Menopausa e sesso: tra stereotipi e sex toys

Ebbene sì, è arrivata #QuellaSettimanaDelMese. Nel senso che ogni giorno, per un’intera settimana, dedicheremo alle mestruazioni e a tutto ciò che gravita attorno ad esse una serie di articoli di approfondimento. Abbiamo mobilitato il nostro team e tanti guest. Perché il ciclo è natura e non c’è nulla da vergognarsi a raccontarlo. Trovi qui tutti gli articoli speciali pubblicati online. Mentre se vuoi saperne di più, scarica il nuovo numero di Le #Maggiorate dedicato a Chiara Capraro, alla tampon tax e al sangue. Lo trovi qui.

È capitato a tutti di sentire battute, più o meno velate, su quello che accade al corpo delle donne dopo la menopausa. Tra le frasi più gettonate ci sono quelle che ricordano i cambiamenti legati all’aspetto esteriore, spesso usate come monito per le ragazze più giovani ad usare il loro corpo prima che inaridisca e che smetta di essere desiderabile; altre, sullo stesso tono, richiamano il ticchettio di un orologio biologico che vorrebbe tutte le donne madri, come se la maternità fosse una scelta insita nei cromosomi XX; infine – ma solo per ragioni di spazio – ci sono quelle battute ancora più meschine che intaccano la sfera sessuale, prevedendo che, una volta finito il periodo di fertilità del corpo, la voglia e l’istinto di avere rapporti sessuali finiranno con esso: quasi a voler dire che se una donna sceglie di vivere il piacere del sesso, lo fa sempre e comunque per il desiderio di una gravidanza, e non importa se questo desiderio sia consapevole o inconsapevole.

Ma visto che a noi gli stereotipi non piacciono, e ancor meno apprezziamo giudizi affrettati sulla sessualità (femminile o maschile non importa), scegliamo di chiudere #QuellaSettimanaDelMese con un approfondimento sugli effetti che la menopausa ha sul sesso e sulla vita di coppia. Per farlo abbiamo chiesto aiuto ancora una volta al nostro eroe Luca Pierleoni, psicoterapeuta e sessuologo clinico, socio fondatore della Società italiana di sessuologia e psicologia (SISP), che aveva già risposto alle nostre insidiose domande sul rapporto delle donne con la pornografia. Siamo quindi partiti dal clou della faccenda, chiedendo a Pierleoni quali fossero i pregiudizi che vanno per la maggiore in questo senso, e quali fossero le loro origini.

“I pregiudizi riscontrabili sono numerosi e con origini molto lontane, principalmente riconducibili all’associazione tra sessualità e riproduttività, che nel femminile diventa schiacciante e quasi esclusiva” ci ha spiegato il sessuologo. “Nel XIII secolo (ma addirittura anche nella Bibbia) si parlava dello stato di contaminazione e impurità della donna causato dal ciclo mestruale, e di quanto durante la menopausa questo sangue restasse intrappolato all’interno del corpo delle donne, con conseguenze gravissime per la loro salute e delle persone che le circondavano. Negli anni successivi, fino ad arrivare al XVIII secolo, la malattia mentale e le difficoltà psicologiche delle donne sono state ampiamente attribuite a ‘problemi uterini’. Nella storia insomma vediamo come la presenza o meno di flusso mestruale sia stato la causa di numerose credenze; inoltre basta pensare a come, ancora oggi, una donna che entra in menopausa venga considerata – non essendo fertile – priva di quell’aspetto procreativo tanto importante e osannato nella nostra cultura. Ma anche, ad esempio, l’idea che con la menopausa la donna subisca cambiamenti corporei che la renderanno meno appetibile agli occhi degli uomini di pari età, sempre (stereotipicamente) alla ricerca di un corpo giovane”. Sicuramente la menopausa ha degli effetti ben visibili sul corpo, non possiamo né vogliamo negarlo; una delle conseguenze fisiologiche – per esempio – è la diminuzione degli estrogeni, che incide direttamente sulla lubrificazione vaginale. Ma, come racconta Pierleoni “se è vero che con la menopausa si assiste ad una serie di cambiamenti corporei e ormonali importanti, non è detto che questi determinino conseguenze negative. In linea generale, purtroppo, nella nostra società, nonostante i progressivi contributi forniti dalla scienza, permane una visione della menopausa come un periodo di decadenza, malattia, diminuzione di desiderio sessuale”.

