Creato da veleblu il 27/03/2008

CON IL SILENZIO

parlo allo specchio che riflette me stessa

 

 

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enormemente felice

Post n°533 pubblicato il 22 Settembre 2010 da veleblu

Ricordo che man mano che si avvicinava la data della partenza, l’adrenalina saliva. I giorni passavano lenti, cercavo di sognare come sarebbe stata quella settimana con te, ma non ci riuscivo, avevo paura che succedesse qualcosa e non si partiva più.
Poi il giorno è arrivato.
Sono partita da casa con il mio carico di bugie per poterti vedere, respirare, vivere. Avevo 7 giorni di libertà davanti a me. E libera mi sentivo. Libera di entrare nella vita che realmente vorrei vivere.
Collegati come sempre al cellulare, mi stavi già aspettando in aeroporto. Non arrivi mai tardi, ma questa volta non lo ero neppure io.
Corro veloce, le scale mobili mi sembrano troppo lente, la valigia, il bagaglio a mano, la voglia di vederti, i pavimenti troppo lisci, le scarpe con il tacco, mi fanno cadere lunga distesa, sulla valigia di un viaggiatore, lasciata li a due passi da lui, ma in mezzo al largo corridoio. Mi rialzo, che male al braccio e al ginocchio, mi guardo, i pantaloni non si sono rotti e neppure sporcati, sorrido, mi prenderai in giro per i lividi, ma tanto sei abituato. Alzo gli occhi e ti vedo, mi stai venendo incontro, sei abbronzato, sei bellissimo.
Emozionati ci abbracciamo forte forte. Un bacio, un altro ancora, e ancora...Sono felice.
Ecco non c'era più niente nella mia testa, solo tu. Niente passato, niente ricordi, niente doveri. Tu e basta. E una settimana tutta da inventare.
Ci teniamo per mano mentre andavamo verso l’imbarco. Tu che fai battute, io che rido per ogni cosa che dici. Tu, che guardi un po’ i monitor per sapere dove andare e un po’ me per dirmi “come sei bella”.
Come mi sentivo tua, sola tua.
Sapevamo tutti e due che ci saremmo amati come non mai, che avremmo fatto tutto quello che non possiamo fare quotidianamente. Sapevamo anche che durava 7 giorni e poi saremmo dovuti tornare a casa, che stavamo rubando la felicità, che l’avremmo pagato caro il ritorno, ma non ci interessava, non stavamo guardando un film alla televisione e sognare di esserne i protagonisti, lo stavamo proprio girando quel film.

Non abbiamo vinto l’Oscar...però non dimenticheremo mai quei momenti.
             

 
 
 
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