Sanzioni alla Russia, Mosca ora minaccia ritorsioni: «Stop a gas e grano». Cosa rischia l’Europa

È in atto «una guerra economica» contro di noi e la reazione della Russia sarà inevitabile. Il Cremlino conferma, seppur indirettamente, che le sanzioni iniziano a mordere e minaccia provvedimenti ritorsivi: stiamo lavorando ad una risposta «rapida» e «ponderata» alle sanzioni imposte dall’Occidente, che sarà avvertita nelle aree più «sensibili per coloro a cui si rivolge», ha annunciato il direttore del dipartimento per la Cooperazione economica del ministero degli Esteri di Mosca, Dmitry Birichevsky.

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Minaccia vera o solo propaganda?
Probabilmente buona parte della minaccia è propaganda, sia perché le armi – almeno quelle economiche – della Russia sembrano spuntate, sia perché non è emersa ancora nessuna misura concreta. L’irritazione di Mosca per il rafforzamento delle sanzioni, soprattutto quelle statunitensi contro il petrolio, è evidente e il Cremlino ha fatto sapere di star valutando «molto seriamente» le misure. Il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha spiegato che «la situazione richiede un’analisi approfondita» e che la Russia farà «tutto quello che deve essere fatto per proteggere i propri interessi».

Ma che potrebbe fare la Russia? Dalle pochissime indiscrezioni che filtrano dal regime, Putin potrebbe decidere di varare un piano shock di nazionalizzazioni inglobando anche asset in Russia di proprietà straniera. Misura per la quale gli Stati Uniti sono già in allarme: la Casa Bianca ha fatto sapere che se Mosca prendesse la decisione di sequestrare gli asset di società che hanno lasciato il Paese Washington reagirà a sua volta. Ma in campo russo c’è anche l’idea di imporre divieti di esportazione su alcuni beni primari, a partire dal grano, facendo partire così la più classica guerra del pane, e limiti all’esportazione di materie prime rare.

Ma che potrebbe fare la Russia? Dalle pochissime indiscrezioni che filtrano dal regime, Putin potrebbe decidere di varare un piano shock di nazionalizzazioni inglobando anche asset in Russia di proprietà straniera. Misura per la quale gli Stati Uniti sono già in allarme: la Casa Bianca ha fatto sapere che se Mosca prendesse la decisione di sequestrare gli asset di società che hanno lasciato il Paese Washington reagirà a sua volta. Ma in campo russo c’è anche l’idea di imporre divieti di esportazione su alcuni beni primari, a partire dal grano, facendo partire così la più classica guerra del pane, e limiti all’esportazione di materie prime rare.

Naturalmente resta in piedi la regina delle ritorsioni, cioè la chiusura dei rubinetti del gas. Basti pensare che attraverso il gasdotto Nord Stream 1 la Russa invia 60 miliardi di metri cubi di gas l’anno all’Europa attraverso la Germania. E che per l’Italia il gas russo rappresenta circa il 40 per cento del fabbisogno nazionale. «Abbiamo il pieno diritto di imporre un embargo al transito di gas attraverso il gasdotto Nord Stream 1, che oggi opera al 100%», ha detto solo due giorni fa il vice premier russo Alexander Novak. Ma come per le sanzioni occidentali si tratta di misure che aggraverebbero un’economia già traballante, probabilmente più onerose per la Russia che per l’Occidente. Da Mosca si limitano ad annunciare provvedimenti «a breve termine» per limitare l’entrata e l’uscita di alcune materie prime. «Questa decisione – ha spiegato il primo ministro Mikhail Mishustin – aiuterà la nostra sicurezza nazionale, garantirà che le aziende e le industrie alimentari possano continuare a lavorare».

Sanzioni alla Russia, Mosca ora minaccia ritorsioni: «Stop a gas e grano». Cosa rischia l’Europaultima modifica: 2022-03-10T14:44:46+01:00da manuela_man27