Marzo 2018: Erykah Badu – MAMA’S GUN (2000)

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Data di pubblicazione: 21 novembre 2000
Registrato a: Electric Lady Studios (New York)
Produttore: Erykah Badu
Formazione: Erykah Badu (voce, chitarra acustica, drum machine), James Poysier (piano, organo, clarinetto, orchestrazioni), Pino Palladino (basso), Jay Dee (programmazioni, basso), Ahmir Thompson (batteria), Leonard “Doc” Gibbs (percussioni), Shaun Martin (tastiere), Braylon Lacy (basso), Gino Lock Johnson Iglehart (batteria), Jef Lee Johnson (chitarre), Roy Ayers (vibrafono), Russell Elevado (chitarra), Dready (basso, chitarra acustica), Ramone Gonzalez (percussioni), R.C. Williams (tastiere), Carlos Henderson (basso)

 

Tracklist

Penitentiary philosophy
Didn’t cha love
My life
…& On
Cleva
Hey Sugah
Booty
Kiss me on my neck (Hesi)
A.D. 2000
Orange moon
In love with you
Big lady
Time’s a wastin
Green eyes

Sento di essere una delle ostetriche della nascita della nuova musica
(Erykah Badu)

Mama’s Gun, uscito alla fine del 2000, è la seconda fatica in studio della sofisticata Erykah Badu, rappresentante progressista (e progressiva) dell’inflazionato mondo black music. Elogiata con merito per la sua prima creatura, Baduizm, la cantante americana faticò moltissimo nella fase di produzione di questo album, portato alla luce tra difficoltà concettuali ed incertezze sull’approccio musicale. Carico di aspettative, a causa dello smisurato successo del precedente lavoro, l’album ha cambiato titolo più volte prima di finire sugli scaffali, subendo continui spostamenti della data di pubblicazione.
Con queste premesse è scontato pensare che il risultato finale potesse essere quello di un disco incerto, confuso e persino disorganico. La verità è che la Badu è un’eclettica sperimentatrice del genere, progressista vintage, capace di fare tabula rasa con la produzione precedente, confezionando una gemma incastonata, con grazia, nella montagna di letame che ricopre attualmente la black music. Questo Mama’s Gun è un mix sofisticato di sperimentazioni strumentali, melodie neo-soul e citazioni Rhythm & Blues classiche che, in questo caso, pongono le radici nell’ambiente metropolitano, strizzando l’occhio ai classici del soul. Se si parla di anima, e del suo peso, nel lavoro della texana ci sono quintali di spirito, cuore e ricerca ossessiva del sound perfetto.
Emerge ovunque lo studio su Marvin Gaye: lo si evince dalla scrittura elegante, intimista e spesso socialmente impegnata. Sorprende come questo disco sia estremamente eterogeneo ed appagante sotto ogni forma. Esempio di questa capacità di rinnovarsi è l’opener “Penitentiary Philosophy”: ritmico trattato di esistenzialismo urbano che si snocciola in una struttura inedita per la Badu, tra riff rock ed arrangiamenti funk. La stessa “…& On”, reprise del singolo di Baduizm, ha, come inserto, un bridge jazzistico che esalta la sua voce satinata ed intensa. Splendide “A.D. 2000” e “Orange Moon” (pianoforte incantevole): aleatorie e soffici. Il singolo “Bag Lady” è un piccolo capolavoro citazionista del genere Motown.
Protagonista di forti attitudini afro è la funky session straripante di “Kiss Me On My Neck”. Le collaborazioni sono di grande spessore e contribuiscono a dare personalità alle tracce: il funky-jazz del trombettista Roy Hargrove in “Booty”, il basso profondo di Pino Palladino nella già citata “A.D. 2000” e in “Green eyes” ed il tocco inconfondibile, al vibrafono, del monumentale Roy Ayers in “Cleva”. Inoltre troviamo Stephen Marley, figlio di Bob, in “In Love With You”: un duetto acustico, molto seducente e sentimentale ma davvero poco incisivo.
Questo secondo lavoro, più maturo del precedente e meno sperimentale del successivo, è un piccolo capolavoro del genere, capace di evidenziare la cifra artistica di Erykah Badu, paladina del neo-soul in senso ampio, portatrice sana di una classe cristallina ed eclettica.

Marzo 2018: Erykah Badu – MAMA’S GUN (2000)ultima modifica: 2018-03-05T13:13:35+01:00da pierrovox

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