Creato da veuve_cliquot il 10/01/2011

La Specola

"Non mi piace la via che conduce qui e là. Non bevo alla fonte verso cui tutti s'intruppano. Detesto ciò che é comune, popolare e senza regole" Callimaco

 

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VOYEUR

Post n°113 pubblicato il 23 Gennaio 2012 da veuve_cliquot

Fra Angelico: San Nicola salva tre condannati a morte

Una cosa che mi ha stupito nel naufragio della nave Concordia è stato il numero di filmati da cellulari e cineprese effettuati dai passeggeri. Personalmente non saprei se in quei momenti in mezzo alla folla in preda al panico, su una nave inclinata, in mezzo al mare e con una gran paura addosso, avrei pensato di tirar fuori la mia macchina fotografica che porto sempre con me in vacanza ( sempre che non fosse in cabina) per fotografare quanto succedeva. E non credo nemmeno che tra i passeggeri ci fosse qualche inviato della Reuters o della Magnum per cui quelle foto, per chi le fa per mestiere, avrebbero rappresentato uno scoop. Ricordo che mi colpì allo stesso modo vedere le persone che sfilavano davanti al cadavere di Giovanni Paolo II e che con i cellulari scattavano foto. Oggi invece ho visto su internet la foto di due fidanzati che andati all’isola del Giglio “in pellegrinaggio” si sono messi sorridenti in posa in modo tale che venisse ripresa anche la nave naufragata.

Dire: io c’ero e mostrare magari le foto  sembra sia diventata una moda comune che supera la paura ed evidentemente anche il buongusto. Questo gusto di vedere e ora, con le nuove tecnologie, filmare quanto succede, anche se quello che è successo non è una cosa piacevole, non è certo una moda recente: ai tempi dei romani si andava al Colosseo a vedere i gladiatori o i cristiani sbranati dalle belve, nel medioevo si andava ad assistere ai roghi delle streghe o degli eretici, poi alle impiccagioni o alle ghigliottine. Anche piazzale Loreto a Milano era pieno di gente nel 1945. Cosa spinge gli esseri umani ad assistere a spettacoli che non credo siano molto piacevoli da vedere? Cosa spinge giovani, madri di famiglia, persone che probabilmente non farebbero mai nulla di male a nessuno, ad assistere a spettacoli fondamentalmente poco piacevoli? Cosa spinge a vedere alla televisione certe trasmissioni in cui la gente piange, si lancia accuse, litiga, soffre, mostra quello che fino a pochi anni fa si preferiva non mostrare per ritegno, vergogna, riservatezza? Non ho altra spiegazione se non pensare che siamo un mondo di voyeur, ci piace guardare dal buco della serratura e più la persona dall’altro lato dello schermo mostra le proprie emozioni, più siamo soddisfatti. Ormai il Colosseo è diventato lo schermo della nostra televisione

Ma sembra che più passa il tempo, più bisogna elevare la soglia dell' emotività: bisogna risvegliare l’emozione in chi guarda, ricercare la sensazione violenta. Siamo ormai intossicati da stimoli, da sensazioni che non nascono dal nostro interno ma ci vengono servite su un piatto d’argento. Sensazioni non nostre ma risvegliate con immagini che ci propina la televisione o internet. Gli imperatori romani organizzavano gli spettacoli nei circhi per imbonire la folla...e ora, per quale motivo ci propinano certi spettacoli?

Ma tutto questo ha un senso per noi spettatori? Cosa ho in più nel momento in cui vedo gli ultimi istanti di vita di un dittatore o il viso pietrificato di una madre a cui viene annunciato in diretta il ritrovamento della figlia morta? Ho bisogno veramente di queste emozioni per sentirmi viva? Sono così carente, vuota di emozioni personali da sentire il bisogno di introiettare quelle di uno sconosciuto? Oppure sto semplicemente facendomi imbonire da qualche imperatore?

