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Il pieno e il vuoto
Post n°85 pubblicato il 07 Dicembre 2014 da pepitapablita
Non c’è posto per certi dolori. Parlo di quelli degli amori perduti, ma mai veramente vissuti. Non sai dove collocarli... A volte sembra come se ci si svegliasse da un’operazione, quando ti senti dolorante e non sai dove. E’ un po’ dappertutto che ti fa male e l’anestesia consuma ancora i suoi effetti nel continuare a non farti capire cosa sia stato realtà e cosa invenzione, sogno… Però vai avanti, vivendo la tua vita come in un film, come se non ti appartenesse. E ti ritrovi così a camminare per strada, a fermarti a guardare le vetrine, a parlare con la gente, ad uscire e persino a ridere. A fare le cose di sempre, insomma, pensando e convincendoti che in fondo sì…fa male ma non è la fine del mondo. E non lo è infatti, perché si può stare senza un amore, si può vivere anche senza quell’amore… Ma quanto infinito è lo spazio che scopri di avere nel cuore? Quanto profondo il vuoto lasciato? Niente sembra riuscire a riempirlo eppure lui è anche traboccante di tutto ciò che ancora avresti voluto vivere e dare. Il pieno ed il vuoto dovrebbero essere contrari...ma non per certi amori. Si può restare incatenati a vita ad amori così…
"E ridemmo, ridemmo insieme e da soli, a squarciagola e in silenzio, eravamo decisi a ignorare qualunque cosa andasse ignorata, decisi a costruire un nuovo mondo dal nulla, se nulla si poteva salvare nel nostro mondo, fu uno dei giorni più belli della mia vita, un giorno in cui vissi la mia vita e non pensai affatto alla mia vita." Jonathan Safran Foer, Molto forte, incredibilmente vicino |
Certe persone sono come l’amore:ti prendono l’anima senza un perché.
Succede così…inaspettatamente. Le trovi lungo la tua strada a quel bivio cui neanche ti eri accorta di essere arrivata, e ti sembra per caso, invece erano lì ad aspettare proprio te, in quel preciso istante, non un minuto prima né uno dopo…il momento perfetto nel posto perfetto. E lo capisci perché all’improvviso diventano esse stesse strada…l’unica che puoi percorrere. Ed è incredibile come con poco sforzo riescano a fare il freddo più freddo ed il caldo più caldo…e più belli i colori…e te ne fanno scoprire di nuovi...e meravigliarti...perché quello che più riempie di luce i tuoi occhi assomiglia come per magia alla parola “noi”... All’improvviso ti accorgi che sono già dentro di te...e tu non sai come né quando sia successo, ma sono lì a riempire ogni tuo spazio, anche quello che non sapevi di avere, ma che scopri grazie a loro. Col cuore in subbuglio ti colgono impreparata e proprio questa è la loro grande forza…non ti danno il tempo di pensare e di alzare barriere, perché quando le senti scorrere nelle vene, sono già diventate sangue…aria…cibo… e tu neanche ti sei accorta di quanto le hai respirate fino a quando non ti vengono a mancare…e scopri così quanto un pugno nello stomaco possa far meno male...ed è difficile capire ed accettare il motivo per cui dovrai viverne senza...ma loro ormai sono lì...impresse a fuoco sul tuo cuore...ti appartengono senza più averle...a volte senza averle neanche mai avute...indelebili come cicatrici…
Carezze che ti graffiano l’anima.
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