Non accenna a diminuire la tensione al confine tra la Turchia e i miliziani curdi dell'ex Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk). Gli ultimi due giorni sono stati caratterizzati da violenti combattimenti, con sconfinamenti in profondità nel territorio iracheno da parte dei militari turchi.
miliziani del pkkScontri violenti. Le forze speciali turche hanno annunciato di aver ucciso, due giorni fa, 30 miliziani curdi a Semdinli, mentre questi preparavano un attacco in grande stile contro una caserma militare della cittadina. Sempre i militari turchi hanno affermato che, la scorsa notte, un altro attacco dei ribelli del Pkk è stato respinto dopo pesanti combattimenti nella cittadina di Hakkari, sempre contro una caserma di gendarmi. Nessuna fonte del Pkk ha confermato.
Per tutta la giornata di ieri, gli F-16 e gli elicotteri Cobra dell'esercito turco hanno bombardato a tappeto le montagne attorno a Sirnak, dove secondo le autorità di Ankara si annidano i ribelli del Pkk in nascondigli e cunicoli sotterranei. In un clima che si fa sempre più rovente, è giunta ieri la richiesta del Consiglio per la sicurezza nazionale (Csn) al governo di finanziare l'eventuale incursione nell'Iraq settentrionale.
f-16 in volo sui cieli di istanbulLa diplomazia arranca. ''Noi siamo totalmente determinati a intraprendere tutti i passi necessari per mettere fine a questa minaccia. L'Iraq non dovrebbe essere una fonte di minaccia per i suoi vicini. Benché noi rispettiamo l'unità e l'integrità territoriale dell'Iraq, la Turchia sta perdendo la pazienza e non tollererà l'uso del territorio iracheno per gli obbiettivi delle attività terroriste'', ha tuonato oggi il presidente turco Abdullah Gul. ''Siamo pronti a tutto'', ha tuonato Gul, al quale oggi ha risposto il Pkk con una dichiarazione di Abdul Rahman Al-Ciaderci, membro dell'ufficio politico del Pkk e responsabile dei rapporti internazionali, che ha dichiarato: ''Siamo pronti ad accogliere positivamente qualsiasi proposta di soluzione politica del conflitto con la Turchia, ma hanno anche adottato tutte le misure militari necessarie. Siamo pronti a colpire in profondità in tutto il territorio turco e non solo in Kurdistan”.
Il clima è sempre più incandescente, e il presidente Usa George W. Bush ha invitato i contendenti alla calma, ma la situazione pare sfuggire di mano di ora in ora.
Christian Elia ( Peace Reporter)
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il 23/04/2009 alle 16:36
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