via libera alla Turchia affinché possa procedere con l’opera di sterminio e annientamento del popolo kurdo, in forte contrasto con il principio di pace espresso dalla Costituzione italiana che, ne siamo certi, anima anche il Presidente Prodi. Pertanto ci auguriamo con forza che nell’imminente visita di Erdogan a Roma del 7 e 8 Novembre, il Presidente Prodi possa richiamarsi e fare riferimento alla risoluzione approvata alla Commissione Esteri della Camera il 20 Dicembre 2006, che in breve impegnava il governo “a favorire in ogni modo, sia nelle sedi bilaterali sia in quelle multilaterali europee, l'avvio di un dialogo volto a promuovere lo sviluppo di condizioni idonee a garantire la conciliazione, la stabilità nel sud-est della Turchia e la soluzione politica della questione kurda e del conflitto esistente”.

 
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