Creato da vflipper il 06/11/2007

l'isola che non c'è

dove rifugiarsi e ritrovarsi o ricercarsi un po'

 

 

« FARE LA SPESAMessaggio #168 »

SIAMO IN ROSSO

Post n°167 pubblicato il 22 Settembre 2008 da vflipper

Da domani viaggeremo con i conti in rosso, consumeremo più risorse di quelle che la natura fornisce in modo rinnovabile. Ci stiamo mangiando il capitale biologico accumulato in oltre tre miliardi di anni di evoluzione della vita: nemmeno un super intervento come quello del governo degli Stati Uniti per tappare i buchi delle banche americane basterebbe a riequilibrare il nostro rapporto con il pianeta. Il 23 settembre è l'Earth Overshoot Day: l'ora della bancarotta ecologica.

Il giorno in cui il reddito annuale a nostra disposizione finisce e gli esseri umani viventi continuano a sopravvivere chiedendo un prestito al futuro, cioè togliendo ricchezza ai figli e ai nipoti. La data è stata calcolata dal Global Footprint Network, l'associazione che misura l'impronta ecologica, cioè il segno che ognuno di noi lascia sul pianeta prelevando ciò di cui ha bisogno per vivere ed eliminando ciò
che non gli serve più, i rifiuti.


Il 23 settembre non è una scadenza fissa. Per millenni l'impatto dell'umanità, a livello globale, è stato trascurabile: un numero irrilevante rispetto all'azione prodotta dagli eventi naturali che hanno modellato il pianeta. Con la crescita della popolazione (il Novecento è cominciato con 1,6 miliardi di esseri umani e si è concluso con 6 miliardi di esseri umani) e con la crescita dei consumi (quelli energetici sono aumentati di 16 volte durante il secolo scorso) il quadro è cambiato in tempi che, dal punto di vista della storia geologica, rappresentano una frazione di secondo.


Nel 1961 metà della Terra era sufficiente per soddisfare le nostre necessità. Il primo anno in cui l'umanità ha utilizzato più risorse di quelle offerte dalla biocapacità del pianeta è stato il 1986, ma quella volta il cartellino rosso si alzò il 31 dicembre: il danno era ancora moderato.




Nel 1995 la fase del sovraconsumo aveva già mangiato più di un mese di calendario: a partire dal 21 novembre la quantità di legname, fibre, animali, verdure divorati andava oltre la capacità degli ecosistemi di rigenerarsi; il prelievo cominciava a divorare il capitale a disposizione, in un circuito vizioso che riduce gli utili a disposizione e costringe ad anticipare sempre più il momento del debito.

Nel 2005 l'Earth Overshoot Day è caduto il 2 ottobre. Quest'anno siamo già al 23 settembre: consumiamo quasi il 40 per cento in più di quello che la natura può offrirci senza impoverirsi. Secondo le proiezioni delle Nazioni Unite, l'anno in cui - se non si prenderanno provvedimenti - il rosso scatterà il primo luglio sarà il 2050. All 
metà del secolo avremo bisogno di un secondo pianeta a disposizione.


E, visto che è difficile ipotizzare per quell'epoca un trasferimento planetario, bisognerà arginare il sovraconsumo agendo su un doppio fronte: tecnologie e stili di vita. Lo sforzo innovativo dell'industria di punta ha prodotto un primo salto tecnologico rilevante: nel campo degli elettrodomestici, dell'illuminazione, del riscaldamento delle case, della fabbricazione di alcune merci i consumi si sono notevolmente ridotti.


Ma anche gli stili di vita giocano un ruolo rilevante. Per convincersene basta confrontare il debito ecologico di paesi in cui i livelli di benessere sono simili. Se il modello degli Stati Uniti venisse esteso a tutto il pianeta ci vorrebbero 5,4 Terre. Con lo stile Regno Unito si scende a 3,1 Terre. Con la Germania a 2,5. Con l'Italia a 2,2.


