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DEVETAK
Post n°2 pubblicato il 09 Novembre 2005 da ventanas
Colonnello, -disse- hai chiuso una parte del tuo ventaglio! Ma un ventaglio semichiuso arieggia meno di uno aperto. Durren Murray Boris Skerk, vitovska 2003,barrique di 3' e 4' passaggio,12.5° vol. Il colonnello assaggia il giallo liquido che sgorga dalla bottiglia a temperatura simile a quella del sottobosco esterno. Gli piace, tutto è a posto. Il minerale rimpiatta con il legno, un sottobosco bianco di rimessa, cenni di corniola e di fieno stipato. Il collonnello esala entusiasmo, siamo sempre più a posto...ed è solo l'inizio: siamo nel Kras, siamo a casa, una delle tante. Il vino non è filtrato, nessuno di noi lo è. Vitivska in bocca si spalma morbido, poco acido ma sostenuto dalla personalità che è solo la sua voglia e il modo di concedersi. Il colonnello dice che anche lui è così. Noi gli crediamo. Se contasse qualcosa la coerenza nella vita, ma la cosa è dubbia, diremmo che il cetriolo è meglio non abbinarlo al vino, ma se è in forma di marmellata delicata ed il vino è questo, va fatto. E' come abbinare corpo e anima di singoli umani. Non c'è automatismo, due essenze possono vivere accanto senza riconoscersi; solo i predestinati o i molto volenterosi riusciranno nell'intento. Zidarich malvasia istriana 2002, 13° vol. vaniglia accennata e mandarino squillante come l'olio del Carso e la determinazione delle cameriere di terroir. Le belle (femmine di 1° livello) sono sedute, le incerte (femmine di 2° livello ) si muovono tra i tavoli, le bestie (livello 3) sono fuori dalla porta ma non si accaniscono a bussare: è perche non vogliono entrare; noi le accoglieremmo. Il rifiuto altrui si radica spesso sulla propria rinuncia a vivere. Un insetto entra nel bicchiere del colonnello, lo esplora ma ne esce vivo, perchè non ha avuto paura: noi avremmo solo assitito al suo suicidio, senza intervenire. La malvasia ci induce a questa riflessione: un vino va guardato, annusato, gustato e baciato ma anche ascoltato. Introduciamo il quinto senso nella degustazione: se appoggio il bicchiere all'orecchio avverto il rumore della schiusa delle uova preistoriche che hanno regalato la mineralità a quasta malvasia. Il colonnello approva con entusiasmo: sta riaprendo il ventaglio, presagendo gradi superiori. Ferluga Sauvignon 2000, 14° vol. Giallo paglierino tendente all'oro, luminoso come gli occhi del colonnello e di chi lo descrive. Diciamo che noi di solito facciamo di tutto per farci vedere veramente contenti delle nostre azioni, affinchè non si dubiti (gli dei non dubitino) della nostra voglia di stare al mondo in un certo modo. E desideriamo si sappia che nessuno è tenuto a parlare se non ha qualcosa da dire. Meglio tacere e dare l'impressione di sembrare stupidi che parlare dandone la certezza. Meglio allora dare, tacendo, la tua (poca) conoscenza a chi ha voglia di riceverla davvero con la sua (molta) sensibilità. I migliori successi in entrata paiono ottenersi spendendosi molto in uscita. Il colonnello approva ma ha appena subito uno shock termico da sorbetto: le guance si retraggono in una smorfia antartica, bere un sorso è come leccare il dorso di un pinguino. La tavolo è il luogo dove esiste minor ipocrisia. L'altro luogo sono le terre di confine, mappe solo giurisdizionali e non mentali. Rencel Teran 2002, 12° vol. si sente il terroir; si dice che è lui che marca i vini più del vitigno. Forse quest'ultimo ricerca nel primo la sua completezza. Beviamo anche un caffè Yemen Matari. Un condannato a morire assetato nel deserto si salvò seguendo i pensieri/visioni evocati dalla masticazione di bacche di arabica. La natura salva laddove l'uomo condanna, e quindi solo in essa troviamo salvezza. Il ventaglio è di nuovo tutto aperto. Si sale. Ma più sali e più il panorama si fa ampio. Siamo saliti in cima a un monte, al seguito di un colonnello ma agli ordini di nessuno,affinchè il panorama sia ampio. Qui, agli dei piacendo, si conviene che la donna meriti l'abbandono al proprio narciso. Buonanotte.
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