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Viaggio nel Kurdistan turco, Newroz 2007

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Diritti negati

Post n°111 pubblicato il 18 Marzo 2008 da gaibo

Conoscere la situazione dei diritti umani e' sempre la precondizione per capire il grado di democrazia di un Paese; per questo l'incontro con l'Ihd, associazione che si occupa di diritti umani, e' fondamentale per tutti noi. In mattinata incontriamo, nella sede di Mardin, il segretario dell'Ihd E.K. Con lui facciamo una lunga chiacchierata. Anche se la Turchia, sulla carta, ha armonizzato alcune sue leggi in vista dell'entrata nell'Ue, in realta' nulla e' cambiato. Le violazioni piu' frequenti e piu' pesanti riguardano il diritto alla vita, specialmente in questo ultimo periodo in cui ci sono state operazioni militari che hanno causato molte vittime civili. La situazione si e' maggiormente acutizzata in questi ultimi mesi con gli attacchi nel Nord Iraq; inoltre proprio in questo periodo molti villaggi sono stati evacuati per ragioni di sicurezza. La tortura resta una delle violazioni piu' frequenti nei confronti della minoranza curda, come frequente e' l'impunita' per i torturatori. Mardin, cosi' come Batman, ha anche il triste primato degli omicidi d'onore ai danni delle donne. Gli attivisti per i diritti umani, anche i membri dell'Ihd, hanno subito e continuano a subire numerose minacce.

Lasciamo Mardin per un pomeriggio tutto al femminile. Ci aspettano le donne della cooperativa Kadin, la prima nel suo genere a Kizeltepe. In una zona in cui l'unico lavoro consentito alle donne e' stare in casa, fare figli e badare alla famiglia, vederle invece insieme con lo sguardo puntato ad un obbiettivo comune ci riempie di speranza. Lo scopo della cooperativa e' quello di "liberare le donne" consentendo loro una fonte di guadagno autonomo per affrancarsi dal controllo di una societa' patriarcale. Insieme imparano a leggere e scrivere, a tessere ricami che raccontano la loro cultura, a fare il pane per poi rivenderlo ai negozi della citta'. Un progetto sostenuto dalla locale Agenda 21, che ha preso forma grazie al coraggio di 16 donne che hanno voluto far sentire la propria voce superando la diffidenza degli uomini e le difficolta' del contesto in cui si trovano a vivere. A raccontarlo e' Serife, la direttrice della cooperativa che ora ci sorride dietro alla sua scrivania ordinata aspettando solo di mostrarci il laboratorio di tessitura che si trova nel seminterrato.

Il pranzo e' prenotato in un ristorante speciale. E' gestito solo da donne. Anche in questo caso il sostegno arriva dalla locale Agenda 21, ma e' stata la sindaca di Kezeltepe ad aiutare queste donne assicurando loro un luogo per svolgere le attivita' dell'associazione e gestire il ristorante che contribuisce al suo autofinanziamento. Tra le attivita' dell’associazione si conta un progetto di alfabetizzazione per donne curde che ancora non conoscono il turco, percorsi di sostegno psicologico e di reinserimento sociale.

Ormai e' tardo pomeriggio. Lasciamo Kiziltepe, dove alcuni di noi torneranno per il Newroz e per incontrare la sindaca, e dopo una sosta in un antico monastero ortodosso color zafferano, arriviamo a Nusaibyn.

 
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