Ozgur Gundem 29.10.2007 In occasione del “congresso della società democratica” che ha avuto luogo nello scorso fine settimana a Diyarbakir è stato proposto come modello di soluzione politica per i problemi in Turchia l’’Autonomia democratica”. 500 delegati hanno discusso sulle riforme amministrative e politiche necessarie per l’attuazione di un modello del genere.
Le discussioni nel corso della prima giornata si sono incentrate sull’intervento introduttivo di Leyla Zana, ex parlamentare del DEP che ha proposto come immediata misura per la soluzione della questione kurda il trasferimento di Abdullah Ocalan dal carcere di Imrali in un altro carcere, dove possa essere possibile per lui la comunicazione. Nella nuova costituzione deve essere riconosciuta l’esistenza dei kurdi e garantito l’esercizio della propria lingua e cultura.
Al congresso della durata di tre giorni si cerca di dare insieme una risposta alla domanda: “Cosa vogliono I kurdi in Turchia? Con il concetto “ Autonomia democratica” si intende un distacco dall’idea di forte stato nazionale centralistico e un rafforzamento delle strutture comunali. E’ stata posto l’accento sul fatto che l’unità territoriale della Turchia non deve essere toccata.
Non si auspica nemmeno una autonomia etnica o una certa autonomia per certi territori, bensì solamente una organizzazione di un sistema di consigli, che rappresenti gli interessi dei diversi gruppi sociali.
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il 23/04/2009 alle 16:36
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