Commenti al Post:
roseilmare
roseilmare il 23/01/12 alle 21:50 via WEB
E i pellegrinaggi a casa di Sabrina Misseri? Ma si può? Rimango sempre più basita dalle miserie dell'animo umano.
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 24/01/12 alle 10:54 via WEB
Ma da cosa derivano queste miserie? Io cerco di darmi una risposta, assolutamente personale e forse errata: dalla totale mancanza di valori. Il miglioramento economico, il benessere, non si è accompagnato a un miglioramento culturale. Anzi i valori che una volta erano, almeno quelli, forti anche in chi non aveva una cultura (il senso della famiglia, la religione, la patria), si sono ormai sgretolati e al loro posto non è rimasto nulla se non un bieco consumismo. E allora bisogna riempire questo vuoto con qualche cosa che dia una ragione all'esistere e questa ragione si trova, forse, in questa aberrante ricerca dell'emozione altrui, che sostituisce la propria mancanza di emozioni. :))
 
   
roseilmare
roseilmare il 24/01/12 alle 22:37 via WEB
Sai che non ti so rispondere? Ti scrivo il mio pensiero e ti chiedo scusa se è una enorme cavolata. Credo che ci sia in queste persone, nel loro dna, qualcosa di malato. Ha del patologico infatti scegliersi quale meta turistica un posto dove è avvenuto un delitto o una disgrazia, che è costata la vita a delle persone. Questo qualcosa di malato, di putrido prescinde, a mio avviso, dalla mancanza di cultura e di valori. Fa specie che ce ne siano tantissime di persone così e sempre di più.
 
     
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 25/01/12 alle 14:44 via WEB
Potrebbe essere un'ipotesi. Ma mi farebbe perdere ogni speranza nella possibilità di miglioramento e soprattutto deresponsabilizza i soggetti: se questo è inscritto nel DNA, non sono colpevoli. Invece preferisco l'ipotesi della stupidità personale! :))
 
trixty
trixty il 23/01/12 alle 23:27 via WEB
è come dici tu: siamo dei voyeurs. Riallacciandomi al tuo post precedente, anche ogni lettore è voyeur, un voyeur positivo, vuole sapere come va a finire la storia, cosa pensa quel personaggio, di chi s'innamora... Così nella vita, c'è chi è voyeur con un segno negativo, e diventa bulimico di scene violente, di sangue, va a vedere gli incidenti... Non hai mai notato che più è brutto l'incidente, più è la folla che va a vedere "lo spettacolo"?! è un cattivo gusto dilagante, ineducato e pco rispettoso.
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 24/01/12 alle 11:28 via WEB
Mi vengono in mente quelle colonne di auto che si formano quando c'è un incidente, e anche se sono già arrivati i soccorsi e si potrebbe passare senza problemi, tutti rallentano per "vedere". E' vero, forse la nostra vita non ci basta e abbiamo bisogno di vivere altre vite. Ma la vita che vivi attraverso un libro è diversa da quella in cui vuoi diventare spettatore di fatti di cronaca. Quello che continuo a chiedermi è: ma questo atteggiamento voyarestici, cosa dà a queste persone? Cosa li spinge a questi "pellegrinaggi" in cui poi alla fine c'è ben poco da vedere? Si sentono più importanti? Hanno finalmente qualche cosa da raccontare ad amici e parenti e per questo riescono a sentirsi più importanti? :))
 
   
trixty
trixty il 24/01/12 alle 22:25 via WEB
L'ultima che hai detto! Penso.
 
