Liceali e foto hard, “due ragazzine pronte a denunciare”. Tutto è partito da un ragazzo

3354501_2052_282623_0140204_c5_c2_c4_c1_hard_cellulareDue delle ragazzine coinvolte nel caso dei selfie hot, pubblicati in una chat privata tra amiche e finiti invece sul web, a quanto apprende l’AdnKronos, nelle prossime ore sporgeranno denuncia alla polizia postale. Le foto e i video hot di una sessantina di liceali di Modena e del Reggiano starebbero continuando a girare in rete, trasmesse a occhi estranei attraverso Dropbox, un contenitore per invii multipli di audiovideo, dopo che qualcuno le ha diffuse dalla loro chat.
A raccontare all’AdnKronos gli sviluppi di queste ore è Roberto Mirabile, presidente de ‘La Caramella Buona’, un’associazione anti pedofilia di Reggio Emilia a cui si è rivolto un 17enne, fidanzato di una delle giovani, per chiedere aiuto. L’associazione ha sporto denuncia alla polizia postale. «Ho avvertito la polizia postale e ci ho parlato anche oggi -conferma Mirabile-. Ci hanno chiesto di sollecitare le ragazze a prendere coraggio e a parlare con i genitori e formulare una regolare denuncia».
«Alcune ragazze, infatti, -spiega- si sono rivolte a noi e una è riuscita a raccontare tutto ai genitori che hanno capito la situazione. Per cancellare il link dove sono allegate varie cartelle con i nomi delle ragazze e le loro fotohot è necessario, tecnicamente, una denuncia da parte di una delle ragazze. Da qui l’importanza del loro uscire allo scoperto, raccontando tutto ai genitori, cosa che, ovviamente, però, sono restie a fare».
«Il link incriminato -spiega Mirabile- non può per il momento essere eliminato a meno che qualcuno di propria iniziativa non si metta lì e cerchi di bloccarlo, come in questi giorni è già stato fatto due o tre volte». Dopo però è ricomparso. «Per cercare di accelerare i tempi -rivela- noi come associazione ‘Caramella Buona’ abbiamo contattato un nostro partner che si occupa di cancellare dalla rete i contenuti inadeguati ma comunque ci vuole tempo, è molto difficile e non è detto che il contenuto non torni fuori in seguito».
Mirabile sottolinea «che noi oggi affrontiamo l’emergenza di un caso che ha creato un clamore importante ma, in qualsiasi momento, in tutto il mondo la gente scarica immagini e video di ragazzine che compaiono con nome e cognome». In più -aggiunge- «sono ricattabili oggi come in futuro, quando saranno mamme e mogli. Il caso Belen, del video hard girato dal fidanzato quando l’argentina era ancora minorenne, è lì a dimostrarcelo e non dimentichiamo il tremendo caso di Tiziana Cantone. È quello che dico sempre e cerco di far capire alle ragazze».
Mirabile tiene a far passare il messaggio che le sessanta adolescenti «non sono criminali, si sono solo fidate di altre ragazze loro amiche; è stato un maschio a tradire con ogni probabilità e diffondere le immagini. Ora ci sono questi strumenti potentissimi che in un minuto ti mettono in balia della rete e diventa una tragedia. È importante far capire loro che sono vittime non colpevoli. La diffusione di queste immagini è un reato e spero che la Procura apra presto un’inchiesta».
Mirabile dà infine un avvertimento alle adolescenti: «La regola fondamentale è non fare questi video e non fidarsi di nessuno, colui che oggi può essere il tuo amore domani potrebbe diventare il tuo peggior nemico, una mina vagante. A queste ragazzine devo dire: ‘Se volete fare un video fatelo ma dopo un rapporto lo dovete subito cancellare’».

Liceali e foto hard, “due ragazzine pronte a denunciare”. Tutto è partito da un ragazzoultima modifica: 2017-11-09T00:54:49+01:00da cristina_a2016

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