Maggio 2018: Madonna – RAY OF LIGHT (1998)

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Data di pubblicazione: 3 marzo 1998
Registrato a: Larrabbee Studios North (Universal City)
Produttore: Madonna, William Orbit, Patrick Leonard, Marius de Vries
Formazione: Madonna (voce), Craig Armstrong (arrangiamenti), Pablo Cook (flute), Fergus Gerrand (batteria, percussioni), Nikki Harris (cori), Donna De Lory (cori), Marc Moreau (chitarre), Steve Sidelnyk (batteria elettronica), Marius de Vries (tastiere), William Orbit (tastiere)

 

 

Tracklist

 

                        Drowned world/Substitute for love
                        Swim
                        Ray of light
                        Candy perfume girl
                        Skin
                        Nothing really matters
                        Sky fits Heaven
                        Shanti/Ashtangi
                        Frozen
                        The power of goodbye
                        To have and not to hold
                        Little star
                        Mer girl

                       

 

Voglio far divertire la gente. Voglio far dimenticare la noia e l’orrore del mondo in cui viviamo, e lo voglio fare come artista totale, ballando, suonando, e perché no, anche recitando
(Madonna)

 

Nonostante l’enorme successo di cui ha goduto sin da subito, Madonna ha sempre avuto una certa difficoltà nel guadagnarsi lo status di artista di un certo rilievo. Spesso la critica o semplicemente l’intellighenzia del rock fa fatica a varcare altri confini, e corre il rischio di giudicare con una certa frettolosità, nonché una certa superficialità delle cose che invece hanno molto da dire. Nonostante il suo appeal molto immediato e la sua personalità eccentrica, Madonna invece ha da sempre dimostrato di essere un’artista meritevole di rispetto. Si pensi anzitutto al fatto di aver unito musica ed immagine in modo del tutto originale e sconvolgente. A tal proposito dice Norman Mailer: “Non ha fatto soltanto i migliori video musicali tra tutti, ma questi hanno trasceso la sua personalità. È stata la prima artista dei video musicali, e potrebbe essere l’unica forma nuova d’arte popolare nella vita americana”. Si pensi anche alle sue innumerevoli personalità messe a disposizione dell’attenzione popolare: dalla sboccata punk girl alla vergine in gondola per le calle di Venezia, dalla “material girl” in versione Marilyn Monroe degli anni ’80 alla trasgressione senza misura di Erotica e del libro fotografico Sex, da Evita Peròn alla kabbala, dalla country girl alla mamma di famiglia… In tutto questo percorso ci sono i dischi, ci sono le canzoni, i video, i film, i concerti, le frasi oscene e le provocazioni, ma anche le collaborazioni eccellenti con gente del calibro di Nellee Hooper e Michael Jackson, Prince, e purtroppo anche Britney Spears. In tutto questo c’è una donna che ha saputo rivoluzionare in maniera definitiva l’immagine femminile all’interno del mondo del pop, divenendone un’icona di assoluto spessore. E quindi minimizzare la sua importanza è oltremodo ingiusto!
Il suo percorso artistico ad onor del vero presenta diversi percorsi accidentati, e molti passi incerti, ma nello stesso tempo bisogna annoverare quegli inni particolari che hanno coinvolto milioni di giovani (da Holiday a Like a virgin, da Like a prayer a Open your heart…), e soprattutto la sua prova più matura e nello stesso tempo migliore: Ray of light.
Questo disco viene subito dopo le provocazioni eccessive del periodo di Erotica e le distensioni eccessivamente patinate di Bedtime story. Questo disco viene subito dopo la sua maternità, che tanto all’epoca fece discutere, ma anche dopo la notevole prova di Evita, che altrimenti non sarabbe ricordato se non per l’interpretazione eccellente di Madonna. Questo disco planava in una distensione che non era fittizia, ma si dipanava su sonorità new age e divagazioni ambient, pur non misconoscendo il suo lato trasgressivo e provocatore. Ray of light portava Madonna ad uno stadio di vita artistica superiore: passava da popstar intrattenitrice di teenager ribelli ad artista matura, cantautrice raffinata e dalla personalità mutante. Chi non ricorda la fascinazione spirituale e sensuale del singolo new age Frozen? La sua personalità gelida e austera su un arrangiamento sintetico e rarefatto. Frozen era per Madonna la maturità vera, dopo i passi incerti del disco precedente. Una canzone che l’avvicinava ai Massive Attack e a Bjork e le consegnava una targa di artista “seria”. Ma Ray of light ha momenti di eccellente scrittura e di distensioni sonore, grazie anche al lavoro sulle sonorità di William Orbit, nell’iniziale Drowned world/Substitute for love, delicata ed eterea, fascinosa e tenera, ma anche in una title-track elettronica e scintillante. Si spazia tra misticismo in Sky fits Heaven e Shanti/Ashtangi, adattamento testuale al Yoga Taravali di Shankra Charyacantata, e romanticismo (ad esempio in The power of the good bye, To have and not to hold ma anche nel trip hop Nothing really matters), e in delicatezze come Little star o Swim. Qualche passaggio forse convince un po’ meno, come Candy perfume girl o Skin, qualcuno molto di più, come la conclusiva Mer girl, dove la Nostra si sofferma sul suo rapporto famigliare, ma nel complesso il disco può considerarsi tranquillamente come una delle opere migliori in ambito pop al femminile.
La sua carriera proseguirà, tra alti e bassi, sulla stessa lunghezza d’onda, imprimendo nella storia la sua immagine (che tanti epigoni creerà, e non sempre, purtroppo dello stesso talento: si pensi alla già citata Britney Spears o a Lady Gaga) nella storia del pop meno falsificabile, eppure così pregno di scintillante passione tanto da entrare immediatamente nel cuore di chi ascolta in maniera trasversale tra le generazioni e le culture. Non è certo roba da poco!

 

Maggio 2018: Madonna – RAY OF LIGHT (1998)ultima modifica: 2018-05-14T10:06:21+02:00da pierrovox

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