Agosto 2020: Air – MOON SAFARI (1998)

Air - Moon safari

 

Data di pubblicazione: 16 gennaio 1998
Registrato a: Around the Golf, Studio Gang (Parigi), Abbey Road (Londra)
Produttore: Air
Formazione: JeanBenoît Dunckel (voce, tastiere, sintetizzatori, organo, pianoforte, pan pipes, battito di mani, glockenspigel), Nicolas Godin (voce, basso, sintetizzatori, percussioni, chitarra, battito di mani, armonica, glockenspigel, pianoforte, organo, pan pipes, batteria), Beth Hirsh (voce), Alf (battito di mani), Caroline L. (battito di mani), Marlon (batteria), Eric Regert (organo), P. Woodcock (chitarra, trombone), Enfants Square Bercq (cori)

 

Tracklist

 

                        Le femme d’argent
                        Sexy boy
                        All I need
                        Kelly, watch the stars
                        Talisman
                        Remember
                        You make it easy
                        Ce matin là
                        New star in the sky  
                        Le voyage de Pénélope

L’ascolto della musica è già fare musica
(JeanBenoît Dunckel)

 

La musica elettronica è la nuova frontiera della musica popolare nel novecento. Dare un’anima alle frequenze, alle sequenze, ai beat, ai suoni sintetici… Ed in particolare quando la canzone francese incontra questi aspetti, è abbastanza evidente che è pronto a nascere qualcosa di particolarmente sofisticato ma anche straordinario.
Gli Air sono la creatura musicale partorita da un professore di matematica ed appassionato di musica, JeanBenoît Dunckel, e di un architetto, Nicolas Godin. Entrambi avevano studiato al conservatorio, ed erano particolarmente appassionati di musica elettronica. Lo spunto da cui prendono il via è appunto l’incrocio della forma canzone più tradizionale con le spinte provenienti dalle frequenze elettroniche, cercando di approfondire e far crescere quelle pulsioni vitali provenienti dai Kraftwerk ma anche da Serge Gainsbourg. Il primo dei due era un appassionato della musica di Brian Eno, e l’obiettivo che si poneva era quello di stabilire uno stile sonoro che mettesse insieme l’amore, l’immaginazione e il sogno (da qui anche il nome del gruppo, con evidente omaggio all’architetto svizzero Le Corbusier).
Ed in un periodo in cui stava crescendo a dismisura il trip-hop nato a Bristol, gli Air consegnano alla storia un disco d’esordio destinato a restare negli annali della musica elettronica di tutti i tempi. Moon safari nasce quindi dalla collaborazione del duo francese con la cantante statunitente Beth Hirsh e i musicisti di Beck, e diventa il manifesto del perfetto connubio sonoro tra il trip-hop e la psichedelia.L’album viene aperto dallo stumentale e sognante Le femme d’argent, denso di atmofere oniriche e sonorità psichedeliche, e si prosegue con le cyber distorsioni di Sexy bo y, che rappresenta l’amore ai tempi delle macchine. All I need invece è pura poesia, cantata da Beth Hirsh, rappresenta uno dei momenti migliori del disco, richiamando molto da vicino alcune cose dei Massive Attack (che proprio quell’anno risponderanno con la bellissima Teardrop in Mezzanine). Kelly watch the stars (con tanto di omaggio a Kelly Garrett della serie tv Charlie’s angels) mette a disposizione tutta una serie di suoni siderali e dalla astrazione quasi metafisica, mentre Talisman accentua l’enfasi dettata dalla sezione d’archi. Remember invece ci porta dentro la musica disco, che in quel periodo era territorio di esplorazione di gente come Chemical Brothers o i conterranei Daft Punk.
You make it easy invece è un soft pop disteso, quasi sognante, denso di emozione. E Ce matin là si rivela come una dolce ninnananna densa di suoni elettronici. New star in the sky invece viene dedicata alla figlia di Dunkel, nata proprio durante la realizzazione del disco, e si fa carico della leggenda secondo la quale una nuova stella si erge nel cielo quando nasce un bambino. La voyage de Pénélope chiude il disco con i suoi suoni sintetici e le sue armonie intense.
Moon safari fu un disco straordinario, che seppe esplorare le potenzialità della musica elettronica e coniugarle con l’antica arte della canzone. E col tempo gli Air proseguiranno su questa strada consegnando al proprio pubblico altri dischi altrettanto interessanti.

 

Nessun elemento futurista risulta datato su Moon Safari. Le onde di sintetizzatori gorgoglianti al di sotto degli spaziosi e colorati accordi e melodie, danno l’impressione che la musica stia fluttuando nello spazio
(Vladimir Bogdanov)

Agosto 2020: Air – MOON SAFARI (1998)ultima modifica: 2020-08-06T09:40:30+02:00da pierrovox

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