Lolablu7
Lolablu7 il 23/01/12 alle 23:29 via WEB
Io tento di darmi una risposta sussurrata,perché mi fa paura.Secondo me c'è un assopimento delle emozioni,una mancanza di consapevolezza delle cose,una reale e grave incapacità di cogliere il senso profondo degli eventi.Io sono fragile,lo so,ma non reggo dinanzi al dolore degli altri;mi interessano le storie,ma non le immagini.Pensa che oggi c'era gente che mangiava il panino dinanzi alla nave!Ma si può?Ti riporto una frase che ho sentito dire tempo fa ad una signora:"Ma lo sai che quasi,quasi quando il telegiornale non dà brutte notizie,io resto male?" e ti ho detto tutto.:-))
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 24/01/12 alle 11:45 via WEB
La penso come te e anch'io sono una che non regge alla vista di certe scene: sono riuscita a sfuggire alle immagini dell'impiccaggione di Saddam Hussein ma non a quelle della morte di Gheddafi che erano comparse improvvisamente durante il telegiornale. Ma, stomaco o meno, quello che mi stupisce è la morbosità con cui vengono seguiti certi fatti di cronaca (da Cogne ad Avetrana) e come sia permesso prima del dibattito in tribunale che l'opinione pubblica si faccia giudice. Devo riconoscere che anche i protagonisti ci mettono del loro: dalle interviste volanti ai talk show, a facebook (credo che, anche se assolto in assise, Sollecito avrebbe fatto meglio a non divulgare le foto con la nuova fidanzata su facebook). L'apparire ha sostituito qualsiasi altro valore. Sicuramente le foto che vengono scattate sui luoghi delle tragedie vanno a finire da qualche parte per essere viste dalla maggior parte delle persone. Io, che parto dal presupposto che qualsiasi nostra azione dovrebbe avere un fine, in questi casi mi chiedo: ma che scopo hanno? Di imbonire un popolo e di non farlo pensare ad altro? In effetti, quando la crisi stava ormai per sommergerci, le notizie più importanti erano le intercettazioni telefoniche e il caso Ruby. Senza dubbio, la signora di cui mi parli, in crisi di astinenza da qualche mese, deve aver ricevuto finalmente una boccata di ossigeno dal naufragio del Concordia! :))
 
avvbia
avvbia il 24/01/12 alle 13:08 via WEB
profondo post sulla società contemporane dei consumi dell'avere ma anche del vedere,dell'essere guardoni. cosicchè tutti ci troviamo immersi in un villaggio globale,in uso spettacolo a volte indecoroso .Lo aveva previsto un pco di tempo fa un filosofo tale mc luhan scritto forse male ma che sicuramente conosci!sopratutto lui si riferiva alla impotanza della tv! ora ci son i teleofonini-macch. fotografiche a portata di tutti! ed aumenta allora la banalità,il voler PARTECIPARE(ma a cosa..)o fotografare il circo come dici anche tu mediatico! la tecnica a volte ci uccide o ci fa pensare poco! e scatena alcuni dei più bassi istinti dell'uomo....ciao. gino
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 24/01/12 alle 20:26 via WEB
Oppure siamo noi che ci ostiniamo a pensare che l'uomo è migliore di quello che ci appare dopo questi episodi? Sai, è una domanda che mi sto ponendo da qualche tempo vedendo tutto quello che succede: che la TV spazzatura sia solo lo specchio della nostra società. E' essa che cambia la società o è la società a volere questo? In fondo nessuno obbliga a vedere certi spettacoli, o a fare certi "pellegrinaggi". Saremmo diversi se ci proponessero spettacoli diversi, o ci danno quello che vogliamo vedere? Sinceramente mi sta venendo qualche dubbio! :))
 
rteo1
rteo1 il 24/01/12 alle 13:46 via WEB
Giusta riflessione e analisi. Il voyerismo credo che sia patologico, quando lo si viva come una necessità; diversamente, il prendere la notizia, come fatto di attualità, e rifletterci sopra ritengo che sia un modo per condividere degli eventi, seppur lontani dalla propria quotidianità. Purtroppo non sempre si riesce a gestire la propria personalità e la razionalità, e così si rischia di superare la linea tra la cosiddetta normalità e il patologico, il morboso. La TV è uno strumento utile, ma a volte può essere nocivo; dipende da come la si usa.
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 24/01/12 alle 20:34 via WEB
Quello che trovo scandaloso non è la notizia ma il modo come la notizia viene manipolata dai mass media, trasformando tragedie in spettacoli.Per esempio quelli che dovrebbero essere i programmi di approfondimento spesso si trasformano in tribunali, in luoghi in cui si stimola solo la parte emotiva e non quella razionale dell'ascoltatore. :))
 
