Creato da veleblu il 27/03/2008

CON IL SILENZIO

parlo allo specchio che riflette me stessa

 

 

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di più non si può

Post n°442 pubblicato il 04 Dicembre 2009 da veleblu

Non ho parole per spiegare la gioia che sto vivendo in questo momento, davvero, non ne trovo.
Ieri non era in programma di vederci, avevamo già concordato che sabato (domani) sarei venuta da te, ma tu hai insistito, insistito così tanto che non potevo dirti di no, e oggi non sai come sono felicissima di aver detto di si. Ci vediamo una volta alla settimana sin da quando ci siamo incontrati la prima volta, questa continuità l’abbiamo sempre mantenuta, però l’altro giorno ho sentito molto forte il desiderio che avevi di vedermi, di sfruttare quell’occasione  che ero sola fino a metà pomeriggio, solo per il piacere di stare abbracciati, baciarci, guardarci negli occhi e coccolarci.
La mattinata è passata chiacchierando gioiosamente, ma anche seriamente e di questo ne avevamo bisogno, visto che quando siamo insieme certi argomenti li lasciamo fuori dalla porta e se ne parliamo al telefono si crea qualche incomprensione, ci siamo tanto baciati, abbracciati, ribaciati, accarezzati e a anche amati, la passione non l’abbiamo potuta tenere a bada anche se ci si era detto che non avremmo fatto l’amore.
Belle quelle ore, ma la cosa che mi ha fatto sentire la donna più felice del mondo è stata la passeggiata romantica che abbiamo fatto per le vie del centro, nella pausa pranzo. Abbiamo percorso vicini vicini, sfiorandoci furtivamente ogni tanto la mano, guardandoci negli occhi come fanno i classici fidanzatini, le vie che percorro tutte le mattine e le sere per andare e tornare dall’ufficio. Hai riconosciuto la musica che quel “fisarmonicista di strada” suona tutte le mattine sotto i portici e che senti al telefono quando ci passo vicino, ci siamo specchiati nelle stesse vetrine che mi soffermo a guardare e che poi ti descrivo se vedo un abito che mi piace; ti sei attardato, con quel tuo sorriso sornione, davanti alle vetrine di biancheria intima, quelle che mi chiedi sempre di guardare e di descriverti cosa espongono per carpire cosa mi piace e poi regalarmelo. Non è la prima volta che passeggiamo per la mia città, però avevo sempre sognato di poter camminare al tuo fianco, guardando e indugiando davanti alle vetrine illuminate, commentare le cose esposte come se dovessimo acquistarle per  un “noi insieme”.
Ieri non mi sono preoccupata di essere vista da qualcuno, sentivo l’aria fresca che mi accarezzava il viso e nessuno sarebbe stato in grado di togliermi il sorriso che avevo stampato: ieri ho vissuto con te una quotidianità parallela alla mia di sempre, fatta dagli stessi piccoli e grandi gesti e piaceri, non lasciandoci, per un giorno, prendere dalla sfrenata passione che abbiamo sempre quando ci incontriamo e che ci porta diritti a “rotolarci tra le lenzuola, chiudendo il resto del mondo fuori.


(
sottotitolo: tanto domani recuperiamo)

 
 
 
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