"Abbiamo un debito ecologico pari a meno della metà di quello degli States anche per il nostro attaccamento alle radici della produzione tradizionale e per la leadership nel campo dell'agricoltura biologica, quella a minor impatto ambientale"
, spiega Roberto Brambilla, della rete Lilliput che, assieme al Wwf, cura la diffusione dei calcoli dell'impronta ecologica. "Ma anche per noi la strada verso l'obiettivo della sostenibilità è lunga: servono meno opere dannose come il Ponte sullo Stretto e più riforestazione per ridurre le emissioni serra e le frane".

da repubblica.it

 
 
 
Vai alla Home Page del blog

"Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque
in qualunque parte del mondo"


Ernesto Che Guevara


 

SENZA PAROLE...


 

LA CANZONE DELLA SETTIMANA


le settimane precedenti...

Walk of life - Dire Straits
Hey You - Pink Floyd
Grande, grande, grande - Mina
Sally - Vasco
Silent Night - Elvis Prisley
Rome Wasn't Built In A Day - Morcheeba
La vie en rose - Edit Piaff
Remedios - Gabriella Ferri
Leggero - Luciano Ligabue
Dancing in the dark - Bruce Springsteen
Peace Frog - The Doors
Birima - Youssou N'Dour
Bloody Sunday- U2
It's wonderful - Paolo Conte
Stairway to Heaven - Led Zeppelin
Buonanotte all'Italia - Ligabue
I migliori anni della nostro vita - Renato Zero
Echoes - Pink Floyd
Bella Ciao - Modena City Ramblers
Help! - The Beatles
Centro di gravità permanente - F. Battiato
La banda del sogno interrotto - Modena City Ramblers
Riprendere Berlino - Afterhours
Behind Blue Eyes - The Who
He War - Cat Power
Fango - Jovanotti
Greek Country Music - Sirtaki
Lithium - Nirvana
Piazza Alimonda - F. Guccini
Smoke On The Water - Deep Purple
Crying - Aerosmith
Talkin bout a revolution - T. Chapman
Boa Sorte - Vanessa Da Mata
Pata Pata - Miriam Makeba
Politik - Coldplay

 

 

AREA PERSONALE

 

ULTIME VISITE AL BLOG

alessia.savilo_snorkiedesclouxrettile56marcomolinastefanoj27LACOCCINELLALILLIunamamma1dinosauro220A171957cataldodgl3Sstefy8cheguevaraeramortodexia0defgio
 

STO LEGGENDO




letture precedenti:
Gente in Cammino di Malika Mokeddem
Mille splendidi soli di Khaled Hosseini
Ragazze di Riad di Rajaa al-Sanie
La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano
Avventure della ragazza cattiva di Mario Vargas Losa
L'eleganza del riccio di Muriel Barbery
Come le mosche d'autunno di Irène Nèmirovsky
L'ombra del vento di Ruiz Zafon Carlos
Firmino di Sam Savage
La maga delle spezie di Chitra Banerjee Divakaruni
Non è un paese per vecchi di Cormac McCarthy
Le cose che porta il cielo di Dinaw Mengestu
I fratelli Karamazov di Fedor Dostoevskij
La tredicesima storia di Diane Setterfield
La prova del miele di Salwa Al-Neimi
Le due donne del Partenone di Karen Essex
Il gioco dell'angelo di Carlos Ruiz Zafon
Il Bambino senza nome di Mark Kurzem
Il sogno infinito di Harry Berstein
La Masserie delle Allodole di Antonia Arslan
La Strada di Smirne di Antonia Arslan
 

LA MIA AFRICA

Tiébelé - Burkina Faso
il paese degli uomini onesti

 

IL MIO FUMETTO

 
 
 

CHE RIDERE!

 

FACEBOOK

 
 

ULTIMI COMMENTI

Ciao, un bacio, buona serata
Inviato da: bruno14to
il 23/06/2009 alle 21:27
 
Ciao, le ronde sono assolutamente inutili e se certo...
Inviato da: bruno14to
il 13/06/2009 alle 18:22
 
Ciao, il mondo che vorrei è un mondo più equo e più giusto....
Inviato da: bruno14to
il 27/05/2009 alle 22:12
 
Un bacione, buon sabato. Come stai?
Inviato da: bruno14to
il 24/04/2009 alle 23:08
 
ehi... come stai?? un salutone :)
Inviato da: rudyzzo
il 09/03/2009 alle 20:08
 
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963