coccoildrillo
coccoildrillo il 25/01/12 alle 08:34 via WEB
M'associo all'ultimo commento: i media sono i maggiori responsabili d'un modo di comportarsi che ha poco dell'umano.Insistono in modo assolutamente morboso (e malato) su ogni assassinio e/o disgrazia che sia commovente , s'ergono a giudici senza averne nè i titoli ne' le capacità, dividono le menti deboli in innocentisti e colpevolisti, il processo è fatto PRIMA d'arrivare in tribunale. Il disgraziato capitano avrà colpe non c'è dubbio ma NON tutte !!! La maggior parte sono dell'armatore, scialuppe fuori uso ecc.ecc. e, poco per volta saltano fuori, DOPO CHE L'hanno marchiato per tutta la vita. Guardoni perchè incapaci di pensare,d'essere sereni nei giudizi.......
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 25/01/12 alle 14:48 via WEB
Credo che molto se non tutto dipenda proprio dall'ingurgitare in modo assolutamente acritico quello che ti propina la televisione. Ma la coscienza critica è un percorso personale che difficilmente le persone hanno fatto. Molto più semplice aggregarsi al "pensiero maggioritario". :)) p.s.: come stanno i mici, sempre in forma?
 
charquai67
charquai67 il 26/01/12 alle 09:19 via WEB
Molti vivono ormai soltanto "virtualmente". Lo spettacolo del mondo arriva nelle cucine e nei salotti della gente. C'è chi poi "vive" in internet o nei videogiochi una finta vita parallela.
Si cattura lo spettacolo del mondo pensando così di esserne parte incolume.
I bambini giocano.
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 26/01/12 alle 09:37 via WEB
E' molto più facile rimuovere, vivendo vite " a proprio uso e consumo". Ma la realtà alla fine ritorna sempre e a volte, per chi l'ha solo vissuta in cucina o nel salotto, diventa difficile da accettare, quando poi non diventa difficile trovare soluzioni. Il mondo non è quello di internet, né dei videogiochi dove basta un click per fermare tutto. La realtà a volte ti aggredisce con situazioni che non immaginavi nemmeno potessero accadere...e accadere proprio a te! Grazie. :))
 
   
charquai67
charquai67 il 26/01/12 alle 09:44 via WEB
Sì, ma nel frattempo: i bambini giocano.
E' un mondo di ignavi sanza 'nfamia e sanza lodo
:-)
 
     
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 26/01/12 alle 13:03 via WEB
Ma poveri bimbi! Non si fa vedere loro il nonno in ospedale perché potrebbero impressionarsi ma possono benissimo vedere certe immagini che scorrono alla tele o sui video giochi. La morte, quella vicina, viene nascosta, mentre essa viene mostrata loro tutti i giorni come qualche cosa che appartiene a un mondo che non esiste. E così il concetto di morte diventa qualche cosa di irreale, essa appartiene solo al gioco e come tale viene introiettata ed è facile poi uccidere chi ti si oppone. :)) p.s.: forse sono uscita un po' fuori tema!
 
     
charquai67
charquai67 il 27/01/12 alle 10:18 via WEB
E' una digressione che ci sta. E' comunque attinente al questione "Realtà-Finzione-Realtà finto-virtuale"
I videogiochi li vieterei!!! Ne ho visti certi che hanno una violenza delirante...e ci giocano i ragazzini. Nel senso che i genitori li lasciano giocare!
Temo che ci attenda una bella generazione di rincoglioniti!
(al posto di quei genitori pirla non riuscirei a dormire la notte: si sa mai che al nanetto gli venga il raptus di sgozzarmi nel sonno pensando che "è per gioco"!)
 
     
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 27/01/12 alle 15:42 via WEB
Il problema non credo siano i bambini, ma i genitori che permettono loro di rimbambirsi davanti ai video giochi, non controllando nemmeno che tipo di giochi fanno. Per bimbi che stanno tutto il pomeriggio chiusi in casa con poche possibilità di socializzare con altri bimbi (una volta si giocava in mezzo alla strada o nel cortile del condominio), il fatto che si piazzino davanti alla tele o al video gioco, per mamme o baby sitter rappresenta un po' di calma per loro (considerando quanto riescono a essere pestiferi i bimbi odierni!) :))
 
