Agosto 2018: Grateful Dead – AOXOMOXOA (1969)

Aoxomoxoa

 

Data di pubblicazione: 20 giugno 1969
Registrato a: Pacific Recording (San Mateo), Pacific High Recording (San Francisco)
Produttore: Grateful Dead
Formazione: Tom Constanten (tastiere), Jerry Garcia (voce, chitarra), Mickey Hart (batteria, percussioni), Bill Kreutzmann (batteria, percussioni), Phil Lesh (basso, voce), Ron “Pigpen” McKernan (tastiere, percussioni), Bob Weir (chitarra, voce)
Lato A

St. Stephen
Dupree’s diamond blues
Rosemary
Doin’ that rag
Mountains of the moon

Lato B

China cat sunflower
What’s become of the baby
Cosmic Charlie

 

Il nostro punto di forza è quello che facciamo, e il nostro pubblico
(Jerry Garcia)

Il concetto di psichedelia è ben noto ad ogni appassionato di musica che si rispetti. Ma è difficile non rimanere affascinati ancora oggi dai resoconti di chi ha vissuto gli anni in cui la psichedelia vera e propria è nata, gli aneddoti di chi ha viaggiato in acido sulle note dei padri fondatori di questo genere. I Grateful Dead possono essere considerati, senza ombra di dubbio, tra i primi e più allucinogeni esponenti di quel periodo. Già con il secondo lavoro, Anthem of the sun, i Dead catturano egregiamente quella carica tossica e ipnotica che emanano in sede live e tutti gli elementi che faranno impazzire i deadhead di quegli anni sono facilmente ritrovabili in pezzi come New potato caboose e Alligator. Con il terzo disco, Aoxomoxoa, i Grateful Dead abbandonano le registrazioni dal vivo e si concentrano sul lavoro in studio, riversando blues e psichedelia in otto pezzi da antologia, nonostante la band stessa li snobberà nei concerti successivi (il disco a livello commerciale non fu esattamente un successo).
In Aoxomoxoa, il viaggio consensuale di Jerry Garcia, Phil Lesh, Bob Weir, Mickey Hart, Bill Kreutzmann, Tom Constanten (che entrerà nella band con questo disco) e Ron ‘Pigpen’ McKernan è studiato e trattenuto. Niente è lasciato al caso, niente è lasciato alla divagazione o all’improvvisazione. Gli sforzi sono volti ad ottenere un blues dalle liriche oscure, senza ovviamente dimenticare quel lato acido che sbalordisce ogni volta (China cat sunflower, Cosmic Charlie, ma anche quel mantra interminabile che è What’s become of the baby). Le note di Garcia e il tappeto di percussioni che travolgevano gli ascoltatori fino a quel momento vengono smorzati, acquistano un’eleganza di fondo più sottile e consapevole.
Il disco inizia con uno dei classici della band, St. Stephen, riproposto in svariate e allungate forme poi dal vivo. In Aoxomoxoa non è altro che uno splendido esempio di rock blues, sfumato da inserti di organo, con liriche enigmatiche firmate dal paroliere dei Dead Robert Hunter. Segue Dupree’s diamond blues, il cui testo è una rilettura della canzone Betty and Dupree, che tratta di un incidente realmente accaduto.
Giunge poi Rosemary, breve ed intensa ballata nonché una delle canzoni più sottovalutate del repertorio dei Grateful Dead. Si riparte con Doin’ that rag, che vede l’incontro della psichedelia e del jazz, per proseguire poi con Mountains of the moon, struggente, costellata di country e caratterizzata ancora una volta da liriche difficili da decifrare (sempre ad opera di Hunter), con rimandi ad Edgar Allan Poe. Si ritorna alla sperimentazione con China cat sunflower e con la conclusiva Cosmic Charlie, dimostrazioni perfette dell’alchimia fra i numerosi membri del gruppo. Fra le due, il pezzo più emblematico di Aoxomoxoa, un inno lungo ed estenuante che risponde al nome di What’s become of the baby. Tra poesia, letteratura e pittura, è una recita che piu’ di un deadhead ha definito estenuante e che verrà riproposta dal vivo una sola volta nell’aprile del 1969.
Dopo l’immenso Live/Dead (con la famosa versione di oltre venti minuti di Dark star), i Grateful Dead metteranno da parte il loro lato lisergico per dedicarsi ad un rock-country di altissimo livello (American beauty e Workingman’s dead). Questo deciso cambio di sonorità non toglie niente alla prima fase della loro carriera, fondamentale per l’evoluzione della psichedelia negli anni a venire.

Agosto 2018: Grateful Dead – AOXOMOXOA (1969)ultima modifica: 2018-08-02T11:42:41+02:00da pierrovox

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Se possiedi già una registrazione clicca su entra, oppure lascia un commento come anonimo (Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog).
I campi obbligatori sono contrassegnati *.