...angoscia, sofferenza, farfalle che non volano più...tutto questo e forse qualcosa di più...
sei tu....
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Ho licenziato Dio
gettato via un amore
per costruirmi il vuoto
nell'anima e nel cuore.
Le parole che dico
non han più forma nè accento
si trasformano i suoni
in un sordo lamento
mentre fra gli altri nudi
io striscio verso un fuoco
che illumina i fantasmi
di questo osceno giuoco.
Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Chi mi riparlerà
di domani luminosi
dove i muti canteranno
e taceranno i noiosi
quando riascolterò
il vento tra le foglie
sussurrare i silenzi
che la sera raccoglie.
Io che non vedo più
che folletti di vetro
che mi spiano davanti
che mi ridono dietro.
Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Perchè non hanno fatto
delle grandi pattumiere
per i giorni più usati
per queste ed altre sere
e chi, chi sarà mai
il buttafuori del sole
che li spinge ogni giorno
sulla scena alle prime ore
e soprattutto chi
e perchè mi ha messo al mondo
dove vivo la mia morte con anticipo tremendo?
Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Quando scadrà l'affitto
di questo corpo idiota
allora avrò il mio premio
come una buona nota
mi citeran di monito
a chi crede sia bello
giocherellare a palla
con il proprio cervello
cercando di lanciarlo
oltre il confine stabilito
che qualcuno ha tracciato
ai bordi dell'infinito.
Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Tu che m'ascolti insegnami
un alfabeto che sia
differente da quello
della vigliaccheria.
De Andrè
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Inviato da: tramontorosa
il 11/12/2018 alle 19:54
Inviato da: ladyasia16
il 05/08/2011 alle 07:24
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il 06/07/2011 alle 01:38