A questo punto, per far luce sulla faccenda, ci siamo chiesti se nella realtà dei fatti le donne in menopausa facciano o meno sesso. Pierleoni, riferendosi alla letteratura di settore, ci ha presentato questo quadro: “Come in tutte le altre fasi della vita, i rapporti sessuo-affettivi si modificano nel tempo e possono essere migliori o peggiori: questo dipende da ogni singola donna, da come vive i cambiamenti del proprio corpo e da come ha vissuto per tutta la vita la propria sessualità. Inoltre, la vita sessuale delle donne è profondamente cambiata nelle ultime generazioni; ormai da anni anche gli studi scientifici riportano che la maggior parte delle persone di sesso femminile dopo i 50 anni, in menopausa, sia sessualmente attiva”. Ah-a! D’altro canto, continua il sessuologo, “è possibile ancora oggi trovare una certa percentuale di donne che riferisce una drastica diminuzione della libido, o che scelgie di abbandonare completamente la sessualità, perché percepita come spiacevole e dolorosa. Ma in generale un numero sempre maggiore di persone del gentil sesso denota una rinnovata coscienza di sé, dell’importanza del piacere, della propria femminilità e della propria sessualità”. Ma a cosa è dovuto tale divario? “In questo caso sembrano essere coinvolti anche i mutamenti di status sociale delle donne (tra cui maggiore istruzione e maggiore indipendenza economica) e un’attività sessuale non più vista solo come qualcosa finalizzato alla riproduzione, ma anche al piacere e allo scambio relazionale tra individui”.

Insomma, ci verrebbe da dire – e senza sorprese – che anche in questa fase della vita ha più senso ascoltare il proprio corpo e i propri istinti che quello che società e pregiudizi hanno cercato di inculcarci. Quindi, le domande istintive che ci siamo posti a questo punto sono state: tra stereotipi e desideri contraddittori (nel senso di distanti dalla morale comune), come vivono le donne la menopausa? Quale vissuto emotivo le accompagna? E Pierleoni ci ha risposto così: “Spostandoci dalla percentuale effettiva di donne che mantengono una vita sessuale attiva anche dopo la menopausa e concentrandoci maggiormente sui vissuti emotivi, la fotografia cambia molto velocemente, diventando anche molto allarmante se si pensa alla propensione attuale di patologizzazione della menopausa. Dal momento che ormai le donne vivono oltre un terzo della propria esistenza in assenza di mestruazioni, non è più pensabile ragionare solo in termini di sopravvivenza ai sintomi, ma è necessario adottare un’ottica più ampia che tenga conto del benessere generale della persona”. Ed è proprio questo il punto: se abbiamo imparato ad intervenire sugli stravolgimenti ormonali, di contro “il vissuto emotivo che accompagna questi cambiamenti è tutt’altro che scritto,” continua il sessuologo “ed è fortemente influenzato da una serie di aspetti psicologici propri della singola persona. Varie ricerche mettono in evidenza come donne con una forte personalità, indipendenti, con buona autostima e percezione corporea, o che ancora sono impegnate nel lavoro – o con uno scopo importante nella vita – abbiano una minore possibilità di sviluppare sintomi spiacevoli legati alla menopausa, e che tenderanno in maniera molto inferiore a ridurre o interrompere l’attività sessuale. Al contrario, donne che hanno investito principalmente su aspetti familiari o fisici, di fronte alle minori attenzioni del partner o percependosi meno attraenti fisicamente, rischieranno di vivere questo momento della vita in maniera più problematica, fino ad arrivare in alcuni casi all’allontanamento totale dall’area dell’intimità”.

