Mi voglio politicamente bella

Ellie Goldstein è la prima modella di Gucci con sindrome di Down - la Repubblica

Dopo il #metoo e il #blacklivesmatter, la bellezza ha assunto valenza politica soprattutto per le giovani che acquistano prodotti per il make-up in funzione dei valori che a quelli soggiacciono (body positivity, rispetto ambientale, culto della salute, ecc.). Appartengono a questo filone il marchio americano Beautycounter che da anni fa attività di lobbying per spingere il parlamento di Washington ad allungare l’elenco delle sostanze da bandire in cosmetica, le influencer che portano avanti vere e proprie campagne politiche, Estée Lauder che ha scelto la poetessa attivista Amanda Gorman come testimonial perché la bellezza deve proclamarsi femminista, e infine Gucci che in nome dell’inclusività ha voluto, per pubblicizzare il mascara L’Obscur, Ellie Goldstein (foto) portatrice della sindrome di Down, in quanto “persona autentica che usa il trucco per raccontare la sua storia di libertà”. Ora, al netto delle illazioni sulla bontà della scelta commerciale di Gucci, resta il fatto che Ellie si dice contenta dell’opportunità che le è stata offerta dal momento che numerosi sono stati gli editoriali e le copertine che in seguito l’hanno riguardata. Ma volendo riportare il discorso su un piano scevro da speculazioni politiche e femministe, di certo ogni linea cosmetica ha in sé un grande pregio, quello di regalare a tutte le donne l’illusione di diventare belle. Perché tutto gira intorno all’immagine attraverso cui ci diamo al mondo. Con buona pace di ogni rivoluzione culturale.

Il Babbo Natale gay non piace al Popolo della Famiglia

Il Popolo della Famiglia contro lo spot norvegese con Babbo Natale gay

Nel 2022 la Norvegia festeggerà il cinquantenario della legge che depenalizza l’omosessualità. Le Poste nazionali hanno pensato a un cortometraggio dal titolo “When Harry met Santa”, ovvero “Quando Harry ha incontrato Santa”, parafrasando in versione gay  il film “Harry ti presento Sally”. Il video racconta la storia d’amore tra un uomo di nome Harry e Babbo Natale, inizialmente costretti a vedersi soltanto una volta all’anno per via degli improrogabili impegni del secondo; il lieto fine è assicurato grazie alla scelta di Babbo Natale di affidarsi alle Poste per la consegna dei pacchi natalizi. Un bacio suggella l’avvenuta reunion. Questa trovata non è piaciuta al Popolo della Famiglia e Luciana Presta, consigliera comunale di Pianezza,  su Facebook ha parlato di pedofilia di Stato. In particolare si legge: “Un crimine vigliacco per sabotare la mente dei bambini e stuprare la loro anima. Vogliono distruggere i loro sogni per realizzare i loro progetti di trasformare la società brutalizzando la realtà e la verità. (…) Qui appare l’ideologia gender che le élite, l’Onu e la Ue vogliono imporre. Dobbiamo proteggere i bambini e trasmettere loro la fede, unico antidoto a questo veleno satanico. E cercare di fermare questa follia. Fosse anche di un centimetro, fosse anche ritardandola di un solo minuto. E pregare, e convertirci, perché contro un resto convertito davvero a Cristo il demonio non può nulla. Preghiamo per i nostri bambini e ragazzi, contro questa follia“. Amen

Studenti a scuola con la gonna, il prof rifiuta di fare lezione

Il prof non fa lezione agli studenti in gonna per la giornata contro la violenza sulle donne: le classi boicottano le lezioni - la Repubblica

La settimana scorsa tre studenti del terzo anno del Liceo Bottoni di Milano, in occasione della giornata internazionale contro la violenza di genere, hanno voluto dimostrare di essere sensibili al tema indossando una gonna, gli altri un indumento rosso. Il docente di storia Martino Mora, al cospetto della scena che gli sarà apparsa clownesca, ha chiesto che uscissero dall’aula e si è rifiutato di fare lezione. Il giorno dopo sono stati gli studenti a rifiutare il professore. Ma non è finita lì. A dispetto di tutte le polemiche scaturite dal suo atteggiamento intransigente, Mora ha continuato a sfogarsi sui social e a mantenere le sue posizioni. Su Facebook ha scritto: “Solo nel nostro sciagurato Paese può accadere che una dirigenza scolastica arrivi a sostenere esplicitamente lo sciopero degli studenti contro un docente (il sottoscritto) della stessa scuola, che essa, al di là di ogni dissenso, avrebbe il dovere di tutelare e difendere“. In effetti il prof ne ha avute per tutti, giacché non ha risparmiato donne, gay, chiesa, stampa, governo, vaccini e green pass. E nelle ultime ore è tornato ad esternare così: “Per la dirigenza è meglio che gli studenti boicottino le lezioni di filosofia e storia, per una pura contesa ideologica, piuttosto che frequentarle. Essa fa così l’involontario ma esplicito elogio dell’ignoranza. Siamo all’invito del liceo Bottoni a sostenere “la lotta degli studenti”, cioè a boicottare lezioni che si tengono nello stesso Bottoni, e per pure motivazioni ideologiche che nulla c’entrano coi contenuti didattici“.

Perpetuando l’esempio di tutti quelli accecati dalla propria supponenza, adesso Mora si dice pronto al martirio: “Se il sottoscritto deve essere la pietra della scandalo perché qualche nodo della situazione ormai insostenibile del sistema scolastico venga finalmente al pettine, ebbene ben venga. Se il sottoscritto deve pagare un prezzo per tutto questo – il prezzo dell’isolamento e dell’ingiustizia – ebbene è disposto a pagarlo“.

Bravo prof, paga il tuo prezzo e cambia mestiere.

da il Giornale.it

Perchè non ha aperto il dialogo immediatamente invece di cacciare i ragazzi?

«Perchè non era il momento: un insegnante è anche un educatore e un educatore deve sapere dire dei no. Quello era il momento di passare il messaggio che a scuola ci sono dei limiti. La scuola è un luogo speciale e un bene comune e merita rispetto. Ma su questo sono stato sconfessato dalla dirigenza e dal liceo stesso».

In che senso?

«Mi è stato posto un aut aut: fare lezione ai ragazzi vestiti così o andarmene. Io voglio difendere la scuola di De Santis, Croce, Gentile e Gramsci. Io, che sono di idee diverse, sono costretto a difendere l’impianto della scuola gramsciana rispetto a questa deriva verso la scuola di Lady Gaga, verso questo grande Carnevale in cui ci si traveste, si fa quello che si vuole. Io sono contro perché ritengo che la scuola sia, come la Chiesa e la famiglia, una delle poche istituzioni di senso rimaste. Se perdiamo anche quella, rimane solo il Nichilismo».