Creato da veleblu il 27/03/2008

CON IL SILENZIO

parlo allo specchio che riflette me stessa

 

 

« mi piace venire a casa tualadro... »

null'altro importa....

Post n°543 pubblicato il 29 Novembre 2010 da veleblu

Veleblu si sveglia, fuori dalla finestra non sente alcun rumore. Nevica.
Un sorriso le arriccia le labbra. E’ domenica, non andrà a camminare. Nevica. Eppure continua a sorridere. Scopre le gambe liberandosi delle lenzuola bianche, riavvia una ciocca di capelli addormentata sul suo viso e butta un occhio alla sveglia.
Ore sette e sedici minuti. Mancano cinquantuno minuti.
Non sarebbero pochi, ma sa già che i pensieri la distrarranno e rallenteranno le sue azioni.
Si stira e si alza. A piedi nudi si avvia verso la cucina. Acqua, ha bisogno di acqua. Ne beve un bicchiere colmo ma non si prepara la colazione, la farà più tardi.
Io.solamente.iio nei pensieri. Colazione insieme. Biscotti, torta, il cucchiaino che tintinna sui bordi della tazza del caffè, e non mescolerà solo zucchero, ma anche la dolcezza nel suo cuore. La marmellata spalmata sul pane e sarà come spalmare sulle sue mani calore e zucchero che poi lei le donerà. Poi una doccia per due. I capelli lavati da mani forti e delicate allo stesso tempo.
Veleblu si sposta in bagno camminando leggera e sognante. Entra in doccia. Il getto d’acqua calda la rinvigorisce. Raccoglie tra le mani una noce di bagnoschiuma e inizia ad insaponarsi. Prova a non pensare alle mani di Io.solamente.iio che la lavano come fosse una bambina, ma non le riesce. Chiude gli occhi ed immagina sia lui a lavare la sua pelle.
Un brivido la sorprende. Lava via il sapone e si asciuga in fretta, è tardi, il treno non aspetta.
Torna in camera da letto ed apre l’armadio. Sceglie biancheria, calze, pantaloni e maglia. Tutto rigorosamente bianco. Ieri era in gonna e biancheria nera. Poi spezzerà il tutto con una collana e con un giaccone.
Inizia a vestirsi poi ci ripensa, vorrebbe cambiare, guarda la sveglia. Ore sette e quarantacinque. Deve raggiungerlo, è tardi.
Suona il telefono, è lui. Ne sente il sapore. Ne percepisce l’odore. Come al solito le tiene compagnia mentre lo sta raggiungendo. Si raccontano, quanto non è stata bella la notte appena trascorsa. Essere vicini, ma dormire separati.
Veleblu scende dal treno e si avvia verso il piazzale della stazione. Nevica, tutto è bianco e tra un minuto lui la troverà li ad aspettarlo. E' lievemente in ritardo: nevica.
- Scusi lei è quella con l’ombrellino rosso? Le sussurra al telefono?
- Si! – Lei alza gli occhi e lui è li.
Una corsa in macchina, l’albergo,la sala colazione, si sorridono tenendosi la mano sopra il tavolo, è come se lei non avesse mai lasciato quell’albergo la sera prima. Mangiano guardandosi con occhi innamorati, ricordano le colazioni a Barcellona, poi....
Non avranno molto tempo prima di dover uscire. Un’ora, forse poco più. Ma in sessanta minuti, pensano, si possono fare molte cose.
Null’altro importa.
            

 
 
 
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