Cosa accade dunque nelle relazioni amorose in questa fase? Pierleoni dice: “Se l’intesa sessuale con il partner, con la partner, o con i partner è stata generalmente buona, ricca e soddisfacente, è probabile che dopo la menopausa la vita sessuale delle coppie rimarrà invariata o addirittura migliorerà. Se al contrario la sessualità è stata sempre vissuta in maniera conflittuale, come un dovere, o addirittura come qualche cosa di sporco, è difficile che persista dopo la menopausa”. Altro punto importante è che la scomparsa delle mestruazioni, all’opposto di quanto si creda, non è sempre percepita negativamente, ma anzi “per coloro che hanno vissuto il ciclo come qualcosa di inutile o doloroso, l’arrivo della menopausa può contribuire alla sperimentazione di un rinnovato benessere”. Inoltre, tornando al discorso della fertilità, il sessuologo sottolinea che “per molte coppie eterosessuali, l’assenza del rischio di avere una nuova gravidanza può costituire un fattore positivo e facilitante l’attività sessuale, non dovendo più ricorre a metodi contraccettivi”. E parlando di sesso senza il pericolo di gravidanza, anche il campo della masturbazione riserva delle sorprese: “Dopo la menopausa molte donne aumentano o riscoprono l’autoerotismo,” ci svela Pierleoni, “in molti casi come riconferma della propria identità di genere. Anche la frequenza e il ricorso a questa pratica sessuale sono molto legati alle esperienze precedenti. Purtroppo però, come di consueto, raccogliere dati attendibili sulla masturbazione femminile resta piuttosto difficile”.

Se per la società una donna non più fertile è, nella pratica, una donna inutile e defemminillizzata, il modo migliore per scardinare tale visione retrograda e penalizzante è, parafrasando Pierleoni, vivere la menopausa con consapevolezza, fantasia e flessibilità; in maniera non prestazionale, ma ludica e come momento di comunicazione e di conoscenza individuale e di coppia. Dimenticandosi, insomma, dei brutti stereotipi che avvolgono la donna e il suo corpo anche in questa normalissima fase biologica. Il corpo femminile infatti, sempre al centro dell’attenzione, viene accantonato proprio quando mostra il proprio vissuto, ovvero quando perde la sua cifra “sacrale” e quando inevitabilmente racconta lo scorrere del tempo. È importante però che questo racconto si faccia, soprattutto nelle camere da letto, tra partner, mantenendo viva non solo la sfera sessuale, ma anche la comunicazione a livello generale. Condividere fantasie, sperimentare nuove posizioni, divertirsi con i sex toys e provare massaggi intimi con lubrificanti sono solo alcuni dei consigli che Pierleoni elenca, ricordando quanto piacevole sia una variante nell’interazione sessuale. E forse, effettivamente, qualcosa sta cambiando, visto che Grace and Frankie, la serie tv di Netflix con Jane Fonda e Lily Tomlin, non solo ha per protagoniste due donne mature (sì, mature davvero, parliamo di over 70, non di 45enni), ma racconta anche della menopausa e – sorpresa sorpresa – di sesso & masturbazione, con tutti gli “strumenti” del caso. Questo per dire che, se lo stereotipo vuole che le donne smettano di interessarsi al sesso dopo la menopausa, la realtà è proprio il contrario: “Molte donne invece manifestano anche un aumento della libido,” afferma il sessuologo “parlando addirittura di una sorta di seconda adolescenza in cui, fuori dal circuito produttivo e riproduttivo, possono vivere sensazioni ed emozioni da molto tempo sopite”. E quindi continuiamo a divertirci.

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Menopausa e sesso: tra stereotipi e sex toysultima modifica: 2017-07-05T15:42:05+02:00da dianananni

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