Agosto 2019: Black Sabbath – PARANOID (1970)

Paranoid

 

Data di pubblicazione: 18 settembre 1970
Registrato a: Regent Sound Studios, Island Studios (Londra)
Produttore: Rodger Bain
Formazione: Ozzy Osbourne (voce), Tony Iommi (chitarra), Geezer Butler (basso), Bill Ward (batteria)

 

Lato A

 

                                   War pigs
                                   Paranoid
                                   Planet caravan          
                                   Iron man

 

Lato B

 

                                   Electric funeral
                                   Hand of doom
                                   Rat salad
                                   Fairies wear boots

 

 

I Black Sabbath sono i Beatles dell’heavy metal
(Dave Navarro)

 

Qualcuno potrebbe definirla “la musica del diavolo”, complice anche il sinistro nome scelto dalla band inglese, riferito ad una sorta di “sabato nero”, celebrazione funesta del compimento della creazione. Qualcuno potrebbe invece potrebbe celebrarli come una delle band più influenti e imponenti di tutta la storia, del rock, capace di fondere asperità hard e anima blues, esattamente come i Led Zeppelin. Quel che è certo è che i Black Sabbath rappresentano uno dei capisaldi importanti di un genere che prendeva spunto dall’hard rock, e che si delineava su sonorità “metalliche” e pesanti: l’heavy-metal. Nessuno come loro ha saputo delineare le basi fondamentali di un genere che avrebbe spopolato negli anni a venire, e che avrebbe frantumato letteralmente ogni forma di leggerezza. Mettiamoci anche la fascinazione per l’occulto, che ha alimentato il loro mito, avvolgendolo di un infernale carisma. Sonorità pesanti e carisma luciferino hanno quindi posto le fondamenta di un genere grottesco ma mai privo del suo fascino sinistro.
La musica dei Black Sabbath quindi è fatta per entrare nell’inconscio, come una sorta di viaggio all’interno di un incubo, dal quale però non si vuole fuggire. E i fondamenti sono scritti nei primi due album, l’ominomo Black Sabbath e Paranoid, entrambi pubblicati nel 1970. La particolarità di questi due album, oltre alla miscela potente di blues e rock’n’roll, sta in una scelta oscura delle sonorità, caratterizzata da espliciti riferimenti al mondo dell’occulto, utilizzando spesso intervalli fortemente dissonanti e disorientanti, proibiti nel Medioevo, poiché si pensava che con l’utilizzo di tali tecniche (che consistevano nell’intervallo di tre toni) si sarebbe evocato il demonio. Ovviamente questo interesse così acceso per l’occulto gli procurò delle accuse di satanismo e disapprovazione dell’opinione pubblica. In questa sede ci sentiamo vivamente di prendere le distanze da qualsiasi fascinazione per codeste forme di viscida spiritualità grottesca, ma non di sminuire la musica, che come forma d’arte si apre su qualsiasi realtà umana, anche quella più oscura. E per rappresentare il genere che la band inglese ha caratterizzato, scegliamo Paranoid, il loro secondo album, autentica pietra miliare dell’heavy-metal e della storia del rock.
È con Paranoid che ai Black Sabbath si aprì la possibilità di un successo che andasse ben oltre la stretta cerchia dei fans, e anche di liberarsi un po’ di quella patina nera che il mondo dell’occulto gli aveva procurato (seppur i riferimenti siano ben espliciti anche qui), andando ad indagare su tematiche di ben più ampio respiro, come la dipendenza dalle droghe, la politica guerrafondaia dei governi occidentali e la fantascienza.
Apre il disco la roboante e lunga War pigs: otto minuti composti da riff e assoli, dominati dal carisma di Ozzy Osbourne. War pigs è una dura presa di posizione contro la guerra in Vietnam, in cui si respira il drammatico senso di disfatta, dalla chiamata alle armi alla distruzione di massa. Il suono è possente e austero, e si apre a dinamismi futuribili che influenzeranno non poco band come Metallica e Iron Maiden. Si prosegue con una title-track che richiama apertamente i Deep Purple di Highway star, con riff possenti e assoli filtrati dall’acido. Planet caravan invece offre un’immersione in un mondo cosmico-spaziale, attraversando sonorità psichedeliche facilmente ravvisabili nei primi dischi dei Pink Floyd, evocando epoche e luoghi remoti attraverso l’effetto straniante di una voce profonda e filtrata. Chiude il primo lato la fantascientifica Iron man, aperta dai battiti che vorrebbero ricreare l’effetto dei passi di questo uomo di ferro, che si presenta con una voce robotica. Il brano si impone con una prestazione titanica, con una chitarra totalmente immersa in una distorsione lancinante, e un feedback oscuro e misterioso.
Il secondo lato si apre con le funesta celebrazione apocalittica di Electric funeral, che riporta l’attenzione della band verso quelle tematiche occulte che tanto avevano dominato la scena nel primo disco. Hand of doom invece ritorna a riflettere sulle tematiche della cattiva politica, della distruzione, cui la band non riesce ad accettare. Dopo questo ennesimo atto di accusa, la band si dimena nello strumentale Rat salad, zeppelliana nel tiro e nella ritmica, e si chiude con le allusioni tossiche di Faires wears boots, senza dimenticarsi di accusare pesantemente il nazismo e il neo nazismo.
Con questi due album i Black Sabbath sparsero per mondo il loro virus alieno, quello cioè dell’heavy metal, attraverso le loro gallerie degli incubi, e le reiterazioni sonore. A questi album seguirono una manciata di buoni dischi, tra i quali svetta Sabbath bloody sabbath. Poi inizieranno i cali, dovuti agli abusi di alcool e droghe, che porteranno al licenziamento di Ozzy Osbourne nel 1979, sostituito da Ronnie James Dio. Ma questa fase si presenta, dal punto di vista creativo in caduta libera. Il resto sarà un susseguirsi di situazioni conflittuali e spesso penose. Ma su queste glissiamo, ed entriamo ancora una volta nella stanza degli incubi e del tormento, che questa musica sa ricreare.

 

Paranoid è uno dei più grandi ed influenti album heavy metal di tutti i tempi. Ne ha definito lo stile per ogni altro album metal della storia
(Steve Huey)

 

Agosto 2019: Black Sabbath – PARANOID (1970)ultima modifica: 2019-08-22T08:42:19+02:00da pierrovox

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Se possiedi già una registrazione clicca su entra, oppure lascia un commento come anonimo (Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog).
I campi obbligatori sono contrassegnati *.