Agosto 2018: Pretenders – PRETENDERS (1980)

Pretenders

 

Data di pubblicazione: 7 gennaio 1980
Registrato a: Wessex Sound Studio, Air Studios (Londra)
Produttore: Chris Thomas
Formazione: Chrissie Hynde (voce, chitarra ritmica), Martin Chambers (batteria, cori), Pete Farndon (basso, cori), James Honeyman-Scott (chitarra, tastiere, cori), Fred Berk (basso), Geoff Bryan (corno), Henry Lowther (tromba), Gerry Mackelduff (batteria), Chris Mercer (sassofono), Nigel Pegrum (batteria), Chris Thomas (tastiere, effetti sonori), Jim Wilson (tromba)

 

Lato A

 

                        Precious
                        The phone call
                        Up the neck
                        Tattooed love boys
                        Space invader
                        The wait
                        Stop your sobbing

 

Lato B

 

                        Kid
                        Private life
                        Brass in pocket
                        Lovers of today
                        Mystery achievement

 

La vita è seria.
Col rock’n’roll te la ridi
(Chrissie Hynde)

 

Un’americana a Londra. Chrissie Hynde è un personaggio interessante del mondo della “nuova musica” del punk. Cresciuta negli Stati Uniti, nel 1978 si trasferisce a Londra, dove incontra il grande critico rock Nick Kent, con il quale stringe una forte amicizia, e per un periodo anche lei entra nello staff del New Musical Express. Ma il suoi interessi vanno ben oltre il semplice lato critico. Già nel passato aveva mostrato un notevole talento in fatto di rock, mostrando abilità canore e un carisma fuori dal comune, per certi aspetti persino accostabile a quello di Patti Smith.
Con un gruppo di amici fonda la punk band The Pretenders, prendendo spunto da The great pretender dei Platters. Ma a differenza della vena melodica di quelli, i Pretenders hanno un approccio decisamente spigoloso, con una Chrissia particolarmente algida e graffiante, dotato di un fascino quasi androgino. Si potrebbe tranquillamente sostenere, senza pericolo di smentita, che è da loro che parte il fascino che stregherà una certa Shirley Manson negli anni ’90 per suoi Garbage.
Il loro omonimo album d’esordio è un’autentica perla, dotata di tutti i crismi della più consolidata estetica punk, ben visibile nella spartana foto di copertina, che ritrae la band in chiodi di pelle e giacche sdrucite. Si parte con la scarica adrenalinica di Preciuos, figlia diretta del più devastante punk rock di scuola Buzzcocks e Blondie. Si prosegue poi una The phone call, che si potrebbe tranquillamente considerare come una sorta di sorella gemella di Hanging on the telephone della band di Debbie Harry. In Up the neck invece si da maggiore adito ad una propensione melodica avvolgente, ma non certo priva di alcuni tratti spigolosi. Tattoed love boys invece è una nevrastenica scarica elettrica, sorretta da una ritmica impazzata, sulla quale James Honeyman-Scott inserisce alcuni sussulti chitarristici. Lo strumentale Space invader dal canto suo è maggiormente figlia della più cupa new wave, tanto da poter apparire come un pezzo strappato ai Bauhaus o al limite ai Cure. E The wait è punk rock che omaggia il rockabilly, tanto nella robustezza delle soluzioni sonore, quanto nella ritmica, quanto nella melodia scanzonata. Il primo lato si chiude con la corale melodia cristallina di Stop your sobbing, che è puro incanto pop.
Il lato B si apre col country-pop di Kid, anch’esso adagiato su una melodia piuttosto orecchiabile ed immediata. Private life invece strizza l’occhio al reggae bianco di scuola Police, con la Hynde in grande spolvero come algida performer sensuale e sinuosa. E poi giunge Brass in pocket, che è pop all’ennesima potenza, perfetta tanto negli arrangiamenti quanto nella melodia catchy. Un vero e proprio hit immortale che ha proiettato i Pretenders al successo mondiale. Lovers of today è un’elegante ballata, vellutata e dolcissima. Si chiude il lotto con la sostenuta ritmica marziale di Mistery achievement, riffata ed incalzante.
Con questo album d’esordio si confermerà la nascita di una nuova stella femminile nel firmamento del rock, quella cioè di Chrissie Hynde, che proprio nulla aveva da invidiare a Patti Smith, in quanto a personalità e carisma. Da qui in poi il percorso dei Pretenders proseguirà più o meno sulla stessa lunghezza d’onda, tra album interessanti (come Learning to crawl) e autentici passi falsi (il più clamoroso Packed! del 1990), e qualche manciata di hit qua e là, tra le quali vale la pena ricordare I’ll stand by you, intrigante ballata pop dei primi anni ’90. Forse poi col tempo la loro popolarità è calata, ma non di certo il merito di aver contribuito in maniera fattiva all’evoluzione dell’estetica punk.

Agosto 2018: Pretenders – PRETENDERS (1980)ultima modifica: 2018-08-30T12:01:55+02:00da pierrovox

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