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l'isola che non c'è

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FARE LA SPESA

Post n°166 pubblicato il 16 Settembre 2008 da vflipper

E’ stato calcolato che la terra potrebbe nutrire 10 miliardi di persone che si alimentassero come gli indiani; 5 miliardi che seguissero la dieta degli italiani; ma solo 2,5 miliardi con il regime alimentare degli statunitensi. Questo perché la metà dei cereali che produciamo servono per alimentare gli animali che mangiamo. 820 milioni di persone nel mondo muoiono di fame e altre 800 milioni mangiano come se di pianeti a disposizione ne avessero 5. L’agricoltura industriale e chimica oggi è la causa di un terzo di tutte le emissioni di gas serra che stanno uccidendo il pianeta. Se il nostro futuro e quello della biosfera dipendono da come produciamo e consumiamo quotidianamente cibo, questo carica tutti noi di responsabilità, subito, ora.


Dal film "Rataouille"
"Se è vero che siamo ciò che mangiamo, io voglio mangiare solo cose buone!" Ma per mio padre?"
"Il cibo è carburante, se fai lo schizzinoso su quello che metti nel serbatoio finirai a secco, quindi mangia la tua spazzatura!!!"

e allora cosa facciamo...beh pensiamo come acquistare, siamo NOI a determinare il mercato, anche se spesso non ce ne rendiamo conto...


 

(vi consiglio di
guardare più o meno dal minuto 5 e 50sec del primo video- ma tutta la puntata è illuminante!!!)

Io mi ho deciso di fare parte di un G.A.S. Gruppo di Acquisto Solidale

Cosa sono i Gruppi di Acquisto Solidale (G.A.S.)?

Un gruppo d’acquisto e' formato da un insieme di persone che decidono di incontrarsi per acquistare all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire tra loro.La storia dei gruppi d'acquisto solidali in Italia inizia nel 1994 con la nascita del primo gruppo a Fidenza, quindi a Reggio Emilia e in seguito in diverse altre località. Nello stesso periodo si diffonde in Italia l'operazione "Bilanci di Giustizia", lanciata a fine '93, che chiede alle famiglie di verificare sul bilancio famigliare l'incidenza delle loro modifiche allo stile di vita.
Dove possibile, le famiglie si ritrovano in gruppo nel quale affrontano temi di interesse comune e si organizzano per praticare comportamenti equi nella loro zona. Spesso i gruppi dei Bilanci di Giustizia praticano gli acquisti collettivi tra le loro attività.

Si ma... perché si chiama solidale?


Un gruppo d’acquisto diventa solidale nel momento in cui decide di utilizzare il concetto di solidarieta' come criterio guida nella scelta dei prodotti. Solidarieta' che parte dai membri del gruppo e si estende ai piccoli produttori che forniscono i prodotti, al rispetto dell’ambiente, ai popoli del sud del mondo e a colore che - a causa della ingiusta ripartizione delle ricchezze - subiscono le conseguenze inique di questo modello di sviluppo.

Perché nasce una G.A.S.?

Ogni GAS nasce per motivazioni proprie, spesso però alla base vi è una critica profonda verso il modello di consumo e di economia globale ora imperante, 
insieme alla ricerca di una alternativa praticabile da subito. Il gruppo aiuta a non sentirsi soli nella propria critica al consumismo, a scambiarsi esperienze ed appoggio, a verificare le proprie scelte.

Come nasce un G.A.S.?

Uno comincia a parlare dell’idea degli acquisti collettivi nel proprio giro di amici, e se trova altri interessati si forma il gruppo. Insieme ci si occupa di ricercare nella zona piccoli produttori rispettosi dell’uomo e dell’ambiente, di raccogliere gli ordini tra chi aderisce, di acquistare i prodotti e distribuirli... e si parte!

Criteri solidali per la scelta dei prodotti

I gruppi cercano prodotti provenienti da piccoli produttori locali per avere la possibilita' di conoscerli direttamente e per ridurre l’inquinamento e lo spreco di energia derivanti dal trasporto. Inoltre si cercano prodotti biologici o ecologici che siano stati realizzati rispettando le condizioni di lavoro.

Una rete

I gruppi di acquisto sono collegati fra di loro in una rete che serve ad aiutarli e a diffondere questa esperienza attraverso lo scambio di informazioni.
Attualmente in Italia sono censiti un centinaio di GAS.


