L'accusa è quella di appoggio ad attività separatiste Istanbul, 12 giu. (Apcom) - Non c'è solo il partito islamico moderato al governo (Akp, Partito per la Giustizia e lo sviluppo) che rischia la chiusura. Oggi il Dtp, il partito curdo per la società democratica presenta la sua difesa alla Corte Costituzionale dopo che il procuratore generale della Repubblica, Abdurrahman Yalcinkaya, ha chiesto alla suprema corte di chiuderlo per attività separatiste, volte "a disintegrare l'unità della Nazione". Il provvedimento riguarda oltre 200 attivisti del Dtp fra cui anche 8 parlamentari. La difesa del partito contiene anche una breve storia del problema curdo per meglio inquadrare la sua nascita e la sua azione politica. Stando alla procedura adesso il partito curdo dovrà presentare la sua difesa oralmente davanti alla Corte Costituzionale. Difesa sulla quale poi il procuratore Yalcinkaya dovrà esprimere la sua opinione. Seguirà poi un rapporto sull'intero processo che verrà esaminato dal supremo consiglio della Corte Costituzionale che dovrà quindi decidere se chiudere il partito o meno. Il tutto durerà ancora 2-3 mesi. Per il partito al governo il periodo sarà ancora più lungo, se si considera che l'Akp deve ancora depositare la sua difesa finale e testimoniare verbalmente davanti alla corte. La faccenda è anche più complicata dal punto di vista giuridico. La procura generale infatti non solo ha chiesto la chiusura dell'Akp, ma anche l'interdizione dalla vita politica per 71 dei suoi membri fra cui il premier Recep Tayyip Erdogan, il presidente della Repubblica Abdullah Gul e altri 69 dirigenti del partito fra cui ministri, parlamentari e sindaci.
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