Ecco un altro libro pubblicato da un mio amico: Strade interrotte, di Pietro Sergi, una raccolta di racconti, edizioni Laruffa.
L'amicizia tra me e Pietro è nata sulla rete, parecchi anni fa.
All'epoca eravamo iscritti ad uno stesso forum e Pietro ancora non aveva scritto nulla, per cui posso dire di essere stata in sala parto quando in lui la voglia di scrivere è diventata così pressante da esplodere, come egli stesso disse in un'intervista, 'come un tappo di champagne' e da generare 'Aspre e calde montagne dolci e fredde pianure' a cui collaborai anche io aiutando Mimma, la sua dolce metà, nelle illustrazioni.
Ancora ero lì a ridere quando Pietro ha scritto 'INTERNEIDE-Fantanalisi di uno strano viaggio nel tempo', satira sul web e sulle sue storture.
E ancora ero lì quando in embrione i racconti di 'Strade interrotte' hanno cominciato a venir fuori dalla penna del loro autore.
Devo dire che, appena li lessi, dissi all'autore che questi racconti erano, secondo il mio modesto parere di lettrice, il testo più curato, pensato e profondo che egli avesse scritto fino a quel momento.
E il vederli oggi pubblicati, quei racconti, per di più da una casa editrice di livello quale la Laruffa, mi fa dire che avevo ragione.
Come ho già detto sul blog di Gianluca Albanese, giornalista calabrese che ha curato la prefazione di questo testo, mentre ‘Aspre’ è un testo ‘di cuore’ perché c’è dentro tutto l’amore di Pietro per la sua terra e per la sua gente, e 'INTERNEIDE' è una satira ‘di testa’ sul mondo del web, 'Strade interrotte' è un testo insieme di testa e di cuore.
E' di testa per le idee che Pietro è riuscito a mettere insieme, creando storie così diverse tra loro ma che in comune hanno l'essere interrotte, senza che per questo si interrompa la vita; la vita continua comunque e sempre a tessere e sovrapporre ancora ed ancora altre strade ed altri mosaici a dispetto di quelli sospesi o interrotti.
E' di cuore perché dentro questo testo c’è una crepuscolarità che anche in Aspre a volte si scorge, ma che qui è molto più presente e leggibile; Pietro ha elevato a materia dei suoi racconti la vita quotidiana nei suoi più comuni, dimessi e banali aspetti; ed è proprio questo che li ha caricati nel contempo di malinconia, di ironia, di disillusione, di amore e, comunque e sempre, di speranza.
Proprio come accade nelle cose della vita.
Leggetelo questo libro, vale la pena davvero.
Complimenti e auguri, Pietro!
Inviato da: whatweather12
il 26/11/2024 alle 14:51
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