Creato da veuve_cliquot il 10/01/2011

La Specola

"Non mi piace la via che conduce qui e là. Non bevo alla fonte verso cui tutti s'intruppano. Detesto ciò che é comune, popolare e senza regole" Callimaco

 

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DEMOCRAZIA

Post n°105 pubblicato il 20 Novembre 2011 da veuve_cliquot

Salvator Rosa: Cincinnato

 

Non ho mai sentito parlare così tanto di democrazia come in questi giorni in cui si è insediato un governo non democraticamente eletto. Ma ci sembrava molto più democratica l’elezione al buio, in cui si votava un partito ma non il candidato che veniva scelto dai capi, ritrovandoci poi “nani e ballerine” (letteralmente) alle camere o al governo? Si continua a parlare di democrazia sospesa e di governo tecnico. Ma vi sembra un governo tecnico quello che per far passare qualsiasi proposta dovrà passare sotto le forche caudine delle nostre camere in cui rimangono ben inchiodati alle loro seggiole persone che vivono di voti di scambio e interessi personali? Questo sarà pur sempre un governo che nasce per volere dei mercati e forse anche delle banche, ma non saranno né il mercato né le banche né i finanzieri a votare le loro proposte.

Personalmente sono ben felice di avere questo governo: se si presentasse alle elezioni lo voterei senza riserve, per la prima volta vedo al governo gente competente da quel che risulta dai loro curricula. che non ha passato la vita in giochetti di sottobosco politico o a portare la borsa al politicante di turno, a passare da uno schieramento all’altro fregandosene beatamente se chi l’ha votato credeva in un’idea politica e poi ritrova il suo voto in uno schieramento che ha altre idee, che ha sfruttato per fare la bella vita tutti i benefit loro concessi dalla carica disinteressandosi completamente dell’unico compito che era stato loro affidato: governarci cercando di migliorare le condizioni del nostro paese invece di buttarci nel baratro a un passo dal fallimento.

Se la democrazia è quella che ha portato alle camere e al governo certe figure, forse bisognerebbe ripensare questa parola. L’attuale governo è un governo non direttamente uscito dal parlamento ma proposto dal nostro Presidente della Repubblica per ragioni di emergenza perché non c’erano altre alternative. Qualcuno dirà che si poteva andare a votare: ma non pensate che questa via era impraticabile sia per i tempi di attuazione, sia perché probabilmente il centro destra non ce l’avrebbe fatta e il centro sinistra avrebbe avuto una maggioranza estremamente risicata, legata a forze di minoranza (il terzo polo o il SEL o IDV) che avrebbero dato l’appoggio immediato pur di conquistarsi la cadrega per entrare al governo, ma poi avrebbero iniziato a fare i distinguo ad ogni proposta di legge non conveniente per la loro parte (e mi sembra che questa esperienza l’abbiamo già vissuta con il governo Prodi)? Quanto al senso di responsabilità dei nostri politici, ci credo poco: i due partiti di maggioranza hanno capito l’uno che avrebbe perso le elezioni e l’altro che avrebbe avuto una maggioranza troppo piccola che l’avrebbe costretto ad alleanze che sarebbero diventate l’ago della bilancia del suo governo. Inoltre governare adesso avrebbe significato prendere decisioni assolutamente impopolari: meglio che a tirar le castagne fuori dal fuoco ci pensi qualcun altro mentre loro pensano a rifarsi un nuovo look per le prossime elezioni.

Ma la cosa che mi fa più paura è che le leggi che proporrà il nuovo governo (che non ha avuto poteri assoluti) dovranno passare dal parlamento e che il consenso che gli è stato attualmente dato è un consenso contrattabile e ritirabile quando queste leggi toccheranno gli interessi personali o di lobby a cui sono legati i nostri politici: se il governo Monti dovrà contrattare ogni decreto, sarà un disastro. Monti ha parlato di rigore, crescita, equità. Credo che sia su quest’ultima parola che dovrà puntare se vuole che i cittadini continuino ad appoggiarlo: credo che ognuno di noi accetterebbe qualche sacrificio pensando che tutti siamo chiamati a farli e non sempre e soltanto i soliti noti che pagano le tasse fino all’ultima lira e che continuano a chiedersi come mai in Italia circolano così tante auto di lusso o non si trova un posto da affittare nei vari porti turistici sapendo che sono ben pochi coloro che dichiarano redditi che permetterebbero di possedere auto di lusso e barche. Il taglio ai costi della politica e la lotta all’evasione fiscale dovrebbero essere le cose da incentivare: nel primo caso il ritorno monetario non sarebbe alto ma sicuramente avrebbe un significato simbolico molto elevato; nel secondo caso si potrebbero recuperare molti soldi che potrebbero servire per attuare un programma di riduzione delle tasse e di sviluppo.

E’ per questo che spero che l’opinione pubblica, che in base alle indagini demoscopiche è molto solidale con il nuovo governo, lo continui ad appoggiare pur sapendo che qualche sacrificio dovrà essere fatto e che non veda solo i sacrifici personali ma che capisca che questi sacrifici sono necessari per rimettere in sesto il nostro paese e per dare un futuro ai giovani e magari una vecchiaia più serena a noi.

 

 
 
 
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Perché un altro blog? Non credo che il mondo ne abbia necessità ed esso non nasce nemmeno da un mio bisogno di esprimere fatti o sensazioni personali.

Non sarà quindi né un diario personale, né una valvola di sfogo di sentimenti ed emozioni.

Scriverò di fatti, articoli di giornali, libri, frasi che mi hanno fatto pensare, ragionare, riflettere, che mi sono piaciuti o non piaciuti, che hanno risvegliato il mio senso critico e anche qualche rotellina un po' arrugginita del mio cervello.

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