Tramite il GAS entra nella mia casa verdura di stagione (perciò adesso niente asparagi!) proveniente da un contadino che abita e lavora in una delle valli bresciane, prodotti biologici che i membri storici del mio GAS hanno scelto anche tra quelli di altri produttori, la verdura arriva il venerdì pomeriggio, un sacchetto in cui non so mai bene cosa troverò e molto dipende dal tempo che c'è stato nell'ultimo periodo (per esempio questa estate che ha piovuto fino ai primi di luglio l'insalata ha fatto fatica a crescere e ci è arrivata solo da metà luglio in poi), poi compro tramite il GAS le uova che si ritirano una volta al mese alla riunione, i formaggi (anche quelli con ritiro dal responsabile formaggi una volta ogni 2-3 sett), la pasta (con ordini ogni 3 mesi, anche se per noi che siamo solo in due è difficile progettare su un così lungo termine) e i detersivi (anche quelli con ordini 2-3 volte l'anno). Ma si può acquistare di tutto: dal riso alle lenticchie e altri legumi, la farina (molti dei gassosi si fanno il pane in casa...io non ho il tempo...), arance in inverno (che arrivano dalla sicilia e sempre da agricoltura bio), mele e pere in inverno, pesche e prugne in estate, vino e olio e adesso stiamo attivando anche l'acquisto di vestiti in cotone e lana Bio (tipo mutande, canottiere, magliette, felpe e jeans, anche se devo dire che sono un po' cari...).
L'organizzazione prevede che ci si incontri una volta la mese (siamo circa 40 famiglie, ma non ci siamo mai tutti alle riunioni!!!!) per parlare di varie ed eventuali e per discutere di un argomento in particolare (i pannelli fotovoltaici, il risparmio di acqua ed energia) con la presenza di esperti del settore; poi c'è un responsabile di prodotto (cioè uno che si incarica dell'ordine della verdura, uno di quello della frutta, uno per i formaggi, uno per le arance, ecc.) e a lui vengono mandati gli ordini via mail alle varie scadenze fissate dal calendario adistribuito a inizio anno. Sembra difficile ma una volta entrati nell'ingranaggio poi tutto fila liscio.
Non è una fissazione e vi assicuro che talvolta è anche faticoso, perchè passare la sera del venerdì o il sabato mattina a pulire la verdura sporca di campo non sempre è piacevole. Io non sono rigida e a volte una scappata al supermercato la faccio per le varie dimenticanze (e anche perchè molti gassosi sono vegetariani, ma io alla carne e al pesce non so rinunciare...), ma ritengo che in ogni caso uno ogni tanto deve prendersi le sue responsabilità, anche su come e cosa mangia e su come questo influenza il mondo che lo circonda. Spero di non fare la parte della maestrina, ho solo voluto condividere una mia idea (come sempre sul blog) con la speranza che magari ispiri qualcuno che come me è infastidito dal fatto che qualcuno faccia soldi sul niente (la famosa filiere lunga) e sugli imballaggi oltre che sul correlato smaltimento dei rifiuti, e ad andarcene di mezzo siamo noi e gli agricoltori di tutto il mondo...

Buona serata
Bisous Flip

 
 
 
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Grande, grande, grande - Mina
Sally - Vasco
Silent Night - Elvis Prisley
Rome Wasn't Built In A Day - Morcheeba
La vie en rose - Edit Piaff
Remedios - Gabriella Ferri
Leggero - Luciano Ligabue
Dancing in the dark - Bruce Springsteen
Peace Frog - The Doors
Birima - Youssou N'Dour
Bloody Sunday- U2
It's wonderful - Paolo Conte
Stairway to Heaven - Led Zeppelin
Buonanotte all'Italia - Ligabue
I migliori anni della nostro vita - Renato Zero
Echoes - Pink Floyd
Bella Ciao - Modena City Ramblers
Help! - The Beatles
Centro di gravità permanente - F. Battiato
La banda del sogno interrotto - Modena City Ramblers
Riprendere Berlino - Afterhours
Behind Blue Eyes - The Who
He War - Cat Power
Fango - Jovanotti
Greek Country Music - Sirtaki
Lithium - Nirvana
Piazza Alimonda - F. Guccini
Smoke On The Water - Deep Purple
Crying - Aerosmith
Talkin bout a revolution - T. Chapman
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Pata Pata - Miriam Makeba
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Gente in Cammino di Malika Mokeddem
Mille splendidi soli di Khaled Hosseini
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L'eleganza del riccio di Muriel Barbery
Come le mosche d'autunno di Irène Nèmirovsky
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La tredicesima storia di Diane Setterfield
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