ziryabb
ziryabb il 26/01/12 alle 12:22 via WEB
Non è finita.Ci sono più o meno 1000 sopravvissuti Italiani.E siamo contenti per loro.Finita la paura ora si passa alla seconda fase.Tutti in TV a raccontare la loro storia e noi doppiamo fare zapping in continuazione per evitarli.Qualcuno parteciperà anche a qualche reality,senza parlare delle interviste rilasciate ogni giorno alla stampa locale e nazionale.C'è anche di peggio.Un tipo si presenta ad un casting a Cinecittà per partecipare a Forum con questo C.V:
sono il cugino di terzo grado di un sopravvissuto della nave.E basta?
Dite la verità ,non avete per caso un vicino di casa che era sulla nave?
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 26/01/12 alle 13:06 via WEB
Sto aspettando con ansia questo esercito di sopravvissuti che parteciperanno a talk show o reality...non vorrai mica che ci neghino la loro "verità"? Per quel che riguarda la tua ultima domanda, in genere sono così di corsa che al massimo riesco a dire due parole sul tempo con chi sale in ascensore con me...però mi hai dato una buona idea per future interessantissime conversazioni! :))
 
diogene51
diogene51 il 26/01/12 alle 15:15 via WEB
Difficile interpretare cosa c'è nella mente di certe persone...penso che ci sia una ricerca di sicurezza, in questo mondo dove nulla è più sicuro e stabile. Per i protagonisti del naufragio diventa un modo per sfuggire all'ansia, al panico, un modo giusto, in fondo, perché il panico è il prodotto più nefasto di queste situazioni e se io fotografo quello che avviene è perché ho la sicurezza che mostrerò poi le foto agli amici e potrò dire "ho vissuto questa avventura"...il pellegrinaggio ai luoghi celebrati dai delitti o dalla pubblicità (la gente andava in pellegrinaggio alla colonica del "Mulino Bianco", che sta in Toscana, sulla strada Massetana- non è che ci sono andato, è che per lavoro ho fatto spesso quella strada) è un modo per riempire la vuotezza dell'esistenza di molte persone, che non hanno interessi o hobbies che li gratifichino, che si annoiano....
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 26/01/12 alle 20:43 via WEB
E' un punto di vista a cui non avevo pensato: evidentemente chi fotografa spera di poter mostrare lui stesso le foto e non che rimangano da documenti per i posteri. Penso che quei "pellegrinaggi" equivalgano al giro che nei giorni festivi si fanno nei centri commerciali: io penso sempre "ma non hanno altro da fare per passare il tempo?"...evidentemente no, evidentemente libri o concerti o musei o mostre non rientrano nei loro interessi personali. :))
 
avvbia
avvbia il 26/01/12 alle 23:08 via WEB
In merito al tuo interrogativo(se siamo peggiori noi o la tv..), ti dico che mi sono posto spesso il problema:ma ,se la tv è lo specchio della società,dovrebbero dico dovrebbero essere i politici ad indirizzare il mezzo a fini migliori,culturali non sempre di audience(tanto hanno il canone..) e nn di spazzatura come dici:purtroppo i dirigenti massimi sono invece minimi:da Zavoli agli altri!! ciao.PS grazie della assiduità che mi hai riconosciuto:RECIPROCO!! ah ah
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 27/01/12 alle 15:53 via WEB
Ormai si rincorre la pubblicità e quindi il maggior numero di persone che vede quella pubblicità. Ma siamo proprio sicuri che se non si desse da nessuna parte la tv-spazzatura, la gente spegnerebbe la televisione? Secondo me, continuerebbe sempre a guardarla, magari imparando ad apprezzare altri programmi...pia illusione? Ma evidentemente tutte le televisioni dovrebbero comportarsi in questo modo, per cui credo proprio sia una pia illusione. :))
 
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Perché un altro blog? Non credo che il mondo ne abbia necessità ed esso non nasce nemmeno da un mio bisogno di esprimere fatti o sensazioni personali.

Non sarà quindi né un diario personale, né una valvola di sfogo di sentimenti ed emozioni.

Scriverò di fatti, articoli di giornali, libri, frasi che mi hanno fatto pensare, ragionare, riflettere, che mi sono piaciuti o non piaciuti, che hanno risvegliato il mio senso critico e anche qualche rotellina un po' arrugginita del mio cervello.

Sarà il blog di una persona che ritiene ancora di avere un cervello pensante libero da ideologie, dottrine, fedi e prese di posizione o di campo acefale.

 

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