Scatenare la propria voglia di musica e condividerla

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Sono sempre di più le persone che non si accontentano di ascoltare la loro musica preferita passivamente, ma che vogliono mettersi in gioco, sperimentare con diverse sonorità e magari divertirsi condividendo le proprie tracce con gli amici.

drum machine

Tutto questo è da oggi possibile farlo grazie alla nuova app Drum Pad Machine, un’applicazione per lo smartphone che simula, attraverso la combinazione di tasti presenti su di una superficie luminosa interattiva, una vera e propria console di mixaggio. La forza dell’app sta nel grande numero di campionamenti audio e generi musicali che è possibile “mixare” per arrivare alla sonorità ideale. E non finisce qui, perché una volta create le proprie melodie personalizzate è possibile registrare i brani e inviarli agli amici, magari sfidandoli. Con più di 9 milioni di utenti registrati, il divertimento è assicurato. Drum Pad Machine è disponibile per il download, scarica su Google Play!

Breve storia della musica elettronica

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La musica elettronica è un genere molto in voga, soprattutto tra i giovani che affollano le discoteche di mezzo mondo per scatenarsi sulle note avveniristiche di un genere che è sempre stato all’avanguardia nel campo della ricerca e della sperimentazione musicale. In particolare dagli anni ‘60 in poi, grazie al progressivo perfezionamento tecnologico dei sintetizzatori, la musica elettronica è riuscita ad attraversare indenne le varie epoche, finendo col contaminare tutti gli altri generi di musica popolare.

sintetizzatore

Dalla metà degli Settanta agli Ottanta, con l’affermazione del MIDI e dei microprocessori da un lato, e la popolarizzazione dei primi computer dall’altro, la musica elettronica trovò moltissimi impieghi, anche nella nascente industria dei videogiochi. Con le colonne sonore che venivano composte da artisti di calibro. Tra i nomi storici più celebri troviamo Brian Eno, David Byrne, frontman del mitico gruppo “Talking Heads”, il compositore greco Vangelis fino ai moderni Moby e Dj Shadow.

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Gli stili musicali: l’Hip-Hop

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Tra gli stili musicali più in voga, specie tra i giovanissimi, l’hip-hop ha una storia particolare che lo differenzia dal suo cugino di primo grado, il rap. Le origini risalgono agli anni settanta, quando due disc-jockey e rapper afroamericani coniarono il termine per descrivere quel genere di musica che attingeva a diversi stili e che veniva cantato, suonato e ballato in occasione dei Block Party, delle vere e proprie feste di strada.

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L’hip-hop subì un’evoluzione negli anni ottanta e novanta, uscendo dai confini statunitensi e impattando profondamente il mondo della musica, della danza e della moda. L’hip-hop si fonda su cinque “elementi”, o principi, fondamentali: writing (la scrittura dei pezzi), mcing, djing, breaking (la break dance) e il beatboxing. Quest’ultimo gioca un ruolo importante per il freestyle, in quanto molti MC lo utilizzano durante le competizioni di freestyle, di improvvisazione. Per saperne di più ecco un link utile.

Come divertirsi quando si è malati di musica

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Chiunque trascorra le giornate passando da un canale radio all’altro, e ascolti la sua musica preferita su ogni mezzo e dispositivo possibile, andando dal lettore mp3, al computer allo smartphone, ad un certo punto sa che il momento di passare dall’ascolto “passivo” a un coinvolgimento più attivo prima o poi è inevitabile.

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Ecco perché molte affermate star della musica internazionale non fanno mistero di aver cominciato da giovanissimi, spesso in ambienti molto poco convenzionali come garage e rimesse, a strimpellare con gli amici e a provare i propri brani preferiti. Con l’avvento del digitale e delle nuove tecnologie, poi, è ancora più semplice poter dare sfogo alla propria creatività anche a casa. La musica elettronica, per esempio, permette di divertirsi fin da subito senza la necessità di acquistare tanti strumenti e spendere un patrimonio. Per farlo, tuttavia, occorre conoscerne le basi. Ecco una semplice guida.