Da "Il balcone" di Jean Genet
Contesto: superbordello gestito da Madame Irma (ovviamente a pagamento) in piena rivoluzione francese quando i quartieri nord di Parigi sono già caduti.
Protagonisti: giudice e ladra
Dice il giudice alla ladra:
"La mia entità di giudice promana dalla tua entità di ladra.Basterebbe che tu non ti prestassi.....Ma non ti salti in mente!...... Che tu non ti prestassi ad essere chi sei - perchè io cessassi di esistere...... e sparissi, evaporato. Disintegrato. Volatilizzato. Negato. (.....)Ma allora?Ma allora? Mica ti rifiuterai, vero? Mica ti rifiuterai di essere una ladra, sarebbe malvagio. Sarebbe delittuoso. Mi impediresti di esistere! (Implorante). Dimmi, gioiuzza, amor mio, mica ti rifiuterai?
LADRA(civettuola): E chissà?
GIUDICE: Cosa?Che hai detto? Me lo negheresti? Dimmelo, dove. E dimmi quello che hai rubato.
LADRA(asciutta e alzandosi): No.
GIUDICE: Me lo dici dove? Non essere crudele.....
LADRA:Non mi date del tu, se non vi dispiace.
GIUDICE: Signorina......Signora. Ve ne prego. (Si getta in ginocchio). Vedete, sto supplicandovi. Non mi lascerete in una posa simile, aspettando di essere giudice. Se non ci fosse il giudice, poveri noi, ma se non ci fossero i ladri?
termina così, alla fine di una dura notte di lavoro:
"Bisogna tornare a casa, dove tutto, non dubitate, sarà ancora più falso che qui"
e menntre sta spegnendo l'ultima luce;
"Dovete andarvene, passerete a destra"
Inviato da: volandfarm
il 25/03/2009 alle 09:33
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il 25/03/2009 alle 09:30
Inviato da: minsterr999
il 25/03/2009 alle 09:23
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il 25/03/2009 alle 09:12
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il 25/03/2009 alle 09:03